È facile ritrovarsi con i vetri bagnati con l’arrivo del freddo e aumentare la possibilità che in casa possa formarsi la muffa, ecco le soluzioni da adottare per ridurre questo rischio.
Le temperature si sono ormai abbassate già da qualche tempo, per questo soprattutto al Nord si devono mettere in conto momenti caratterizzati dal maltempo, che può durare anche per diversi giorni consecutivi. In casi simili a soffrire possono essere sicuramente le persone meteoropatiche, che notano un abbassamento dell’umore quando fuori piove, ma non va molto meglio nemmeno per la nostra casa, dove si potrebbe andare incontro a un fenomeno poco piacevole, da arginare il prima possibile.
Il riferimento è ai vetri bagnati che diventano quasi una costante quando piove, con il rischio concreto che questo a lungo andare possa portare alla formazione della muffa sui muri. È necessario correre ai ripari attraverso alcune soluzioni che possono risultare provvidenziali per evitare che la situazione si ripeta o che possa degenerare causando anche problemi di salute a chi vive in quell’ambiente.
Vetri bagnati e muffa in casa: le cause del problema
I vetri bagnati in casa possono verificarsi soprattutto quando piove e fuori fa freddo, per questo possono diventare un problema da non sottovalutare in autunno e in inverno. Questo avviene per effetto della condensa, in genere conseguenza diretta dell’umidità eccessiva registrata negli ambienti e per le superfici fredde dei vetri, in grado quindi di trasformare il vapore acqueo in goccoline.
In genere questo si verifica soprattutto in bagno e in cucina, luoghi in cui si svolgono attività come cucinare e fare la doccia. A volte, però, questo accade anche a causa dell’accumulo di umidità nei materiali di case nuove. Si dovrebbe inoltre verificare anche lo stato dei serramenti, vetri singoli o doppi vetri con canalina in alluminio (un materiale conduttore) possono raffreddare il vetro, favorendo la formazione di condensa.
Rimediare a questo è comunque possibile, grazie ad alcuni piccoli accorgimenti che possono rivelarsi provvidenziali.
La regola dei 10 minuti: il ricircolo d’aria strategico
Ogni giorno, mattina e sera, dovremmo ricordarci di aprire le finestre di casa per almeno 10 minuti, gesto da cui non si dovrebbe mai prescindere, nemmeno se fuori fa freddo. Non si deve considerare questa azione come un modo che porta ad abbassare la temperatura all’interno, ma di creare una corrente d’aria che espelle l’umidità accumulata durante la notte e le attività quotidiane.
È importante farlo anche quando piove: l’aria esterna, anche se umida, è quasi sempre più secca di quella interna viziata. Si dovrebbe ricordare di farlo anche dopo avere cucinato (è utile accendere la cappa quando si azionano i fornelli) e dopo avere effettuato la doccia. Se la condensa è lieve può bastare questo per risolvere il problema definitivamente ed evitare danni peggiori.
Gestione del calore: evita gli shock termici
La condensa si forma quando l’aria calda e umida interna incontra una superficie fredda come il vetro. Mantenere una temperatura costante in casa, anche minima, durante il giorno, riduce drasticamente questo sbalzo termico.
Si dovrebbe proprio per questo evitare di spegnere completamente i riscaldamenti per poi riaccenderli al massimo: è una pratica che favorisce la formazione di umidità. Molti di noi sono abituati a farlo, convinti che questo modo di agire sia utile in un’ottica di risparmio, ma non fa bene agli ambienti in cui viviamo.
Deumidificatori naturali: il potere del sale grosso
Il livello di umidità in casa può essere ridotto attraverso l’utilizzo di un deumidificatore, che dovremmo tenere, se possibile, in ogni ambiente, così da sfruttare i benefici che è in grado di garantire. Non è comunque necessario acquistarne uno, possiamo infatti crearne uno noi stessi in maniera piuttosto semplice.
Basta posizionare dei piccoli contenitori, come dei vasi di coccio o di vetro, e riempirli con del sale grosso, da posizionare in quelli che riteniamo siano i punti più critici della nostra casa. Il sale, infatti, è un igroscopico naturale, in grado di assorbire È l’umiditàin eccesso presente nell’aria circostante. E’ consigliabile però sostituirlo ogni due settimane per un’efficacia costante e a costo quasi nullo.
Laureata in Linguaggi dei Media all'Università Cattolica di Milano, sotto il segno della Bilancia, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione a 360 gradi. Mi piace scrivere di tutto, amo lo sport, e il calcio in modo particolare, oltre a moda e Tv.