albero di Natale

La fine delle festività natalizie mette spesso tristezza perché porta alla ripresa delle attività quotidiane, per questo non vorremmo mai smontare l’albero di Natale, ecco quando dovremmo farlo. 

Il periodo delle festività natalizie e di inizio anno mette in genere tanta allegria, basta girare per i negozi o accendere la Tv per avvertire appieno l’atmosfera, al punto tale da non riuscire ad attendere la fatidica data dell’8 dicembre per addobbare la propria casa. Molti vorrebbero che questa fase dell’anno, ritenuta la più bella, non finisse mai, per questo finiscono per provare notevole tristezza quando arriva il 6 gennaio, giorno dell’Epifania che, come diceva un vecchio proverbio “tutte le feste porta via”.

Questo porta infatti a quello che potremmo definire il ritorno alla normalità, ovvero la ripresa delle attività lavorative (se si è avuto modo di staccare per qualche giorno) e scolastiche, con la prospettiva che la prossima vacanza sia lontana. Inevitabilmente, lo stesso stato d’animo viene avvertito al pensiero di dover smontare l’albero di Natale, ma fortunatamente forse è possibile aspettare, per un motivo che forse non tutti conoscono.

Odi smontare l’albero di Natale? Farlo al momento giusto è importante

Dover smontare l’albero di Natale piace a pochi, sia per la fatica che questo comporta, sia perché associamo questo al ritorno alla routine e alla fine di un periodo di festa, in cui abbiamo in genere la possibilità di stare con i nostri affetti più cari, cosa che non sempre riusciamo a fare con costanza. In genere tendiamo a fare questa attività il 7 gennaio, al massimo pochi giorni dopo, facendo coincidere questo con il superamento dell’Epifania, o al massimo solo qualche giorno dopo.

Non è detto però che quello che abbiamo fatto fino ad ora sia davvero la mossa giusta. Ci sarebbe infatti un momento ben preciso in cui farlo, non rispettarlo potrebbe portare ad attirare la sfortuna. Si dovrebbe procedere puntando su quella che è considerata la dodicesima notte, quella compresa tra il 5 e il 6 gennaio, considerata il momento corretto per rimuovere albero, luci e addobbi.

Leggi anche  I cappotti nell'armadio d'estate si schiacciano e a ottobre sono pieni di pieghe: il sistema dei sarti che li tiene perfetti senza rubare spazio

Se procediamo prima è come se interrompessimo simbolicamente il viaggio dei Magi, che arriva a compimento il 6 gennaio. Attenzione, però, anche attendere troppo a lungo è un errore, vorrebbe dire trattenere elementi festivi oltre il loro tempo naturale.

Insomma, questa teoria ci fa pensare di essere in ritardo o quasi. Fortunatamente non lo siamo del tutto, possiamo infatti seguire la tradizione cristiana, che chiude il periodo natalizio quando si celebra il battesimo di Gesù, che quest’anno ricorre domenica prossima, 11 gennaio.

Le motivazioni della sfotuna

A questo punto è inevitabile chiedersi da cosa possa nascere questa teoria della sfortuna legata al momento esatto in cui smontare l’albero di Natale in casa. Tutto deve essere ricondotto ad antiche superstizioni europee, secondo cui la presenza in casa di elementi naturali come agrifoglio, vischio ed edera significava accogliere gli spiriti della natura durante l’inverno così da garantire loro protezione. Permettere loro di restare più a lungo rispetto alla fase delle festività va però oltre il cammino spiriturale che dovrebbero fare, per questo dobbiamo permettere loro di lasciarci dopo il 6 gennaio.

Protrarre la presenza delle decorazioni in casa oltre l’Epifania impedirebbe agli spiriti di fare ritorno alla terra, considerato il loro luogo naturale, per questo saremmo noi a impedire loro di trovare la pace. Basterebbe quindi questo per essere foriero di un cattivo presagio nell’anno appena iniziato, come raccolti poco produttivi o fasi di sfortuna prolungata. Se invece gli addobbi vengono rimossi in anticipo compiamo secondo questa credenza un gesto di rottura, un’interruzione prematura del ciclo festivo e simbolico.

La notte tra il 5 e il 6 gennaio può quindi essere ritenuta una sorta di compromesso tra i due modi di agire, bbastanza tardi per onorare la tradizione, abbastanza presto per ristabilire l’ordine naturale.

Di Ilaria Macchi

Laureata in Linguaggi dei Media all'Università Cattolica di Milano, sotto il segno della Bilancia, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione a 360 gradi. Mi piace scrivere di tutto, amo lo sport, e il calcio in modo particolare, oltre a moda e Tv.