chiudere casa valigia

Staccare tutto prima di partire per le vacanze sembra la scelta più prudente. Eppure, secondo i tecnici degli impianti domestici, ci sono almeno due apparecchi che è meglio lasciare in funzione quando si chiude casa per due settimane consecutive. Il motivo ha a che fare con i danni che si possono trovare al rientro, e che molti scoprono troppo tardi.

La questione non riguarda solo il risparmio in bolletta — tema importante, ma secondario rispetto ai guasti che possono verificarsi in un’abitazione vuota per 15 giorni. Vediamo cosa consigliano gli addetti ai lavori e perché alcune scelte apparentemente logiche si rivelano controproducenti.

Perché non tutto va staccato quando si parte

L’abitudine di abbassare il contatore principale della corrente prima di una lunga assenza nasce da un timore comprensibile: cortocircuiti, sbalzi di tensione, temporali estivi che possono danneggiare gli elettrodomestici. La logica è: se non c’è corrente, non ci sono rischi.

Secondo un’analisi condotta da tecnici di assistenza post-vacanze, però, questa prassi può creare più problemi di quanti ne risolva. In particolare, due scenari si verificano con frequenza: frigoriferi che al rientro presentano muffe e cattivi odori impossibili da eliminare, e sistemi di allarme che si spengono lasciando l’abitazione priva di protezione per l’intero periodo.

Come spiegato nell’articolo su cosa controllare in casa prima delle vacanze di agosto, la preparazione dell’abitazione richiede attenzione a dettagli che vanno oltre la semplice chiusura di porte e finestre.

Il frigorifero: l’apparecchio che molti sbagliano a gestire

Il primo errore comune riguarda proprio il frigorifero. Molti lo staccano completamente, lo svuotano e lasciano le porte socchiuse per evitare la formazione di muffe. Questo approccio funziona per assenze brevi, ma con 14-15 giorni di chiusura — soprattutto ad agosto — le temperature interne dell’abitazione possono superare i 35°C.

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Gli elettricisti domestici consigliano invece di svuotare completamente il frigorifero, pulirlo con bicarbonato, asciugarlo bene e lasciarlo acceso al minimo (posizione 1 o ECO). Il consumo è minimo — circa 15-20 kWh per due settimane, equivalenti a 4-5 euro in bolletta — ma si evitano muffe, condensa eccessiva e cattivi odori che richiederebbero una sanificazione professionale al rientro.

Per il congelatore, se completamente vuoto, è preferibile staccarlo e lasciare lo sportello aperto. Se invece contiene alimenti che si vogliono conservare, va lasciato in funzione alla temperatura più bassa.

I tre apparecchi da staccare sempre

Mentre frigorifero e sistema di allarme (quando presente) vanno lasciati attivi, ci sono tre categorie di dispositivi che gli elettricisti consigliano di staccare fisicamente dalla presa, non solo spegnere con il telecomando o l’interruttore.

Il primo è il modem Wi-Fi e tutti i dispositivi di rete. Durante l’estate i temporali sono frequenti, e uno sbalzo di tensione può danneggiare irreparabilmente l’elettronica del router. Staccare la spina non comporta alcun disagio, dato che non si è in casa per utilizzare la connessione.

Il secondo gruppo comprende televisori, decoder, console di gioco e sistemi audio. Anche in stand-by questi apparecchi consumano energia (secondo l’ENEA, tra 5 e 15 watt ciascuno, sommati per due settimane), ma soprattutto sono vulnerabili ai fulmini indiretti. Un temporale può generare sovratensioni nella rete elettrica domestica anche senza colpire direttamente l’edificio.

Il terzo elemento è spesso trascurato: piccoli elettrodomestici da cucina come microonde, macchina del caffè, tostapane, frullatori. Oltre al consumo passivo, alcuni modelli economici presentano componenti che possono surriscaldarsi in caso di anomalie, anche da spenti. Il rischio è basso ma non nullo, e staccarli richiede pochi secondi.

Per chi cerca soluzioni pratiche per gestire gli elettrodomestici durante l’assenza, può essere utile consultare l’articolo su cosa succede quando si attiva la modalità vacanze della lavatrice.

I due apparecchi che è meglio lasciare accesi

Oltre al frigorifero svuotato e impostato al minimo, il secondo dispositivo che andrebbe lasciato in funzione è il sistema di allarme o videocitofono smart, se presente. Può sembrare ovvio, ma diversi proprietari di casa staccano il contatore generale dimenticando che anche l’antifurto necessita di corrente.

Molti sistemi hanno una batteria tampone che garantisce 24-48 ore di autonomia in caso di black-out, ma non è pensata per coprire due settimane. Senza alimentazione elettrica, l’abitazione resta priva di protezione per tutto il periodo di assenza — esattamente quando sarebbe più vulnerabile.

Un terzo caso particolare riguarda i deumidificatori elettrici in seminterrati o cantine. Se la casa ha problemi di umidità e si trova in una zona particolarmente umida (zone costiere, valli alpine, abitazioni vicino a corsi d’acqua), lasciare il deumidificatore acceso può prevenire la formazione di muffe su muri e arredi. Il consumo è contenuto (30-50 watt per i modelli efficienti) e il beneficio supera il costo.

La gestione del contatore: meglio abbassarlo o no?

Abbassare completamente il contatore generale significa azzerare ogni consumo, ma anche rinunciare a frigorifero, allarme ed eventualmente deumidificatore. La soluzione intermedia consigliata dagli elettricisti è lasciare il contatore attivo, ma staccare fisicamente dalla presa tutti gli apparecchi non essenziali.

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In questo modo si eliminano i consumi fantasma (stand-by) che possono sommarsi a 50-80 watt complessivi, equivalenti a circa 25-40 kWh in due settimane (6-10 euro), mantenendo però attivi i dispositivi strategici.

Per chi possiede un impianto fotovoltaico con sistema di accumulo, il discorso è diverso: l’energia prodotta durante il giorno può essere utilizzata dal frigorifero e dal deumidificatore, azzerando di fatto il costo. In questo caso lasciare accesi più apparecchi non pesa sulla bolletta.

Tre errori comuni che costano caro al rientro

Il primo errore è lasciare attaccato lo scaldabagno elettrico. Se non si usa acqua calda per due settimane, lo scaldabagno continua a scaldare e raffreddare l’acqua al suo interno per mantenere la temperatura impostata. Il consumo è di circa 2-3 kWh al giorno, quindi 40-60 kWh in 15 giorni (10-15 euro). È preferibile spegnerlo o impostare la modalità assenza, se disponibile.

Il secondo errore riguarda la lavatrice e la lavastoviglie: lasciarle attaccate non consuma energia, ma in caso di malfunzionamento delle elettrovalvole (guasto raro ma documentato) l’acqua potrebbe continuare a entrare nell’apparecchio e fuoriuscire, allagando casa. I tecnici consigliano di chiudere il rubinetto di carico dell’acqua per entrambe, oltre a staccarle dalla corrente.

Il terzo errore è dimenticare acceso il climatizzatore. Può capitare di lasciare un condizionatore in modalità deumidificazione pensando di controllare l’umidità durante l’assenza. In realtà, senza presenza umana e con finestre chiuse, l’umidità si stabilizza naturalmente. Il climatizzatore continuerebbe a funzionare inutilmente, con consumi che possono raggiungere 100-150 kWh per due settimane (25-35 euro).

Caldaia e boiler: cosa fare prima di partire

Per quanto riguarda la caldaia a gas, se si tratta di un modello combinato che produce sia riscaldamento che acqua calda sanitaria, è sufficiente spegnere la caldaia dal pannello di controllo. Non è necessario chiudere il gas, a meno che non ci siano perdite sospette (in quel caso è obbligatorio chiamare un tecnico prima di partire).

I boiler elettrici vanno spenti sempre, come già detto per lo scaldabagno. Alcuni modelli recenti hanno una funzione anti-legionella che scalda l’acqua a 60°C una volta al mese per prevenire la proliferazione batterica, ma due settimane sono un periodo troppo breve perché questo diventi un problema.

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Per chi ha una pompa di calore per l’acqua calda, il consiglio è lo stesso: spegnere completamente. Diversamente dagli scaldabagni tradizionali, le pompe di calore consumano meno ma continuano comunque a lavorare inutilmente.

Domande frequenti

È necessario staccare il contatore generale prima di partire per due settimane?

No, secondo gli elettricisti è più prudente lasciare il contatore attivo e staccare manualmente solo gli apparecchi non essenziali. Questo permette di mantenere in funzione frigorifero, sistema di allarme ed eventuale deumidificatore, dispositivi che proteggono la casa durante l’assenza.

Quanto consuma un frigorifero vuoto lasciato acceso al minimo per due settimane?

Un frigorifero impostato sulla temperatura minima (o modalità ECO) consuma circa 15-20 kWh in due settimane, equivalenti a 4-5 euro in bolletta. Il costo è inferiore rispetto a una sanificazione professionale necessaria in caso di muffe e cattivi odori.

Posso lasciare acceso il Wi-Fi per controllare eventuali dispositivi smart?

È sconsigliato. I temporali estivi possono causare sbalzi di tensione che danneggiano il modem. Se si hanno dispositivi smart da monitorare (come telecamere), è preferibile affidarsi a quelli con connettività mobile autonoma, non dipendente dal Wi-Fi domestico.

Devo chiudere l’acqua prima di partire?

È consigliabile chiudere il rubinetto generale dell’acqua, o almeno i rubinetti di carico di lavatrice e lavastoviglie. In caso di guasto alle elettrovalvole, anche con gli apparecchi spenti, l’acqua potrebbe continuare a entrare e causare allagamenti.

Il climatizzatore lasciato acceso in deumidificazione aiuta a mantenere la casa asciutta?

No, è uno spreco. Con l’abitazione chiusa e senza presenza umana, l’umidità si stabilizza da sola. Il climatizzatore continuerebbe a funzionare consumando inutilmente 100-150 kWh in due settimane, senza benefici apprezzabili.

Cosa fare con il congelatore pieno prima di partire?

Se il congelatore contiene alimenti, va lasciato in funzione alla temperatura più bassa. Se è vuoto, è meglio staccarlo e lasciare lo sportello aperto per evitare la formazione di cattivi odori. Per periodi superiori a due settimane è preferibile svuotarlo completamente.

In sintesi

La gestione degli elettrodomestici prima di una lunga assenza è meno intuitiva di quanto sembri. Staccare tutto non è la soluzione più sicura, e può esporre a problemi al rientro più costosi del risparmio ottenuto. La strategia migliore è selettiva: frigorifero svuotato ma acceso al minimo, allarme attivo, tutto il resto staccato fisicamente — soprattutto modem, TV e piccoli elettrodomestici. Due settimane sono abbastanza per accumulare danni silenziosi, ma anche abbastanza brevi per gestire casa con pochi accorgimenti mirati. Se hai dubbi su altri aspetti della preparazione prima delle vacanze, qui trovi quali controlli fare in casa prima di partire per evitare sorprese al rientro.

Di Ilaria Macchi

Laureata in Linguaggi dei Media all'Università Cattolica di Milano, sotto il segno della Bilancia, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione a 360 gradi. Mi piace scrivere di tutto, amo lo sport, e il calcio in modo particolare, oltre a moda e Tv.