anziano casa sicurezza

C’è una stanza in casa che, dopo i 70 anni, comincia a dare più problemi di tutte le altre: il bagno. Non è il salotto con i suoi tappeti scivolosi, non è la cucina con i suoi pensili alti — è il bagno, dove le cadute domestiche sono statisticamente più frequenti per chi è in età anziana, dove le superfici bagnate diventano insidiose, e dove gesti che fino ai 60 anni erano automatici (entrare nella vasca, sedersi sul WC, asciugarsi le gambe) richiedono progressivamente più attenzione.

La buona notizia è che il bagno è anche la stanza più semplice e più conveniente da rendere sicuro e accessibile — con interventi che vanno dai 10 euro di un tappetino antiscivolo fino ai 5.000 euro di un piatto doccia filo pavimento, e che si possono distribuire nel tempo seguendo la priorità di ognuno. Il Bonus barriere architettoniche del 75%, in vigore in Italia, copre una buona parte di questi interventi. Vediamo cosa fare, in che ordine, con quali costi.

Perché il bagno è la stanza più critica

I dati italiani sulle cadute domestiche sono chiari: secondo le statistiche pubblicate periodicamente dall’Istituto Superiore di Sanità, il bagno è la stanza dove avviene la maggioranza degli incidenti domestici delle persone sopra i 65-70 anni, in particolare nelle ore notturne.

Le ragioni sono tre, tutte legate alla natura specifica del bagno.

Prima ragione: superfici bagnate. Pavimento e pareti del bagno sono per definizione esposti all’acqua. Una piastrella bagnata ha un coefficiente d’attrito molto inferiore a quella asciutta. Per chi cammina con appoggio non sempre fermo, è una situazione potenzialmente rischiosa.

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Seconda ragione: gesti complessi in spazi stretti. Entrare in una vasca da bagno tradizionale richiede di alzare la gamba a 50-60 cm, mantenendo l’equilibrio in piedi su una superficie scivolosa. Sedersi e alzarsi dal WC richiede forza nelle gambe. Asciugarsi i piedi richiede di chinarsi. Sono gesti che con l’età diventano progressivamente più difficili.

Terza ragione: alzata notturna in luce ridotta. Una grossa percentuale di cadute in bagno avviene di notte, quando ci si alza dal letto per recarsi in bagno. Il corpo non è completamente sveglio, l’illuminazione è scarsa, le distanze sono percepite male.

La buona notizia è che ognuno di questi tre fattori si può attenuare in modo molto significativo con interventi dimensionati al budget disponibile.

I 6 interventi essenziali in ordine di costo crescente

Sei interventi che, in ordine di costo crescente, trasformano un bagno standard in un bagno sicuro per chi ha superato i 70 anni.

Intervento 1 – Tappetino antiscivolo nella doccia o vasca (10-30 euro). Il primo, il più economico, e quello che già da solo riduce significativamente il rischio. Esistono modelli in gomma con ventose che aderiscono al fondo della vasca o del piatto doccia. Vanno cambiati ogni 12-24 mesi perché le ventose si deteriorano.

Intervento 2 — Maniglione di sicurezza a parete (50-150 euro).  Si installa accanto al WC e nella doccia/vasca. Va fissato a parete con tasselli adatti al peso (capacità minima 130 kg). Modelli in acciaio inox spazzolato si integrano bene anche in bagni eleganti. Costo materiale + manodopera per 2 maniglioni: tra 100 e 250 euro.

Intervento 3 — Sedia o sgabello da doccia (80-300 euro). Permette di farsi la doccia da seduti, eliminando il rischio della stazione eretta prolungata su superficie bagnata. Versioni semplici in plastica con piedini antiscivolo, oppure modelli ribaltabili a parete (più eleganti, anche più costosi).

Intervento 4 — WC rialzato (150-400 euro). Sostituire il WC tradizionale (alto 40 cm) con un modello rialzato (alto 47-50 cm) riduce significativamente lo sforzo per sedersi e alzarsi. Esistono anche “alza-water” da appoggiare sopra il WC esistente, soluzione meno definitiva ma molto economica (50-100 euro).

Intervento 5 — Trasformazione vasca in doccia (1.500-3.000 euro). È l’intervento più diffuso e quello con il miglior rapporto sicurezza/costo. La vasca tradizionale viene rimossa e sostituita da un piatto doccia, spesso con una piccola alzata di 5-10 cm dal pavimento. Servono lavori di idraulica, piastrellistica, sanitari nuovi. Tempi: 1 settimana di cantiere.

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Intervento 6 — Piatto doccia filo pavimento (3.000-5.000 euro). L’opzione più completa: il pavimento del bagno e la base della doccia sono sullo stesso piano, senza alzate, senza scalini. Massima sicurezza e accessibilità anche per chi usa il deambulatore. Richiede lavori di drenaggio del pavimento e impermeabilizzazione.

Il Bonus barriere architettoniche 75% (cosa copre)

Il quadro normativo italiano riconosce questi interventi come adeguamento per la sicurezza e l’autonomia delle persone con disabilità o anziane. Esiste un’agevolazione fiscale specifica chiamata “Bonus barriere architettoniche al 75%”.

È una detrazione IRPEF del 75% sulle spese sostenute per interventi finalizzati al superamento o all’eliminazione delle barriere architettoniche. La detrazione si recupera in 5 anni in quote uguali. Limite di spesa massimo: 30.000 euro per le abitazioni unifamiliari, con varianti per condomini.

Gli interventi coperti includono — secondo le linee guida dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero delle Infrastrutture — la sostituzione di vasche con docce a livello, l’installazione di servoscala, l’allargamento di porte, la sostituzione di sanitari per facilitare l’utilizzo da parte di persone con difficoltà motorie, l’installazione di maniglioni e dispositivi di sicurezza, la realizzazione di rampe e pedane.

È importante sapere che il bonus si applica a tutti i bagni dell’abitazione (non solo a uno) e che non richiede certificazioni di disabilità per essere utilizzato. È sufficiente che gli interventi siano “conformi alle prescrizioni tecniche” del DM 236/89, ovvero rispettino le caratteristiche tecniche di accessibilità.

Per le pratiche fiscali bene affidarsi a un commercialista o a un CAF, perché la documentazione richiesta (asseverazioni tecniche, fatture, comunicazioni preventive in alcuni casi) può essere complessa.

Anche la cucina ha bisogno di adattamenti

Sebbene il bagno sia la stanza più critica, anche la cucina merita alcuni adattamenti dopo i 70 anni.

Piano cottura a induzione invece del gas. Più sicuro: si surriscalda solo la pentola, non la superficie del piano. Eliminata la fiamma viva, ridotto il rischio di ustioni. Costo macchina: 300-1.000 euro a seconda del modello.

Illuminazione potenziata sul piano lavoro. Una striscia LED sotto i pensili (50-100 euro materiale + montaggio) cambia completamente la visibilità durante la preparazione dei pasti. Aiuta soprattutto chi ha ridotta visione periferica.

Prese elettriche a 90 cm di altezza invece dei classici 30 cm. Per non doversi chinare a inserire spine. Si fa in occasione di un rifacimento dell’impianto elettrico.

Cassettoni profondi al posto dei pensili alti. Spostare il contenitivo dal sopra-piano al sotto-piano elimina la necessità di alzare le braccia sopra la testa per raggiungere bicchieri o piatti.

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Non tutti questi interventi vanno fatti subito o tutti insieme — sono interventi da pianificare nel corso di anni, in base alla salute, al budget e alle esigenze emergenti.

Una considerazione finale: pianificare prima

Il consiglio più importante che danno gli architetti specializzati in adattamento residenziale per anziani è questo: non aspettare la prima caduta o il primo problema serio per cominciare a pianificare. 

Adattare la casa quando ancora si è autosufficienti significa fare scelte ragionate, distribuire la spesa nel tempo, scegliere materiali e finiture coerenti con il proprio gusto. Adattarla d’urgenza dopo un infortunio significa accettare soluzioni di compromesso, prezzi peggiori, e talvolta dover trasferirsi temporaneamente durante i lavori.

Il momento giusto per cominciare è intorno ai 65-68 anni, quando gli interventi possono essere fatti con calma e gradualità. Il primo passo concreto e quasi a costo zero — il tappetino antiscivolo nella doccia — può essere fatto questo weekend.

Domande frequenti

Da dove conviene cominciare?

Dalle cose più economiche e immediate: tappetino antiscivolo nella doccia (10-30 euro), maniglione di sicurezza accanto al WC (50-150 euro), illuminazione notturna sul percorso letto-bagno (10-30 euro). Insieme, questi tre interventi costano meno di 200 euro e affrontano la maggioranza dei rischi più frequenti.

Il Bonus barriere architettoniche vale anche per chi non ha disabilità certificate?

Sì. Il bonus si applica a interventi conformi alle norme tecniche di accessibilità (DM 236/89), indipendentemente dalla certificazione di disabilità. È sufficiente che le caratteristiche tecniche dell’intervento siano coerenti con il superamento delle barriere architettoniche.

Trasformare la vasca in doccia è una decisione complicata?

Tecnicamente è uno degli interventi più semplici e diffusi (1 settimana di lavori, 1.500-3.000 euro). Emotivamente per molti è una rinuncia (“il bagno caldo della sera”). Esistono soluzioni intermedie come le vasche con apertura laterale (porta inserita nella vasca), ma sono soluzioni costose e di durata inferiore. La doccia con seduta integrata è il compromesso più diffuso.

Si può fare un solo intervento alla volta?

Assolutamente sì, anzi è consigliato. Non c’è bisogno di rifare tutto il bagno in un colpo solo. Si può cominciare con tappetini e maniglioni quest’anno, sostituire il WC il prossimo, valutare la trasformazione vasca-doccia tra due o tre anni. La pianificazione graduale è anche quella che si adatta meglio al budget familiare.

Di Ilaria Macchi

Laureata in Linguaggi dei Media all'Università Cattolica di Milano, sotto il segno della Bilancia, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione a 360 gradi. Mi piace scrivere di tutto, amo lo sport, e il calcio in modo particolare, oltre a moda e Tv.