donna ordinare armadio

Alcune faccende che dobbiamo fare in casa non ci piacciono troppo, come il momento in cui dobbiamo sistemare l’armadio. C’è però un metodo che può davvero salvarci la vita. 

Vivere in un ambiente pulito e ordinato è prioritario, sia perché ci consente di garantirci l’igiene che ci tiene lontani da eventuali malattie, ma anche perché può fare bene al nostro umore. Avere davanti agli occhi qualcosa che è sistemato a dovere può infatti renderci fatti del risultato e può farci credere che sia ancora più bello, anche se può costare non poca fatica.

I più pigri tendono quindi a rimandare anche più volte, senza rendersi conto che agire in questo modo è deleterio visto che l’operazione che si dovrà poi fare (non si può posticipare all’infinito) richiederà più tempo a disposizione. Questo vale anche quando abbiamo la necessità di sistemare l’armadio, cosa indispensabile non solo a ogni cambio stagione, ma soprattutto se abbiamo una grande quantità di vestiti e abbiamo la tendenza a metterli all’interno senza pensarci troppo.

Sistemare l’armadio: una fatica necessaria

Sistemare l’armadio diventa indispensabile, non solo perché possiamo controllare l’eventuale presenza all’interno delle tarme che possono rovinare anche i tessuti più pregiati, ma soprattutto perché abbiamo poi la possibilità di trovare facilmente quello che ci serve. Il disordine non rappresenta infatti mai un nostro buon biglietto da visita, proprio per questo sarebbe importante mettere da parte un modo di agire estremamente diffuso, la tendenza ad ammucchiare i capi su una sedia.

Del resto, in casi simili è importante tenere presente un principio che non è scontato: l’ordine fisico si rispecchia anche nella nostra mente, per questo è importante mettere al suo posto un indumento dopo averlo lavato e stirato.

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Portare avanti in maniera continua questa attività ci può consentire innanzitutto di prepararci più velocemente ogni mattina, ma può fare bene anche al nostro stato d’animo giornaliero. A metterlo in evidenza è Shaniece Jones, fondatrice di The Social Brunch Club e Closet Therapy: “L’armadio è lo spazio che racchiude le nostre insicurezze. Se stai cercando di cambiare qualcosa nella tua vita o vuoi capire le tue abitudini di acquisto, dai un’occhiata al tuo armadio”.

A volte però tendiamo a rimandare non sapendo bene da dove cominciare, cosa che incrementa la fatica che dovremo sostenere. In realtà, possiamo facilmente risolvere questa incombenza e renderla meno pesante seguendo il consiglio di un’esperta, Lisa Adams di LA Closet Design, che ha ideato un metodo ad hoc, che prende il nome di M-V-P, ne hai mai sentito parlare?

Il metodo M-V-P non è altro che una sorta di decluttering, che ci porta quindi a eliminare quello che non ci serve più ma allo stesso tempo a riordinare il guardaroba. Le iniziali non sono ovviamente state scelte a caso: la M sta per mentalità, la V per visione e la P per piano.

M: Mentalità

Si tratta di un aspetto che pochi considerano, ma che diventa fondamentale se vogliamo riordinare l’armadio in maniera corretta, così da rendere anche più facile trovare quanto contenuto all’interno. Operare in maniera consapevole e con attenzione è determinante, non contano solo impegno e sforzo fisico.

La nostra mente dovrebbe essere quindi liberada pensiera, così da raggiungere meglio l’obiettivo. Jones lo sottolinea in maniera chiara: “Questo passaggio ti permette di prendere coscienza dei fattori emotivi e delle abitudini che contribuiscono al disordine”.

V: Visione

Si dovrebbe osservare l’armadio prima di agire e cercare di capire come ci si sente in quello spazio.

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Ci sono delle domande che dovremmo porci: “Qual è la mia routine quotidiana? Cosa voglio cambiare nel mio armadio? Come voglio sentirmi quando entro nel mio armadio? Qual è il costo effettivo del non fare ordine? È più tensione nella tua relazione? È tempo perso? È maggiore ansia?”

Rispondere sinceramente aiuta a sentirsi più leggeri, nonostante la fatica da mettere in conto.

P: Pianificare

Si tratta dell’ultima tappa, che precede l’azione vera e propria, non meno importante delle precedenti perché prevede di fare il punto della situazione, così da avere le idee chiare su quali siano i compiti da svolgere.

Ognuno può decidere di svolgere questo aspetto sulla base delle proprie esigenze, pensando a quale può essere il modo migliore per recuperare i vestiti. C’è chi, ad esempio, li suddivide per categorie, variando quindi tra i vari tipici di capi. Si può fare altrettanto con le scarpe, separando per genere di utilizzo, quindi, ad esempio, sneakers, scarpe con il tacco, stivali e così via.

Questa può essere l’occasione per dire addio a indumenti che magari si anno da tempo, ma di cui si era dimenticata l’esistenza, serve a poco posizionarli nel guardaroba se poi non li usiamo. Quando li abbiamo tra le mani ci si deve chiedere quindi se davvero serva o meno, in caso contrario possiamo regalarlo a un amico o un familiare, ma anche regalarlo alle persone meno fortunate.

La regola delle 72 ore

Jones ha suggerito una regola utile in questi casi per chi è più indeciso, ma di sicuro effetto: si dovrebbero tenere presenti 72 ore per assicurarsi di non tenere gli oggetti troppo a lungo.

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“Hai tre giorni di tempo per liberartene. Se non li metti in vendita o non li doni, devi trovare un modo per sbarazzartene”, ha detto l’esperta.

Di Ilaria Macchi

Laureata in Linguaggi dei Media all'Università Cattolica di Milano, sotto il segno della Bilancia, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione a 360 gradi. Mi piace scrivere di tutto, amo lo sport, e il calcio in modo particolare, oltre a moda e Tv.