Avere un angolo smart working a casa è ormai diventato imprescindibile, oltre a essere comodo, ecco cosa si dovrebbe fare se si vuole essere davvero produttivi.
Le restrizioni che ci erano imposte qualche anno fa a causa del Covid avevano contribuito a modificare le abitudini di molti di noi, spingendo tante persone a iniziare a lavorare da casa, mantenendo comunque i contatti con capi e colleghi attraverso la tecnologia, quindi con messaggi e videocall. Anche chi inizialmente era scettico nei confronti di questa soluzione ha poi compreso quanto fosse comodo, per questo sono stati in tanti a parlare con la propria azienda per valutare la possibilità di procedere in questo modo anche solo per qualche giorno alla settimana.
Partendo da questo presupposto, in diversi si sono mossi per creare un angolo smart working a casa, utile anche solo se ci si vuole ritagliare del tempo da dedicare alla propria professione oltre l’orario di lavoro. Basti pensare, ad esempio, a liberi professionisti quali avvocati e commercialisti, che possono avere l’esigenza di controllare alcune pratiche anche quando non si trovano nel proprio studio, ma anche a chi vuole destinare uno spazio ai figli per permettere loro di studiare in tranquillità. Creare tutto questo non è fortunatamente difficile, ci sono però delle piccole strategie da mettere in atto se si vuole davvero che tutto funzioni nel modo migliore.
Angolo smart working a casa: i dettagli sono importanti
Poter contare su un angolo smart working a casa è ormai diventato imprescindibile per tutti, anche per chi vive in un appartamento dalle dimensioni ridotte. Del resto, a molti può venire in mente di controllare qualcosa sul PC in vista di quello che si dovrà fare il giorno successivo in ufficio, avere uno spazio in cui tenere tutto a portata di mano può essere quindi provvidenziale. Questa esigenza può essere però ancora più forte se siamo tra le persone che hanno la possibilità di operare a casa almeno qualche giorno alla settimana, così da evitare di perdere tempo nel traffico ed essere più efficienti.
Anzi, paradossalmente a volte questa disponibilità porta a ottenere l’effetto contrario, ovvero avere estrema fatica nello staccare la spina e tenere orari ben distinti per l’attività da svolgere. Organizzare al meglio questa situazione è però determinante, ci sono quattro mosse che dovremmo assolutamente mettere in atto, anche se forse non ci abbiamo mai pensato.
Reset mentale
Se si è reduci da una vacanza rigenerante tornare a essere produttivi e rimettersi subito in carreggiata può non essere semplice, soprattutto se si fa un lavoro dove a fare la differenza sono i risultati che devono essere ottenuti. Non è però ovviamente possibile rimandare il rientro, per questo si dovrebbe fare una sorta di “decluttering mentale”, simile a quello che a volte si fa con l’armadio uaando si decide di liberare spazio e buttare via quei vestiti che non si usano da tempo e che magari nemmeno ci si ricordava di avere.

Non si tratta di niente di difficile, ma se viene fatto nel modo migliore la differenza sarà evidente, non solo la noteremo noi in prima persona, ma anche i nostri capi. È sufficiente preparare una piccola lista di quello che non funziona più all’interno del nostro home office e che si ritiene sia un freno alla produttività, oltre a eventuali piccole distrazioni. Una volta individuate queste cose, andranno tolte dalla nostra vista, così da aumentare la concentrazione. In questo elenco possono rientrare i tanti cavi che ci troviamo davanti agli occhi, ma anche eventuali piccoii oggetti che ci sono sulla scrivania, ma che alla fine non servono a granché.
Pulizia “a freddo”
Si tratta di un aspetto a cui forse pochi potrebbero dedicare attenzione, ma che può rivelarsi fondamentale e che richiede solo pochi minuti. Basta svuotare completamente cassetti e scrivania, così da fare una sorta di inventario e avere davanti tutto quello che è contenuto all’interno, in modo tale da avere una visione d’insieme e capire se ci sia qualcosa che in fondo non ci serve più. Non ci riferiamo esclusivamente a piccoli oggetti o accessori, ma anche ad alcuni documenti che potrebbero risalire a diversi anni prima e che magari avevamo dimenticato, con ogni probabilità potrebbero non servire più. A quel punto che senso ha tenerli? Minimalismo ed essenzialità fanno la differenza sul lavoro, è bene ricordarlo.
“Upgrade di Sistema”
Si basa su un concetto importante, su cui fanno spesso leva anche tanti psicologi, quello di organizzazione visiva, in riferimento a come avere davanti tutto quello che serve possa aiutarci a rendere di più. Nel momento in cui si è riusciti a pulire gli spazi, infatti, è possibile ottimizzare ogni elemento, così da dare un beneficio anche alla nostra mente. Tutto questo può essere possibile ricorrendo a piccole soluzioni intelligenti che possono rivelarsi di grande aiuto, come le mensole da collocare vicino alla scrivania dove posizionare gli oggetti che dovremmo avere a portata di mano, ma anche dei raccoglitori dove posizionare documenti che abbiamo bisogno di consultare spesso. In un angolo smart working non dovrebbero mancare nemmeno i contenitori per i vari cavi, visto quanto possano creare confusione, basti pensare a quelli per il computer o per i telefoni, che ci ritroviamo a sbrigliare ogni volta.

Riprogrammazione finale
Se vogliamo che davvero tutto vada nel migliore dei modi e riuscire a fare la differenza nel nostro lavoro c’è un altro aspetto a cui dovremmo pensare per rendere l’angolo smart working creato a casa davvero efficiente. Si dovrebbe personalizzare lo spazio dedicato a questo per renderlo davvero motivante, così da spingerci a dare il massimo, oltre a non correre il rischio di essere oggetto di distrazioni che possono essere fatali. Particolarmente utili possono essere alcune fonti di luce aggiuntive, come una lampada da tavolo che può servire per lavorare di sera, ma anche eventuali tocchi di colore rappresentati da fiori o piante, oltre che da quadri alle pareti. E, perché no, anche un tappeto colorato potrebbe aiutare il nostro umore. A volte possono bastare le piccole cose per incoraggiarci a proseguire anche quando le cose non vanno per il meglio e siamo demoralizzati.




