uovo di Pasqua

Tutti potrebbero avere ricevuto in questi giorni almeno un uovo di Pasqua (non solo i bambini), è bene però agire correttamente nello smaltimento della carta. 

Siamo arrivati a Pasqua, una delle feste più amate, anche da parte di chi in genere non apprezza le ricorrenze, soprattutto perché questa cade a primavera, per questo si apprezza la possibilità di stare all’aria aperta in compagnia delle persone più care. Anche questa ricorrenza è accompagnata da alcune tradizioni che da molti sono ritenute imprescindibili, soprattutto a tavola, come l’idea di regalare un uovo di Pasqua.

E’ riduttivo credere che si tratti di qualcosa che sia gradito solo i bambini, anche chi è ormai adulto non riesce a pensare di non averne almeno uno da scartare, così da vedere la sorpresa che può essere contenuta al suo interno. In commercio ne esistono di vari tipi, da quelli delle marche più note disponibili al supermercato a quelli che possiamo personalizzare e far realizzare da un nostro pasticcere di fiducia, puntando a un dono che potremmo chiedere di mettere all’interno noi stessi. Attenzione, però, se si vuole agire in maniera consapevole è importante gestire in maniera corretta la carta con cui viene confezionato.

Uovo di Pasqua: da cosa nasce la tradizione?

Regalare un uovo di Pasqua è una consuetudine che viene portata avanti da decenni, anche se probabilmente in pochi sono a conoscenza della sua origine. Si tratta di una tradizione che resiste da tempo, che nasce sulla base del simbolismo legato all’uovo, considerato un esempio di rinascita, esattamente quello che è accaduto a Gesù, risorto dopo tre giorni.

Tra i primi a considerarlo in questo modo ci sono stati gli Egizi, che ritenevano come questo fosse all’origine di tutto e il fulcro dei quattro elementi (aria, acqua, terra e fuoco). Non a caso, la Pasqua ricorre a primavera, fase dell’anno in cui si registra una rinascita della natura, questo è il pensiero per cui anche i Persiani arrivavano a regalarsi uova, simbolo di nuova vita.

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Questo pensiero è stato condiviso anche dal Cristianesimo, in questo caso si è deciso di puntare su un uovo perché può essere l’elemento più adatto per spiegare la Risurrezione, che si celebra in questa festa. Si è arrivati però a regalare delle uova soprattutto in epoca medievale, a partire dalla Germania, anche se in quella fase si preferivano uova bollite, avvolte in foglie e fiori che potevano colorarsi in maniera naturale.

Attenzione alla carta dell’uovo: dove buttarla

E’ un errore credere che la carta con cui viene confezionato l’uovo di Pasqua sia come quella di un giornale, questa deve essere gestita con particolare cura quando lo abbiamo aperto e abbiamo consumato il cioccolato. In genere, salvo particolari eccezioni, questa è fatta di plastica (è bene verificare sulle confezione eventuali indicazioni), per questo deve essere smaltita come si fa solitamente con questo materiale.

La situazione può essere diversa però se abbiamo a che fare con un uovo artigianale o realizzato in modo personalizzato in pasticceria, in questo caso l’involucro potrebbe essere in tessuto non tessuto o TNT, cosa che ci obbliga a posizionarlo nella raccolta indifferenziata (non è riciclabile).

Di Ilaria Macchi

Laureata in Linguaggi dei Media all'Università Cattolica di Milano, sotto il segno della Bilancia, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione a 360 gradi. Mi piace scrivere di tutto, amo lo sport, e il calcio in modo particolare, oltre a moda e Tv.