Hai mai sentito parlare delle ‘Case delle Fate’ in Sardegna? Si tratta di costruzioni particolari e antiche, che sarebbe interessante vedere da vicino almeno una volta nella vita.
Associare la Sardegna al mare può essere più che naturale ed è probabilmente la prima idea che ci viene alla mente se pensiamo a questa regione, del resto qui è presente uno di quelli più belli del mondo, che ci invidiano anche tanti stranieri, pronti ad affollare le spiagge ogni anno. Si tratta però di un territorio interessante anche a livello storico, che può essere interessante visitare per migliorare le proprie conoscenze, così da vedere da vicino alcune realtà che potremmo avere ammirato solo su libri e cataloghi.
E’ il caso delle ‘Case delle Fate’ o ‘Domus de Janas’, tombe ipogee sarde che risalgono al Neolitico, da poco diventate patrimonio da parte dell’UNESCO. Queste sono quindi decisamente più antiche rispetto ai più noti nuraghi, osservarle può consentire di capire meglio quali fossero le tradizioni funebri delle popolazioni dell’epoca.
Case delle Fate Sardegna – Cosa sono
Fare un salto indietro nel tempo e capire cosa può essere successo in epoche antiche può essere sempre affascinante, soprattutto se questo riguarda territori che sono vicini a noi e che magari abbiamo avuto modo di visitare in prima persona, anche se per scopi differenti. Non può quindi che essere affascinante conoscere meglio la leggenda che ruota intorno alle Domus de Janas, conosciute anche come ‘Case delle Fate’ che si trovano in Sardegna. Secondo quanto tramandato fino ai giorni nostri, alcune fate sono arrivate a tessere con le loro mani delicate fili d’oro alla luce della luna, vegliando sul sonno dei bambini.

Queste sono più di 2000 su tutta l’isola e sono diffuse in ogni parte della Sardegna (anche se in numero minore in Gallura, la parte nordoccidentale). A conferma della loro unicità è arrivata da poco una decisione importante, il Comitato del Patrimonio Mondiale, nel corso della sessione di Parigi, ha riconfermato l’Italia come il primo Paese al mondo per numero di siti iscritti al patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.
Domus de Janas – Dove si trovano e storia
Sulla base di quanto emerso dagli studi fatti, le Domus de Janas sono state realizzate dalle popolazioni prenuragiche durante il Neolitico, a partire dal V millennio a.C., proseguendo fino a poco tempo prima dell’inizio dell’età del bronzo, attorno al 2200-2000 a.C..
Riconoscerle non è difficile per le loro caratteristiche particolari, sono infatti delle grotte artificiali scavate con la pietra, prima della lavorazione dei metalli, sui fianchi delle alture, isolate, o in vere e proprie necropoli con decine di tombe. Chi pensa che un periodo così antico possa avere portato a costruire qualcosa di particolarmente semplice deve ricredersi, almeno per quanto riguarda alcune di queste. Ne possiamo trovare infatti alcune costituite da un solo ambiente, ma ce ne sono diverse sull’isola che sono invece di dimensioni più grandi, comprendendo anche un posto dove lasciare i defunti, così da poter stare loro vicini e sentire il loro sostegno pur non essendo più in vita.
Tra quelle più note ce ne sono alcune che si distinguono per una superficie ancora più ampia, con diverse camere e pareti, a testimonianza di come fossero delle vere e proprie abitazioni per le popolazioni. Impossibile poi non ammirare ancora adesso i dipinti presenti sulle pareti, caratterizzati anche da simboli ben precisi come le teste di toro impresse nella pietra.
Cosa erano le Domus de Janas?
Riuscire a capire appieno quale fosse la funzione specifica delle ‘Case delle Fate’ in Sardegna non è semplice, soprattutto perchè ancora oggi sappiamo poco delle loro usanze funebri. Anche successivamente, però, queste costruzioni hanno continuato a essere utilizzate anche se per scopi differenti, già a partire dall’età del bronzo (2200-1000 a. C.), durante la fase nuragica della storia della Sardegna, per poi proseguire nel periodo fenicio, punico, romano e medievale.

In epoca bizantina in alcuni casi sono poi state reimpiegate come Chiese, mentre più recentemente c’è stato chi ha scelto di sfruttare questo spazio come magazzino o ricovero per il bestiame ritenendolo uno spazio adatto per la loro superficie.




