Applicare quanto visto in Tv ne “La ricetta della felicità” è possibile, ci sono alcune piccole strategie da mettere in atto che possono renderci felici ogni giorno.
La Rai ormai da tempo punta forte sulle fiction, in grado di catalizzare l’attenzione di milioni di persone con generi diversi, grazie a storie e interpreti che sono in grado di tenere incollati al piccolo schermo fino alla fine. Le proposte non mancano, sia tra quelle che tornano in onda con stagioni inedite, sia per chi cerca qualcosa di nuovo, come accaduto recentemente con “La ricetta della felicità”, che si è conclusa proprio ieri sera. Tra i punti di forza ci sono state due protagoniste del calibro di Cristiana Capotondi e Valeria Fabrizi (per una volta non nelle vesti di Suor Costanza), che hanno saputo unirsi in seguito a una triste situazione che ha sconvolto le loro vite.
Le due, pur essendo nuora e suocera, hanno saputo unire le forze quando hanno scoperto di avere perso tutto, abbandonate da Enrico, quello che per loro era un punto di riferimento e che aveva permesso di vivere nell’agiatezza senza grandi preoccupazioni. Marta (il personaggio della Capotondi) ha così deciso di partire tutto e partire verso Marina di Romagna, insieme all’anziana e alla figlia, ben sapendo di non avere alcuna certezza, ma è proprio in quel momento che ha saputo tirare fuori una forza che forse nemmeno lei immaginava di avere. Noi dovremmo imparare a fare lo stesso, ma siamo sicuri di essere in grado?
“La ricetta della felicità” non è solo una fiction: ecco il suo insegnamento
Il titolo della fiction “La ricetta della felicità” prometteva bene, faceva intendere a come dovremmo muoverci per trovare un modo per essere felici e sereni, anche quando apparentemente non avremmo motivo di esserlo. Ed è quello che si è trovata a fare anche la protagonista Marta, ritrovatasi da sola, in una nuova città, provando a scappare da una realtà che non le apparteneva più ma senza più alcuna certezza. Anche semplicemente andare avanti e sostenere le spese minime sembrava impossibile, ma alla fine questo non potrà che essere per lei un insegnamento per migliorare e guardare quello che abbiamo in modo diverso.
Chi ha avuto modo di seguirla si è di sicuro appassionato alla storia e non ha potuto che empatizzare con i protagonisti sperando nel tanto agognato lieto fine. Nel corso delle puntate ogni telespettatore potrebbe avere riflettuto e pensato a come si sarebbe comportato se si fosse trovato nella stessa situazione, cercando quindi di trovare quale sia davvero “la ricetta della felicità”, che può essere diversa per ognuno di noi.
La serie ci regala però un insegnamento di cui dovremmo fare tesoro: la vera felicità non risiede nelle cose che possediamo, ma nel modo in cui costruiamo il nostro spazio per rinascere. Tutto questo vale anche per la nostra casa, che non dovrebbe essere considerata come una semplice abitazione, ma diventa il nostro rifugio, il punto di partenza per ritrovare l’equilibrio. Proprio come Marta ha dovuto riscoprire se stessa, anche noi possiamo trasformare la nostra casa nel primo ingrediente della nostra personale ricetta della felicità. Sono tre i consigli che dovremmo mettere in atto e che potrebbero davvero cambiare la nostra prospettiva.
L’Ordine che Libera la Mente – “Fai come Marta: riparti da zero”
Marta si è trovata a perdere la sua lussuosa casa a Milano, che era per lei una sorta di status symbol, visto che rendeva evidente a tutti la sua agiatezza, questo l’ha spinta, senza avere alcuna via d’uscita, a liberarsi del superfluo. Un momento inizialmente doloroso perché le sembrava impossibile dover rinunciare a tante cose, ma che si trasformerà in una liberazione.
Anche tu puoi fare lo stesso, svuotare gli armadi e gli spazi diventa una metafora per svuotare la mente dal passato e fare spazio al nuovo. Stai tranquillo, non è necessario dover vivere un dramma per provare la stessa sensazione.

Chi si sente affaticato solo all’idea sarà felice di sapere di poter fare questo in maniera graduale, è sufficiente dedicare un’ora al giorno a ogni singola stanza. È possibile prendere 3 scatoloni, ognuno corredato di una scritta diversa: “Da tenere”, “Da donare/vendere”, “Da buttare”. L’obiettivo non è solo fare ordine, ma eliminare ciò che non ti serve più, per creare uno spazio fisico e mentale che ti dia energia, invece di togliertela. Un ambiente ordinato riduce lo stress e ti aiuta a pensare con più chiarezza.
La Luce e i Colori che Curano l’Anima – “Dalla grigia Milano alla luce della Romagna”
La protagonista de “La ricetta della felicità” è stata costretta insieme alla sua famiglia a lasciare Milano, città che potremmo considerare “grigia” ma che era per lei un punto di riferimento, per trasferirsi in Romagna, dove ha trovato il mare ma un modo di ragionare per lei del tutto diverso. Questo passo per lei non ha rappresentato solo un cambio di scenario, ma un vero cambio di vita.
La luce naturale, i colori del mare e del cielo influenzano il suo umore e la sua rinascita, la tua casa può avere lo stesso effetto su di te, ogni giorno, in un modo a cui forse non hai mai pensato. Basta scegliere una parete di una stanza e dipingerla con un colore caldo e rilassante, come un verde salvia o un terracotta.

Fatto questo, si può posizionare uno specchio di fronte a una finestra per moltiplicare la luce naturale. Si prosegue aggiungendo punti luce caldi (lampade da terra, abat-jour) per la sera. Si vedrà anche solo con questi piccoli accorgimenti come l’atmosfera della stanza (e il tuo umore) cambieranno istantaneamente.
Un Angolo Verde per Radicare il Futuro – “Coltiva la tua nuova vita”
Nel corso del suo viaggio nella serie Marta si ritroverà in autogrill, considerato per definizione un punto di passaggio. Qui avrà modo però di conoscere Susanna, che diventerà una sua grande amica, con cui costruire le radici della sua nuova vita. Tutto questo mette in evidenza un insegnamento importante, anche nella situazione più precaria, prendersi cura di qualcosa di vivo può darci speranza per il futuro.
Applicare questa idea alla casa è possibile anche all’esterno, anche se non si ha un giardino, basta una singola pianta d’appartamento, come una Sansevieria o un Pothos, che richiedono poche cure. Ogni giorno saremo chiamati a darle acqua, trasformando questo momento in un rituale quotisiano, vederla crescere, è un esercizio di mindfulness che connette al presente e dà un senso di responsabilità e realizzazione. Questo può essere un piccolo progetto di crescita, che ricorda che anche dalle piccole cose possono nascere grandi cambiamenti.




