Fare come San Francesco nella gestione della casa può essere un’ottima soluzione, si toglie tutto quello che è superfluo, così da ridurre lo stress.
Riuscire a gestire la propria casa non è semplice, specialmente se si ha poco tempo a disposizione, è inevitabile e importante farlo così da sentirsi pienamente a proprio agio nell’ambiente che si è riusciti a creare. A volte però si commettono degli errori senza quasi rendersene conto, per questo può essere importante conoscere il pensiero degli interior designer a riguardo così da ottenere un risultato migliore.
Non si deve però scartare anche l’iea di prendere esempio da alcune figure che possono ispirarci e che possono darci spunti a cui non avevamo pensato, compresi alcuni nomi che potremmo considerare degli insospettabili. E’ il caso di San Francesco, che celebriamo il 4 ottobre, che ha avuto uno stile di vita davvero particolare, ma che potremmo applicare anche alla nostra abitazione ottenendo ottimi risultati.
L’esempio di San Francesco può cambiare la nostra casa
Si tende ad associare la figura di San Francesco al concetto di povertà, visto che lui era arrivato a rinunciare volontariamente a tutti i beni materiali come segno di conversione per identificarsi con Cristo e servire il prossimo all’insegna dell’umiltà. Lui e i suoi frati avevano scelto di vivere in alcune celle o comunque in alcune capanne estremamente semplici, arrivando ad agire in questo modo non tanto sulla base di un capriccio, quanto per la volontà di non essere distratti dal superfluo materiale, per concentrarsi sulla propria missione.
Applicare tutto questo alla casa anche ai giorni nostri può essere possibile, non dobbiamo considerarla essere una prigione in cui si trovano tantissimi oggetti, alcuni magari anche inutili, ma come un luogo che libera l’anima e la mente. Avere tutto ordinato davanti agli occhi può essere infatti un’occasione per sentirsi più in pace e tranquilli, puntando solo su quello che ci serve davvero. Non ha quindi molto senso riempire la nostra casa di accessori, molti dei quali inutilizzati o quasi o di cui nemmeno ci ricordiamo la presenza.
Tutti noi possiamo così seguire il suo insegnamento anche nella quotidianità attraverso due concetti di cui sentiamo parlare spesso il decluttering e il minimalismo etico. Dobbiamo quindi tenere presente che ogni osa che abbiamo richiede tempo per pulirla, organizzarla e ordinarla, l’unico oggetto che San Francesco ci insegna a eliminare è l’oggetto “senza voce”: quello che non ha una funzione pratica (Vivere) né un valore emotivo (Amare). Anche noi possiamo quindi seguire nella nostra quotidianità quella che possiamo definire “Regola della Cella”, che prevede alcuni semplici principi.
La funzione prima della forma
Ogni volta che ci troviamo a fare un acquisto e siamo di fronte a qualcosa che ci piace dovremmo farci una domanda, ovvero “Questo oggetto svolge due compiti?”. Puntare sulla funzionalità può essere quindi una soluzione ottimale, ben sapendo che questo modo di agire fa bene all’ambiente, ma anche al nostro portafoglio.
E’ quindi possibile scegliere un mobile o un divano contenitore, ma anche su un tavolo allungabile, così da dimostrare rispetto verso lo spazio ed evitare gli eccessi. Non significa, come si potrebbe pensare, privarsi di qualcosa, ma semplicemente sfruttarlo al massimo.

L’elogio della materia
Particolare attenzione dovrebbe essere rivolta anche ai materiali con cui sono fatti gli oggetti presenti nella nostra abitazione. Si dovrebbe prediligere qualcosa di semplice e autentico (legno grezzo, lino, argilla), noi tendiamo a definirlo povero, ma in realtà è ricco di storia e calore tattile.
La messa in scena dell’amore
San Francesco non chiedeva di sradicare l’affetto, ma l’eccesso, liberare spazio e mettere in ordine non significa quindi mettere da parte qualcosa a cui siamo legati pur trattandosi di un oggetto materiale.
Anzi, possiamo valorizzare al meglio questo concetto scegliendo un oggetto che ci piace o che ci scaturisce un’emozione per ogni stanza, come una foto o una scultura, e trovare un modo per metterlo in risalto.
La luce come arredo
Spesso si tende a riempire una stanza pensando che il vuoto possa essere desolante, mentre sarebbe bene applicare una teoria opposta. Non dovremmo mai quidi riempire gli angoli con alcuni soprammobili, spesso scelti senza pensarci troppo o che magari ci piacciono poco, quanto tenere presente che la vera decorazione di una casa è data dalla sua luce naturale.
Basta puntare sulla semplicità delle finestre e utilizzare luci calde (2700K) per esaltare le poche texture presenti. Del resto, anche in questo ambito si può tenere a mente il vecchio detto, ovvero che il troppo stroppia, ricordato anche da tanti interior designer.




