Diverse persone si sentono meglio quando notano che il frigorifero di casa è pieno, questo stato d’animo ha una spiegazione ben precisa secondo la psicologia.
Ognuno di noi può arredare la casa come meglio preferisce, ma ci sono degli elementi che non mancano mai, anche nelle abitazioni più piccole, come il frigorifero, fondamentale per fare in modo che alcuni cibi durino più a lungo, anche diversi giorni dopo l’acquisto. Saperlo gestire bene è determinante, essendo l’unico elettrodomestico, al pari del congelatore, che deve restare acceso 24 ore su 24, per questo a volte si tende a sostituirlo puntando su un modello più recente, ben sapendo come questo possa consumare meno.
È riduttivo sottovalutare l’importanza di questo apparecchio, basti pensare alle volte in cui abbiamo un buco allo stomaco e non sappiamo cosa mangiare, in questi casi spesso ci viene naturale aprire lo sportello e verificare cosa abbiamo all’interno pensando che ci sia qualcosa che risulta gustoso. C’è però un dettaglio che riguarda questa semplice azione a cui forse non tutti fanno caso, ma che influisce sul nostro stato d’animo, questo può essere migliore se riusciamo a mantenerlo pieno. Lo avevi mai notato?
Il frigorifero influisce sul nostro umore
Pensare che un elettrodomestico possa condizionare il nostro umore può sembrare strano, se non addirittura assurdo, chi tende ad avere il morale instabile al massimo può essere influenzato dalle condizioni meteo, ma non certamente da un accessorio che abbiamo tutti in cucina e che può aiutarci in tante occasioni come il frigorifero. E invece se dovessimo analizzare bene quello che ci accade potremmo notare come questo sia vero, anche se, per essere sinceri, a essere determinante non è tanto l’apparecchio in sé quanto il suo contenuto.
Vedere gli scaffali pieni secondo gli psicologi potrebbe farci sentire meglio, innanzitutto per due motivi. Se siamo riusciti a inserire cibi che ci piacciono particolarmente, infatti, abbiamo la garanzia di poter trovare qualcosa di gustoso se dovessimo avere un buco allo stomaco da dover colmare, anche in maniera improvvisa. Non solo, se siamo riusciti a farlo è perché, evidentemente, non abbiamo grandi problemi nel fare la spesa e spendere anche tanto, se dovesse sentire, cosa che ci fa rendere più sicuri.
Allo stesso tempo, però, questa considerazione ci deve fare riflettere, visto che è il segno di un rapporto piuttosto particolare con il cibo, che non possiamo considerare del tutto salutare. Se infatti abbiamo bisogno di fare provviste per essere più sereni abbiamo delle mancanze che cerchiamo di colmare con gli alimenti, anche se non significa necessariamente dover mangiare poi tutto quello che compriamo. Questo modo di agire, infatti, ha anche un’altra controindicazione che non possiamo trascurare, riempire troppo il frigo potrà aiutare il nostro morale, ma c’è il rischio concreto di esagerare e di dover poi buttare qualcosa senza averlo consumato.
Il ruolo del cibo sulla nostra mente
Un fenomeno come questo è più diffuso di quanto si possa pensare, anche se non tutti sono consapevoli di soffrirne. Proprio per questo la psicologia ha scelto di approfondirlo e capire cosa spinga a legare il nostro buonumore, o malumore, a quello che c’è nel frigorifero.
Tutto deve essere ricondotto alla gerarchia dei bisogni di Maslow e alle ricerche sulla psicologia dell’attaccamento di John Bowlby, secondo cui riempire l’elettrodomestico può essere considerato un modo per dimostrare quanto vogliamo bene a noi stessi. Si arriva così a tenere a bada l’ansia se si apre lo sportello e si è soddisfatti di quello che si è comprato, ben sapendo di poter tamponare anche eventuali “emergenze” in cucina.
Questa sensazione può essere tipica delle persone insicure, in modo particolare di chi sta affrontando un rapporto difficile o altalenante con chi ama. In quel caso, infatti, ci si sente impotenti e in balia delle decisioni dell’altra persona, mentre con il frigorifero possiamo gestire noi ogni situazione, pensando di avere un potere anche se irrisorio.
Attenzione all’infanzia
Non è escluso però che questa percezione sia legata anche a mancanze di tipo materiale di cui abbiamo sofferto, specialmente nell’infanzia. Avere dei problemi quando siamo piccoli, infatti, porta a vedere tutto amplificato, basti pensare a quando ci si è ritrovati con i genitori che facevano fatica a far quadrare i conti per un periodo, avvertire la loro angoscia ci ha fatto credere che quella situazione fosse gravissima, anche se magari di breve durata.
Ora potremmo non avere particolari difficoltà a livello economico, ma il terrore di restare senza cibo può averci segnato a tal punto da fare il possibile per non restare a mani vuote. Anche se, a dire la verità, questo può portarci ad acquistare anche quello che non è così necessario.




