bidet bagno

Pensare a una casa senza la presenza del bidet sembra essere impossibile per tutti noi, anche se all’estero non sempre lo troviamo. Non tutti però conoscono l’origine di questo accessorio così utile. 

Ognuno di noi può allestire la propria casa come meglio preferisce, sulla base dei propri gusti ed esigenze, tenendo presenti le dimensioni dell’abitazione ma anche, inevitabilmente, il budget che si ha a disposizione. Ci sono però degli elementi che risultano essere imprescindibili, da lì poi si decide di inserire il resto, al punto tale da risultare incredibile che questi possano non esserci. Un identikit come questo corrisponde appieno al bidet, che troviamo in ogni bagno e che apprezziamo per la sua praticità, non a caso tendiamo a ricercarlo subito quando ci troviamo in un hotel, considerandolo quasi più importante della doccia o della vasca.

In realtà, all’estero non tutti lo ritengono così necessario, paradossalmente proprio in Francia quasi nessuno ce l’ha, nonostante il termine utilizzato sia proprio di origine francese. Pochissimi, però, con ogni probabilità conoscono la sua storia, recentemente anche gli atleti che si trovano in Italia per le Olimpiadi di Milano-Cortina sono rimasti stupiti per poi comprendere quanto possa essere prezioso.

Il bidet in bagno: una storia che viene da lontano

Nelle case di ognuno di noi possiamo trovare un bidet, anzi chi ha un’abitazione che può avere due o più bagni può arrivare a mettere in uno la vasca e nell’altro la doccia così da usare quella che si preferisce, ma in entrambe il bidet non manca. Non dobbiamo però pensare che possa trattarsi di “invenzione” recente, ma anzi ha un’origine antichissima, come forse pochi possono immaginare.

I primi a usare qualcosa di simile sono stati gli antichi romani, anche se nel loro caso si trattava soprattutto di un recipiente che aveva uno scopo del tutto simile a come usiamo noi oggi questo accessorio. Loro, infatti, lo consideravano utile per detergere le parti intime quando non si sente il bisogno o non si ha la possibilità di lavarsi completamente, a maggior ragione dopo la minzione.

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Se dobbiamo però indicare l’arrivo di un elemento che anche a livello estetico è simile al nostro bidet dobbiamo arrivare fino al 1710, attribuendone la paternità a Christophe Des Rosiers, che lo aveva installato all’interno della Corte francese. Già nel Rinascimento, infatti, era ormai diffuso in maniera quasi capillare in gran parte d’Europa, anche se in quella fase era associato all’idea di lusso e benessere (i costi erano ancora elevati, per questo non tutti potevano permetterselo).

Ancora adesso possiamo vederne da vicino le caratteristiche tipiche del passato se ci rechiamo nella Reggia di Caserta, dove è tuttora costudito quello voluto dalla regina del Regno di Napoli Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, figlia di Maria Teresa d’Austria. Nell’800 il bidet ha però continuato a essere qualcosa che era ancora tipico dei più abbienti, a causa dei materiali con cui era costituito, porcellana e ceramica, che avevano costi decisamente elevati. A questo si devono aggiungere le dimensioni ridotte delle case del popolo, che spingevano necessariamente a rinunciare a qualcosa che poteva non essere così determinante.

Da oggetto di élite a qualcosa di indispensabile

Una svolta cruciale per la diffusione del bidet è stata rappresentata dall’introduzione delle tubature all’interno delle case private, che ha evidentemente reso più facile la sua installazione nei bagni. Questo ha permesso di avere l’acqua corrente, utile sia in cucina sia per lavarsi, anche se in quella fase l’accessorio era ancora in legno, almeno per chi non aveva grandi possibilità economiche.

Si è arrivati proprio allora a comprendere come il bidet potesse servirci a mantenere pulite le zone intime, così da ridurre le possibilità di contrarre un’infezione, che poteva rivelarsi poi difficile da debellare non avendo ancora a disposizione le medicine che abbiamo oggi. Anzi, in Paesi come Francia, Italia e Spagna erano stati approvati decreti che prevedevano l’obbligo per le prostitute di curare l’igiene intima, per questo nelle loro case non poteva mancare.

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bagno moderno con bidet
Pensare a un bagno senza bidet sembra essere impossibile – Casadistile.it

Una diffusione ancora maggiore del bidet è poi arrivata nel secondo Dopoguerra, al punto tale da trovare “strano” un bagno in cui questo oggi non è presente. I numeri parlano chiaro: in Italia, Grecia e Portogaloo troviamo nel 95% delle abitazioni, paradossalmente in Francia, nonostante il suo nome sia di assonanza francese, è decisamente più raro. La scelta dei transalpini non è però da addebitare alla scarsa utilità, molti di loro infatti preferiscono avere bagni di dimensioni piccole per avere altri locali più ampi, per questo si arrivano a fare delle rinunce, che spesso coinvolgono proprio il bidet.

Anche in Sud America è diffuso in maniera quasi capillare, proprio per merito degli italiani che nei decenni passati si erano trasferiti lì in cerca di fortuna. Non sono poche anche le realtà del Medio Oriente che hanno deciso di ereditare da noi questa abitudine, è il caso in modo particolare di Dubai, Egitto e Arabia Saudita, dove viene ribattezzato come oggetto di lusso e strumento sanitario di primaria rilevanza.

L’Italia è la patria del bidet

Come è facile immaginare, il termine “bidet” è di derivazione francese e risale al ‘700: “bidet” in francese antico indicava un piccolo cavallo, un pony, in riferimento alla posizione a cavalcioni che si dovrebbe avere quando usiamo questo elemento per lavarci.

Non è però certamente eccessivo definire l’Italia come il Paese in cui il bidet risulta essere imprescindibile e capace di contribuire alla sua diffusione. Si tratta infatti di un elemento che sembra incarnare perfettamente la nostra cultura termale, considerato ideale per preservare la nostra igiene. La svolta vera e propria risale però al 1975, anno in cui viene emessa una circolare del Ministero, , poi consolidata in successive leggi edilizie regionali, che rende il bidet obbligatorio in ogni bagno delle nuove abitazioni italiane. Non ci sono altri casi simili nel mondo.

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A oggi siamo il maggior produttore ed esportatore mondiale di bidet. La ceramica sanitaria rappresenta un vanto per la nostra economia, con un focus maggiore a Civica Castellana, in provincia di Viterbo, dove si trovano 28 delle 31 aziende italiane del settore (dati di Confindustria Ceramica), che danno lavoro a circa 2.700 persone e producono ogni anno 3,2 milioni di pezzi tra sanitari, lavabi e, naturalmente, bidet. Ottimi sono anche i numeri dell’export, circa il 40% del fatturato del settore deriva dalle vendite del settore.

Di Ilaria Macchi

Laureata in Linguaggi dei Media all'Università Cattolica di Milano, sotto il segno della Bilancia, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione a 360 gradi. Mi piace scrivere di tutto, amo lo sport, e il calcio in modo particolare, oltre a moda e Tv.