Hai mai sentito parlare di ifantria? Si tratta di un problema che devi conoscere perchè può danneggiare il tuo giardino, ecco cos’è e come rimediare.
Avere un giardino piace a molti, chi ha la fortuna di averne uno fa certamente il possibile per curarlo e farlo apparire al meglio, nonostante questo possa portare a sostenere sacrifici. Chi tende a stare per poco tempo a casa perchè ha impegni di lavori che lo portano a essere impegnato spesso fuori non sempre ci rinuncia, ma al massimo ricorre a specie che non richiedono una cura assidua, ma che possono essere resistenti e comunque bello da vedere.
Nonostante tutto, i problemi non possono essere esclusi del tutto, come è il caso dell’ifantria, termine che potrebbe non essere noto a tutti ma che sarebbe bene conoscere perchè costituisce un disagio che può diventare grave e che non dovremmo assolutamente sottovalutare.
Ifantria in giardino: che cos’è e che problemi dà alle piante
Fine agosto e inizio di settembre è il periodo ideale in cui può entrare in azione l’ifantria americana (Hyphantria cunea), una farfalla della Famiglia Erebidi, introdotta accidentalmente dagli Stati Uniti e le cui larve sono voraci divoratrici di foglie. Riconoscere la loro azione non è difficile anche per i non addetti ai lavori, nel momento in cui entra in azione questa infatti tende a lasciare una sorta di ragnatele sulle piante, fortunatamente innocui per l’uomo, ma pericolosi per molte delle nostre preferite.
Si tratta di una specie che è originaria del Nord America, per questo può essere considerata alloctona per l’Europa, ma con il trascorrere del tempo si è diffusa su scala sempre più ampia. Nel nostro Continente è arrivata quasi per caso, partendo dagli anni ’40 in Ungheria, mentre solo negli anni ’80 è giunta in Italia, al Nord. Oggi è presente in Canada, Stati Uniti e Messico, ed è arrivata anche in Cina, Giappone, Corea, parte dell’Europa e Russia.
Nella fase adulta opera come se fosse una falena, quindi una farfalla notturna, di colore bianco e con una lunghezza di circa 15 centimetri, con ali bianche e puntini neri. Nella fase larvale matura, invece, ariva intorno ai 40 millimetri con una larga striscia scura sul dorso e due serie di tubercoli giallo-aranciato lungo tutto il corpo con caratteristici ciuffi di peli molto lunghi (10-12 mm) e bianchi, privi di proprietà urticanti.

Prestare la massima attenzione quando si arriva nel periodo in cui può iniziare a operare in modo quasi indisturbato è quindi fondamentale.
Le piante più a rischio e danni possibili
In genere le larve prediligono soprattutto alcune specie di piante, ovvero gelso, noci, sali, tigli, aceri e ciliegi.
Riconoscere l’ifantria oltre che pe il suo aspetto è possibile purtroppo anche dai danni che può creare in molti dei nostri giardini. Nella maaggior parte dei casi si può infatti registrare una defogliazione, oltre alla comparsa di ragnatele bianche che sono davvero poco belle da vedere sul piano estetico e che danno l’idea di un’area trascurata pur senza esserlo davvero.
Come agire in ottica preventiva
Fortunatamente è possibile anche utilizzare una serie di rimedi naturali contro l’ifantria americana, che possono rivelars efficaci anche in misura maggiore rispetto agli insetticidi. A dare alcuni consigli a riguardo è stato il Servizio Fitosanitario di Regione Lombardia e di Regione Emilia Romagna, due tra le regioni pià colpite.
Nel momento in cui si iniziano a notare i primi bozzoli sulle pante sarebbe bene distruggerli. E’ altrettanto utile posizionare un rivestimento sul tronco composto da paglia o cartone ondulato in modo da far raggruppare su queste superfici le crisalidi per poi rimuoverle. Ci sono poi dei trattamenti specifici che possono essere di aiuto, quelli che sono composti da Bacillus thuringiensis, che si rivelano essere degli ottimi deterrenti per le larve di seconda generazione.




