angolo studio in casa

Avere un angolo studio in casa può essere davvero ideale per organizzarsi al meglio e gestire i vari compiti che si devono eseguire. Ecco come procedere per avere un ottimo rendimento. 

Settembre è per definizione il mese che dedichiamo al rientro dopo il periodo trascorso in vacanza a rilassarsi, per questo almeno inizialmente può esserci poca voglia di riprendere i ritmi tradizionali e rimettersi in carreggiata, ma rimandare è ovviamente, salvo casi eccezionali, impossibile. L’organizzazione deve quindi farla da padrone se si vuole rendere al massimo, sia se si è ancora uno studente sia sul lavoro, per questo possono bastare anche alcuni piccoli dettagli per fare la differenza e riuscire a rendere al massimo.

Avere un posto in casa in cui cercare di fare il punto su quello che si deve fare può essere davvero utilissimo, pensando anche a come i dettagli anche in questo possano fare la differenza.

Organizzare l’angolo studio in casa: perché può essere importante

Ognuno di noi dovrebbe avere un angolo studio all’interno della propria casa, è un errore pensare che sia una cosa riservata solo agli studenti o a chi fa smart working. Anche un libero professionista, come un avvocato o un commercialista, ad esempio, potrebbe trovare utile avere uno spazio dedicato a questo così da dare un occhio alle varie pratiche quando non si trova in studio e arrivare poi sul posto con le idee più chiare.

Non è detto sia una cosa che sia possibile ricreare solamente se si ha un’abitazione dalle vaste dimensioni, basta davvero un po’ di creatività per farcela e avere davanti agli occhi anche qualcosa che sia sofisticato e funzionale. Ci sono delle regole che può essere possibile applicare e che possono aumentare la produttività, basta davvero poco per farcela, compresi alcuni piccoli trucchi a cui forse potresti non avere pensato.

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La regola del 25%

Si tratta di un trucco che dovremmo applicare alla scrivania, che ha ovviamente un ruolo determinante in ogni angolo studio, sia che lo si usi per studiare sia per lo smart working. La superficie della scrivania non dovrebbe mai essere occupata più del 25%, il resto deve essere lasciato libero, così da dare un’idea di chiarezza e libertà mentale, che possono aiutare anche a essere più concentrati.

angolo studio scrivania vuota
Parte della scrivania dovrebbe essere lasciata vuota

Certamente può non essere così semplice da eseguire per chi ha un’indole disordinata, magari non del tutto voluta, ma semplicemente perché ha la tendenza a procrastinare le cose, pensando di sistemare il tutto pochi minuti dopo per poi non farlo quasi mai. Chi ha pratiche o libri da gestire potrebbe non sapere dove metterle, per questo può rivelarsi congeniale l’inserimento di alcune mensole o di un piccolo mobiletto, da porre sotto o nei pressi del tavolo dove mettere tutto.

La “zona di sbarco”

“Anche l’occhio vuole la sua parte”, così diceva un vecchio proverbio, in riferimento a come si possa capire già osservando da lontano l’angolo studio se non siamo riusciti a mettere in ordine come si dovrebbe fare sempre. Chi dovesse trovarsi di fronte a uno scenario simile può inevitabilmente da estraneo pensare che la persona interessata non sappia bene cosa fare o comunque come gestirlo, già questo dovrebbe essere una molla per cambiare.

In genere il punto dove si concentra maggiormente il caos è quello “di sbarco”, ovvero quello di ingresso nella stanza. È possibile comunque correre ai ripari inserendo un piccolo spazio vicino alla porta per uno svuota tasche o un contenitore dove riporre zaini, giacche e chiavi. Spesso, infatti, si fa ritorno a casa stanchi dalle ore trascorse sui banchi e in ufficio, per questo si tende a lanciare o quasi le cose che si avevano con sé senza dare troppa importanza, ma finendo poi per creare un mucchio confusionario che rende poi difficile ritrovare le cose quando servono. Anche in questo caso basta poco per sistemare, come un mobiletto, una cassettiera o un piccolo ripiano a muro.

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Il corner del relax

Fatica e stress la fanno certamente da padrone quando si studia o si fa un lavoro impegnativo, a volte però presi dal desiderio di rendere al massimo si finisce per dedicare poco tempo a se stessi e alle proprie passioni. Agire in questo modo è però un errore, può portare infatti a compromettere a lungo andare il rendimento perché stremati anche senza rendercene conto. Nell’angolo studio si dovrebbe quindi inserire un elemento a propria scelta che può aumentare il nostro strato di comfort e farci sentire meglio, a livello fisico ma soprattutto mentale.

angolo studio relax
Ritagliarsi un po’ di relax quando si studia e lavora è importante

Anche in questo caso non si deve pensare a niente di esorbitante, possono essere ideali ad esempio un piccolo pouf dove distendersi, una poltrona o una coperta. In alternativa, può andare bene anche una pianta, che può purificare l’aria e dare relax alla nostra testa.

Di Ilaria Macchi

Laureata in Linguaggi dei Media all'Università Cattolica di Milano, sotto il segno della Bilancia, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione a 360 gradi. Mi piace scrivere di tutto, amo lo sport, e il calcio in modo particolare, oltre a moda e Tv.