pianta pothos

Quando l’hai comprata, il cartellino diceva “Pothos”. Ma se guardi il punto esatto dove la foglia si attacca allo stelo, potresti scoprire che in realtà hai un Filodendro. Non è colpa tua: anche molti fiorai li etichettano male, perché da lontano sono praticamente identici. Il segreto per distinguerli si nasconde in un dettaglio di pochi millimetri che vedi solo avvicinandoti molto.

Perché tutti li confondono (e come è nato l’equivoco)

Il Pothos (nome botanico Epipremnum aureum) e il Filodendro (Philodendron hederaceum) appartengono alla stessa famiglia, le Araceae, e condividono l’aspetto rampicante, le foglie a forma di cuore e la capacità di crescere in condizioni di luce scarsa. Per anni sono stati venduti sotto lo stesso nome popolare, “Pothos”, perché entrambi sono resistenti, economici e perfetti per chi è alle prime armi con le piante d’appartamento.

Il problema è che questa confusione non è solo commerciale: cambia il modo in cui devi curarli. Come abbiamo raccontato nella guida alle piante da interno con poca luce, saper identificare correttamente la specie ti permette di regolare irrigazione, posizione e concimazione in modo più preciso. Il Filodendro, ad esempio, ama un’umidità leggermente più alta rispetto al Pothos, che tollera meglio l’aria secca.

Il trucco del picciolo: dove guardare per non sbagliare più

Il dettaglio che rivela tutto si trova nel picciolo, cioè il “gambo” che collega la foglia allo stelo principale. Prenditi una foglia e osserva attentamente il punto di attacco:

Nel Pothos, il picciolo si inserisce direttamente nella foglia senza interruzioni. La superficie è liscia, il passaggio tra picciolo e lamina fogliare è continuo, quasi come se fossero un pezzo unico. Non ci sono rigonfiamenti, pieghe o membrane visibili.

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Nel Filodendro, invece, noterai una sottile guaina (chiamata catafillo) che avvolge lo stelo nel punto in cui nasce la foglia. È una sorta di “custodia” protettiva, a volte leggermente marrone o traslucida, che si può scorgere anche quando è secca. Questa guaina è la firma distintiva del Filodendro: se c’è, non stai guardando un Pothos.

Questo dettaglio funziona sempre, anche su piante giovani o variegate. Come per le Monstera, che identifichi dai buchi nelle foglie, qui l’elemento chiave è anatomico e non cambia con la crescita.

Altri 3 indizi che confermano l’identità della tua pianta

Oltre al picciolo, puoi affidarti ad altri segnali visivi, anche se meno definitivi:

  • Texture della foglia: il Pothos ha foglie più spesse, cerose, quasi plastificate al tatto. Il Filodendro ha foglie più sottili, vellutate, con una superficie opaca che trattiene meno acqua.
  • Forma della lamina: nel Pothos le foglie tendono a essere più larghe e simmetriche. Nel Filodendro la punta è più allungata e la base del cuore è leggermente asimmetrica, con un lato che si sovrappone all’altro.
  • Colore delle radici aeree: se la pianta ha sviluppato radici aeree lungo lo stelo, quelle del Pothos sono più chiare, quasi bianche o verde pallido. Quelle del Filodendro tendono al marrone rossiccio.
  • Velocità di crescita: il Pothos è un po’ più rapido, soprattutto in primavera ed estate. Il Filodendro cresce in modo più costante ma meno esplosivo.

Come cambia la cura una volta che sai cosa hai

Identificare correttamente la pianta ti permette di aggiustare alcuni dettagli nella routine:

Irrigazione: entrambi preferiscono il terriccio che si asciuga tra un’annaffiatura e l’altra, ma il Filodendro soffre di più se lasci seccare completamente il pane di terra. Controlla con il dito: se affondi per 3-4 cm e senti umido, aspetta ancora. Se è asciutto, innaffia.

Umidità ambientale: il Pothos si adatta anche a inverni con termosifoni accesi. Il Filodendro, invece, apprezza nebulizzazioni settimanali o un vassoio con argilla espansa e acqua sotto il vaso (senza che il fondo tocchi l’acqua). In ambienti molto secchi, le punte delle foglie del Filodendro tendono a seccarsi.

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Luce: il Pothos tollera angoli più bui e cresce comunque, anche se più lentamente. Il Filodendro, pur adattandosi all’ombra, mostra foglie più piccole e distanziate se la luce è scarsa. Una finestra a nord o est va bene per entrambi, ma evita il sole diretto che brucia le foglie.

Concimazione: durante la primavera e l’estate puoi usare un fertilizzante liquido per piante verdi ogni 3-4 settimane, diluito a metà dose. Il Pothos ne ha meno bisogno rispetto al Filodendro, che risponde meglio a concimazioni più regolari.

Domande frequenti

Posso tenere Pothos e Filodendro nello stesso vaso?

Tecnicamente sì, perché hanno esigenze simili, ma visivamente si somigliano così tanto che perderesti la possibilità di notare le differenze. Se vuoi un effetto “giungla”, meglio abbinarli a piante con forme diverse, come una Pilea o una Calathea.

Se ho sbagliato a curarlo finora, la pianta si è rovinata?

Entrambe sono piante molto tolleranti. Se non ha perso più del 30% delle foglie e lo stelo principale è sano, basta correggere irrigazione e posizione. Rimuovi le foglie secche e continua con la routine giusta: in poche settimane vedrai nuova crescita.

Dove trovo un vero Pothos o un vero Filodendro con etichetta corretta?

I vivai specializzati in piante tropicali tendono a essere più precisi rispetto ai garden center generalisti. Puoi anche cercare su gruppi di appassionati o mercatini di piante, dove chi vende spesso conosce bene le specie. In ogni caso, controlla sempre il picciolo prima di portare a casa la pianta.

Ci sono varietà variegate di entrambi?

Sì. Il Pothos esiste in versione Golden (con macchie gialle), Marble Queen (bianco e verde), Neon (verde lime). Il Filodendro ha la varietà Brasil (con striature gialle) e Micans (con foglie bronzate). Anche nelle varietà variegate, il trucco del picciolo con guaina funziona sempre.

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Posso moltiplicarli allo stesso modo?

Sì, entrambi si propagano per talea in acqua o direttamente in terra. Taglia sotto un nodo (il punto rigonfio sullo stelo da cui nascono le foglie), immergi in acqua e aspetta che si formino radici lunghe 4-5 cm prima di invasare. Il Pothos radica un po’ più velocemente, ma la tecnica è identica.

Se la pianta non ha guaina né radici aeree visibili, come faccio?

Guarda la texture e la forma della foglia. Se tutte le foglie sono spesse, lucide e larghe, è probabilmente un Pothos. Se sono più sottili, opache e con punte allungate, è un Filodendro. In caso di dubbio, scatta una foto e chiedi su forum di botanica o gruppi dedicati: gli appassionati riconoscono la specie anche solo dalla forma della nervatura centrale.

In sintesi

La prossima volta che qualcuno ti chiederà “cos’è questa pianta?”, saprai rispondere con certezza: non tutti i rampicanti a cuore verde sono Pothos, e riconoscere la differenza non è solo una curiosità botanica, ma un modo per prenderti cura meglio di una pianta che probabilmente hai già in casa da anni. Il dettaglio più affidabile resta sempre quello: se c’è la guaina nel picciolo, è un Filodendro. Se non c’è, è un Pothos. E adesso non li confondi più.

Di Ilaria Macchi

Laureata in Linguaggi dei Media all'Università Cattolica di Milano, sotto il segno della Bilancia, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione a 360 gradi. Mi piace scrivere di tutto, amo lo sport, e il calcio in modo particolare, oltre a moda e Tv.