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Prima di accendere il camino la prima volta si deve agire con cautela se non si vuole avere problemi, ci sono degli errori che non devono essere commessi se non vogliamo fare fumo in casa. 

Il momento in cui accendiamo il camino per la prima volta nel corso dell’anno piace a molti, soprattutto perché la sua presenza dà un’idea di romanticismo, ideale per vuole stare al caldo insieme alla persona amata, ben sapendo come le temperature esterne siano decisamente rigie. E’ però certamente fondamentae agire con la massima cautela se non si vuole incorrere in problemi o andare incontro a rischi anche gravi a causa del fuoco e del fumo presenti in casa, a maggior ragione se non si è dotati di un griglia da posizionare davanti che può impedire la diffusione del calore (sarebbe bene averne sempre una).

Chi utilizza questo strumento da tempo con ogni probabilità potrebbe compiere questa operazione in maniera agevole e senza pensarci troppo, visto che non ha mai subito danni di alcun tipo in passato, ma è un atteggiamento decisamente leggero. Ci sono infatti degli errori che con ogni probabilità potremmo commettere in questa fase senza renderci conto delle possibili conseguenze. E’ bene quindi essere opportunamente informati così da essere tranquilli e agire in sicurezza.

Camino: sei sicuro di saperlo accendere e gestire in modo corretto?

Tutti noi abbiamo certamente visto un camino acceso migliaia di volte, oltre ad averlo magari acceso personalmente in più di un’occasione, per questo potremmo pensare non sia poi così difficile procedere. In casi simili, però, la prudenza non è mai troppa, non può quindi che essere importante avere chiaro in mente cosa si debba fare.

E’ necessario innanzitutto che la legna sia accatastata correttamente e che l’afflusso d’aria sia regolato. Prima di agire è innanzitutto verificare di essere in possesso almeno di quattro pezzi di legno grandi, legnetti per l’accensione, accendifuoco ecologico, fiammiferi o accendino.

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Si devono innanzitutto accatastare i pezzi di legna più grossi con i legnetti, operazione fondamentale per formare una torre che può consentire il passaggio dell’aria. Fatto questo, si dovranno posizionare gli accendifuoco sulla pila per permettere al fuoco di bruciare dall’alto verso il basso. Man mano che la legna inizierà a consumarsi, se ne dovrà aggiungere altra per far sì che il camino resti acceso, ma prima di farlo è importante verificare che la pila sia completamente bruciata e si sia formata una brace viva. Mai dimenticarsi in fase iniziale di aprire le fessure per permettere il passaggio dell’aria, solo successivamente potranno essere richiuse in maniera graduae.

La cautela dovrà però essere maggiore quando decidiamo di accenderlo per la prima volta nel corso della stagione più fredda, visto che veniamo da una fase in cui è rimasto spento per mesi. Ci sono quindi degli sbagli che potremmo commettere inavvertitamente ma che possono avere conseguenze. evitare di ripeterli può essere provvidenziale.

Usare legna umida

La legna che si usa per il camino andrà bruciata, questo è ovvio, ma è fondamentale prestare massima attenzione a quella che si utilizza. Se si decide di prenderne una di scarsa qualità o che magari ha diversi anni di vita alle spalle, il risultato non sarà mai ottimale, la fiamma sarà debole, si formerà tanto fumo nel locale e il vetro che posizioniamo sul davanti sarà nero in pochi minuti (un ragionamento simile andrebbe fatto anche con il pellet).

E’ quindi importante che sia ben stagionata, con un’umidità intorno al 15–20%. Se si vogliono evitare problemi è consigliabile predisporre un punto in cui conservarla, avendo cura che sia asciutto. Se assorbe umidità tende a gonfiarsi, brucia male e può perfino mandare la stufa in allarme. Si dovrebbero quindi nscegliere con cura i fornitori dove rifornirsi, la legna deve essere leggera e secca, non umida o resinosa.

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Non preriscaldare la canna fumaria

Prima di accendere il fuoco principale si deve bruciare un pezzo di giornale arrotolato vicino all’apertura per far salire l’aria calda e creare il tiraggio.

Il suo tiraggio può inoltre essere aumentato aumentandone l’altezza o comunque pulendola regolarmente. Si può inoltre valutare la possibilità di installare un aspiratore o un comignolo eolico, in grado di forzare il tiraggio, specialmente in giornate in cui il vento è particolarmente forte.

Mettere troppa legna subito

In genere accendiamo ovviamente il camino quando il freddo è pungente, a volte questo strumento può rappresentare anche un rafforzativo dei termosifoni presenti in casa se ci si rende conto che questi non scaldano in maniera adeguata la stanza. Non bisognerebbe però mai avere fretta e mettere quindi un’eccessiva quantità di legna subito, si deve partire con una piccola quantità in modo tale da avere un piccolo fuoco, per poi aggiungerne altra in maniera graduale solo quando si nota che le fiamme risultano essere ben sviluppate.

Particolarmente utile e sicura può essere una tecnica di cui si parla poco. Si tratta dell’accensione dall’alto (top-down): si posizionano i pezzi più grossi sotto, gli accendifuoco sopra e si lascia che la fiamma scenda lentamente. Questo consente di avere una combustione più pulita e meno fumo, oltre a permettere alle braci di durare di più.

Dimenticare di Aprire la Serranda (se presente)

Chi ha una serranda nella stanza in cui si trova il camino non dovrebbe mai dimenticarsi di aprirla, seppure si vorrebbe evitare quando la temperatura esterna è troppo bassa. Si ha la garanzia che la fiamma è buona se il calore è costante, il vetro del camino resta pulito e non si nota fumo fastidioso nella stanza.

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Non si deve mai avere fretta di chiudere le regolazioni dell’aria, qualora la quantità di fumo fosse eccessiva o se il vetro si sporca all’istante significa che qualcosa non va come dovrebbe. In genere questo è dovuto a combustibile bagnato, tiraggio scarso o fiamma troppo violenta.

Non si deve quindi mai sottovalutare il primo momento in cui si arriva ad accendere il camino dopo l’estate, avendo a che fare con fumo e fuoco, se si agisce secondo poche semplici regole i disagi saranno minimi e si consumerà meno combustibile.

Di Ilaria Macchi

Laureata in Linguaggi dei Media all'Università Cattolica di Milano, sotto il segno della Bilancia, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione a 360 gradi. Mi piace scrivere di tutto, amo lo sport, e il calcio in modo particolare, oltre a moda e Tv.