Il termosifone in inverno può arrivare a danneggiare l’orchidea e farla morire in inverno, ecco l’errore che non dovremmo fare mai e che può essere fatale.
Avere qualche fiore in casa può piacere a tutti, è in grado di rendere più piacevole l’ambiente, a maggior ragione in inverno quando le giornate sono più corte e si può sentire il bisogno di qualcosa che possa rallegrare il nostro umore. Ognuno di noi può avere gusti diversi, ma è importante gestire le proprie scelte sulla base delle proprie abitudini, evitando quelle specie che possono richiedere una cura assidua se finiamo per stare lontani per qualche giorno per motivi di lavoro.
Tra le tipologie più amate c’è sicuramente l’orchidea, apprezzata perché particolare, ma considerata allo stesso tempo una delle più delicate da parte di chi non ha esperienza. In realtà, non è detto che sia così difficile gestirla, ma è bene prestare attenzione al ruolo che può avere il termosifone, può bastare infatti una mossa azzardata legata all’uso del termosifone per esserle fatale.
Orchidea in inverno: occhio a non fare danni
L’orchidea, come detto, è ritenuta uno dei fiori più delicati, ma allo stesso tempo più belli, se vogliamo però che possa resistere a lungo è importante cercare di non fare errori. L’inverno, a differenza di quanto possano pensare in tanti, può rivelarsi una stagione ostica nonostante si decida di tenerla in casa pensando che il calore sia benefico per la pianta.
In genere i problemi tendono a emergere a causa del troppo freddo o dell’irrigazione eccessiva, ma si tratta di una teoria che potremmo facilmente smentire. O meglio, a essere fatale alla pianta può essere paradossalmente anche il termosifone, che ovviamente abbiamo acceso per diverse ore della giornata per poterci riscaldare. Questo non significa ovviamente non poterlo sfruttare o dire addio alla nostra orchidea, ma semplicemente agire in maniera più accorta prima di ritrovarsi con una serie di danni a cui poi non si riesce più a rimediare.
L’aria secca del termosifone porta infatti a rendere disidratate radici e foglie, proprio per questo dovremmo evitare di tenerla troppo vicino a fonti di calore come questa.
Ci sono comunque alcune piccole accortezze che possiamo mettere in atto e che possono consentirci di salvarla, così da essere orgogliosi del risultato e vederla ancora più bella con l’arrivo della primavera.
La posizione più corretta
Pur non amando eccessivamente il caldo, possiamo comunque tenere l’orchidea in casa e riscaldarci grazie all’apporto dei caloriferi (ma anche di altri strumenti quali stufe o camini). È però importante non lasciarla troppo vicina a questi posti, così che il calore non sia troppo diretto.
In genere è bene osservare una distanza minima di 2 metri da ogni fonte di calore.
Il rifugio più adatto
Fatto questo, dovremmo creare una sorta di “letto realizzato in argilla espansa” nel sottovaso: si deve riempire il sottovaso con argilla espansa e successivamente aggiungere acqua.
L’evaporazione dell’acqua crea micro-umidità attorno alla pianta, vitale per la sua salute.
Attenzione all’acqua
L’orchidea ha ovviamente bisogno di acqua, ma è bene fare in modo che non ci siano eccessi, ma nemmeno che resti troppo asciutta. È innanzitutto fondamentale evitare di nebulizzare l’acqua direttamente sulle foglie, ma sulle radici aeree una volta a settimana.
I non addetti ai lavori potrebbero faticare a riconoscere i problemi manifestati dalla pianta, se invece si è a conoscenza di quali siano i segnali che dovrebbero metterci in allarme non andremo incontro al peggio. Le radici che stanno morendo diventano grigi e molli, tagliarle con la cannella può permettere di irrobustirle, oltre a posizionare sulla superficie una sostanza che è in grado di fare da disinfettante natutale.




