fondi caffè

Le piante piacciono a molti, ma non possiamo certamente dire che tutti noi abbiamo il “pollice verde”, che ci permetterebbe di saperle gestire al meglio. A volte, infatti, siamo convinti di avere fatto tutto alla perfezione o quasi, ma ci rendiamo poi conto di avere commesso qualche errore non appena notiamo le foglie secche o addirittura l’incapacità di riprendersi.

Niente paura, non ci si deve dare sconfitti in partenza, è possibile infatti ottenere un ottimo risultato e favorire la crescita semplicemente usando qualcosa che tutti abbiamo in casa, ma che può esserci utile anche per questo scopo. Il riferimento è ai fondi di caffè, davvero perfetti come concime naturale, da cospargere ai piedi una volta a settimana (ne basta un cucchiaio). I risultati saranno evidenti dopo qualche applicazione, nell’arco di un mese gli effetti saranno evidenti, a condizione però di seguire alcuni passi che possono essere determinanti.

Cosa contengono i fondi di caffè (e perché alcune piante li amano)

Cento grammi di fondi di caffè usati contengono circa 2 grammi di azoto, 0,3 grammi di fosforo, 0,3 grammi di potassio, e tracce di calcio, magnesio e oligoelementi. Il pH dei fondi è leggermente acido (5.5-6.5). Sono quindi un concime equilibrato per piante che amano terreni acidi: ortensie, azalee, camelie, agrumi in vaso, gerani, ortaggi a foglia. La decomposizione lenta rilascia gli elementi nutritivi in 6-8 settimane — un effetto a lungo termine simile a quello del compost.

Per le piante che invece preferiscono terreni neutri o leggermente alcalini (lavanda, rosmarino, salvia, alcuni cactus), i fondi di caffè non sono ideali e a lungo andare possono acidificare troppo il terreno. Una regola semplice: se la pianta cresce naturalmente in zone mediterranee aride, niente caffè. Se cresce in zone umide e boscose, i fondi di caffè sono il suo concime preferito.

Le tre regole d’uso che fanno la differenza

**Regola 1 — Sempre fondi essiccati, mai umidi**. I fondi appena usati nella moka sono ricchi d’acqua. Se li metti subito ai piedi della pianta, fermentano in poche ore e creano una pellicola muffosa in superficie. La pratica corretta è far asciugare i fondi su un piatto al sole o sul termosifone per 24 ore, poi conservarli in un barattolo. Quando ne hai bisogno, ne prendi un cucchiaio.

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**Regola 2 — Mai a contatto diretto con il fusto**. Cospargi i fondi a 2-3 centimetri dal fusto, distribuendoli in un cerchio largo. A contatto con il fusto possono creare un microambiente troppo umido e favorire malattie fungine. Importante anche: mai interrare i fondi più di 2-3 centimetri sotto la superficie. Devono restare quasi in superficie per decomporsi all’aria.

**Regola 3 — Massimo un cucchiaio a settimana per pianta in vaso media**. La quantità ottimale è 1 cucchiaio raso ogni 7 giorni per un vaso da 25 cm di diametro. Per piante in piena terra, 100 grammi al mese ai piedi del cespuglio. Un’eccedenza accumula tannini e fenoli che bloccano l’assorbimento da parte delle radici — l’effetto è controintuitivo: troppo concime danneggia anziché nutrire.

La ‘crosta marrone’ che si forma è normale (e ti spiego cosa fare)

Dopo le prime due-tre applicazioni, sulla superficie del terriccio si forma una crosta marrone-nerastra: è il caffè che si è asciugato e compattato. È normale e non danneggia la pianta, ma può rendere meno permeabile il terreno all’acqua di irrigazione. Una volta al mese gratta delicatamente la crosta con una vecchia forchetta (è il momento dove ho capito perché funziona: sotto la crosta si vede il terriccio ricco di radici nuove, segno che la pianta sta lavorando bene).

Domande frequenti

Posso usare i fondi del caffè decaffeinato?

Sì, e con gli stessi benefici. La caffeina non gioca nessun ruolo nel concime — quello che le piante usano sono azoto, potassio e oligoelementi, presenti uguali nel caffè con e senza caffeina. Anzi, alcuni studi suggeriscono che i fondi di decaffeinato siano leggermente meno acidi e più adatti a una gamma più ampia di piante.

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Funzionano anche per le piante grasse?

Solo per alcune. Le succulente epifite (echeveria, sedum) tollerano una piccola quantità di fondi mensile. I cactus desertici no — preferiscono substrati minerali poveri di organico. Per le piante grasse meglio usare concimi specifici con NPK 5-10-10 una volta a stagione.

Posso buttare anche le bustine di tè?

Le bustine di tè (escluse quelle in plastica/nylon) sono un altro concime naturale eccellente. Tannini, azoto, potassio. Si interrano direttamente — la carta della bustina si decompone in 4-6 settimane. Stessa regola dei fondi di caffè: a 2-3 cm dal fusto, max una bustina a settimana per vaso medio.

Quanto tempo prima vedo i risultati?

Le prime due settimane non vedi differenza. Da fine quarta settimana noti foglie più verde scuro, fusti più robusti. Il vero risultato visibile è la fioritura: piante concimate con fondi di caffè producono il 30-50% di fiori in più nella stagione, secondo studi RHS.

In sintesi

Un cucchiaio di fondi di caffè essiccati a settimana, ai piedi della pianta giusta, fa la differenza tra un balcone vivace e un balcone medio. Un’abitudine semplice, gratuita, e che riduce anche lo spreco quotidiano di un prodotto che altrimenti finisce nei rifiuti organici. Da fare con tre regole: fondi essiccati, mai a contatto col fusto, massimo un cucchiaio a settimana.

 

Di Ilaria Macchi

Laureata in Linguaggi dei Media all'Università Cattolica di Milano, sotto il segno della Bilancia, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione a 360 gradi. Mi piace scrivere di tutto, amo lo sport, e il calcio in modo particolare, oltre a moda e Tv.