L’Italia è classificata dall’INGV come uno dei Paesi a maggior rischio sismico in Europa. Eventi recenti, dal terremoto dell’Aquila del 2009 a quello del Centro Italia del 2016-2017 fino al bradisismo dei Campi Flegrei che ha riportato attenzione sul tema in queste ore, ricordano che la preparazione fa la differenza.
La Protezione Civile italiana raccoglie nella campagna “Io Non Rischio” le indicazioni ufficiali sui comportamenti da adottare prima, durante e dopo un terremoto. Le riassumiamo qui in modo operativo, distinte nei tre momenti chiave. Tutte le indicazioni che seguono sono tratte dal portale ufficiale iorischio.protezionecivile.gov.it.
Prima del terremoto: la preparazione che fa la differenza
La parte più importante della sicurezza sismica si gioca prima che il terremoto avvenga, con scelte di preparazione che richiedono pochi minuti ma che cambiano completamente lo scenario in caso di evento. La Protezione Civile italiana raccomanda quattro azioni concrete:
- Conoscere la zona sismica in cui vivi (Zona 1, 2, 3 o 4). Il dato è pubblico e consultabile sul portale della Protezione Civile o presso il proprio Comune.
- Verificare la sicurezza strutturale della casa, soprattutto se l’edificio è antecedente al 1984 (anno della prima classificazione sismica nazionale). In caso di dubbi, una consulenza tecnica con un ingegnere strutturista locale è la prima mossa.
- Fissare al muro mobili alti come armadi, librerie, scaffali pesanti, utilizzando staffe antiribaltamento specifiche. Una libreria di 2 metri non fissata è uno dei pericoli domestici più sottovalutati in caso di scossa.
- Preparare il kit di emergenza (vedi sezione dedicata sotto) e tenerlo in un punto accessibile vicino all’uscita.
Conoscere inoltre il piano di emergenza del proprio condominio o del proprio Comune, le vie di fuga, la zona di raccolta prevista dalle autorità locali.
Durante la scossa: dove ripararsi (e cosa NON fare)
Le regole di comportamento durante il sisma raccolte dalla Protezione Civile italiana sono molto precise. Tre azioni fondamentali da memorizzare:
- Mantenere la calma e non correre. La scossa principale dura tipicamente 15-60 secondi: l’istinto di scappare deve essere controllato.
- Ripararsi in un punto sicuro all’interno della casa: sotto un architrave portante (la trave sopra le porte di passaggio tra stanze), in un angolo formato da due muri portanti, oppure sotto un tavolo robusto (legno massiccio o metallo).
- Allontanarsi da elementi pericolosi: finestre, specchi, vetrate (rischio di vetri rotti), mobili alti non fissati, lampadari, mensole con oggetti pesanti.
Tre comportamenti che la Protezione Civile sconsiglia esplicitamente:
- Non correre verso le scale durante la scossa: le scale sono uno dei punti strutturalmente più fragili dell’edificio e il rischio di cadute è alto.
- Non usare l’ascensore, né durante né dopo la scossa.
- Non sostare sotto cornicioni o balconi una volta usciti — sono tra i primi elementi a poter cedere nelle scosse di assestamento.

Dopo la scossa: uscire ordinatamente
Quando la scossa principale è terminata, si esce dall’edificio. Ma con metodo. La Protezione Civile italiana raccomanda di:
- Verificare con uno sguardo rapido che il pianerottolo e le scale siano integri prima di muoversi.
- Scendere a piedi le scale, con calma, aiutando anziani e bambini. Mai usare l’ascensore.
- Uscire dall’edificio e allontanarsi di almeno 10-15 metri dalla facciata, evitando la zona sotto cornicioni, balconi e linee elettriche aeree.
- Dirigersi verso la zona di raccolta prevista dal piano di emergenza comunale o condominiale.
- Limitare l’uso del telefono ai casi di reale emergenza: durante un sisma le linee sono intasate. Per comunicare con i familiari conviene usare SMS o app di messaggistica, che consumano meno rete.
Attenzione importante: dopo la scossa principale possono seguire scosse di assestamento (aftershock), anche per ore o giorni. Sono di intensità progressivamente minore ma possono comunque essere pericolose. Non rientrare in casa prima del via libera delle autorità.
Il kit di emergenza da preparare ORA
La preparazione del kit di emergenza è la singola azione che, secondo la Protezione Civile, fa la maggior differenza in caso di evento sismico. Va tenuto sempre pronto in uno zaino, in un punto accessibile vicino alla porta d’ingresso (non in cantina o soffitta) e va aggiornato ogni sei mesi verificando le scadenze.
Il kit base raccomandato comprende:
- Acqua: almeno 2 litri a persona, sufficiente per 72 ore
- Cibo non deperibile: scatolame, barrette energetiche, frutta secca
- Torcia elettrica e batterie di scorta
- Radio a batterie o a manovella (per ricevere informazioni anche senza rete elettrica)
- Kit di pronto soccorso: cerotti, garze, disinfettante, farmaci salvavita personali
- Documenti d’identità (copie) in busta impermeabile
- Carica-batterie portatile per il cellulare, già carico
- Coperta termica in alluminio (leggera, alto valore)
- Fischietto per segnalare la propria presenza in caso di crollo
- Mascherina antipolvere (FFP2 o equivalenti)
Cosa NON fare: i tre errori più frequenti
La Protezione Civile italiana segnala tre comportamenti errati ricorrenti che vale la pena ricordare:
1. Uscire correndo dall’edificio durante la scossa. È l’istinto naturale ma è anche il comportamento più rischioso: aumenta significativamente il rischio di cadute, di essere colpiti da oggetti che cadono da balconi o cornicioni, di trovarsi sulle scale nel momento peggiore.
2. Usare l’ascensore per scendere. Durante una scossa l’ascensore può bloccarsi tra i piani. Sempre le scale, sempre con calma, mai correndo.
3. Rientrare in casa subito dopo la prima scossa per recuperare oggetti, animali domestici, documenti dimenticati. Le scosse di assestamento possono essere intense e arrivare a distanza di pochi minuti. Aspettare sempre il via libera delle autorità prima di rientrare.
Queste regole, codificate nei materiali ufficiali della Protezione Civile, hanno salvato un numero documentabile di vite negli eventi sismici italiani dell’ultimo ventennio. Conoscerle e averle automatizzate prima che servano è la singola scelta più importante che si possa fare oggi.
Domande frequenti
Devo davvero ripararmi sotto l’architrave o è un mito?
La Protezione Civile italiana la raccomanda esplicitamente. L’architrave delle porte interne (tra una stanza e l’altra) è una zona strutturalmente protetta nella maggior parte degli edifici. Importante: scegliere l’architrave interno, non quello della porta d’ingresso o di una finestra.
Quanto dura tipicamente una scossa significativa?
La scossa principale di un terremoto sensibile dura tipicamente 15-60 secondi. Sembra molto più lungo a chi lo vive. Le scosse di assestamento successive possono protrarsi per giorni o settimane, con intensità progressivamente minore.
Il kit di emergenza serve davvero anche in città?
Sì, anche più che in campagna. Dopo un sisma significativo possono mancare luce, gas, acqua e copertura telefonica per molte ore. Il kit base copre le prime 72 ore, il tempo medio per il ripristino dei servizi essenziali.
Come scopro la zona sismica della mia casa?
Sul sito della Protezione Civile (protezionecivile.gov.it) nella sezione ‘Classificazione sismica’ è disponibile la mappa interattiva. In alternativa, il dato si richiede al proprio Comune di residenza.




