impianto gas

Ottobre si avvicina e con lui il primo conto del gas della stagione. Ma i termotecnici lo sanno già: le scelte che fai adesso, tra metà e fine settembre, determinano quello che pagherai tra tre settimane. Quando il 15 ottobre scatterà l’accensione degli impianti di riscaldamento in zona E (gran parte del Nord Italia), la tua caldaia dovrà essere efficiente, i radiatori pronti, il termostato programmato. Altrimenti consumerai il doppio già nei primi dieci giorni.

Secondo un’analisi condotta da esperti di efficienza energetica domestica, un impianto non preparato può sprecare fino al 35% di gas nelle prime settimane di utilizzo. E non si tratta solo di manutenzione tecnica: ci sono cinque gesti che i professionisti del settore eseguono in casa propria tra il 10 e il 30 settembre, prima ancora che arrivi il primo freddo vero.

1. Spurgo completo di tutti i radiatori: l’intervento che nessuno fa (ma dovrebbe) per migliorare la bolletta del gas

Il primo controllo riguarda l’aria nei termosifoni. Durante l’estate, nei circuiti chiusi si forma aria residua che si accumula nella parte alta dei caloriferi. Quando accendi il riscaldamento, questa aria impedisce la corretta circolazione dell’acqua calda: il radiatore resta freddo in alto, caldo solo in basso, e la caldaia lavora il doppio per portare a temperatura l’ambiente.

I termotecnici spurgano ogni singolo radiatore tra metà e fine settembre, a impianto spento e freddo. L’operazione richiede una chiave per valvole di sfiato (si trova in ferramenta a circa 3 euro) e un contenitore per raccogliere l’acqua. Si apre la valvola posta sul lato opposto rispetto a quella di regolazione, si lascia uscire l’aria finché non esce solo acqua, si richiude. Fatto su tutti i caloriferi, questo intervento può ridurre i consumi del primo mese fino al 20%, secondo stime riportate da installatori professionisti.

2. Controllo della pressione dell’impianto: il dettaglio da 50 euro al mese

Dopo lo spurgo, la pressione dell’impianto scende. Molti utenti non se ne accorgono, accendono la caldaia il 15 ottobre e si ritrovano con un blocco di sicurezza o, peggio, con una caldaia che parte ma lavora male. La pressione corretta per un impianto domestico a termosifoni si attesta tra 1,2 e 1,5 bar a freddo (indicazione sul manometro della caldaia).

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I termotecnici controllano la pressione a fine settembre e, se necessario, reintegrano l’acqua tramite il rubinetto di carico posto sotto la caldaia. Un impianto con pressione troppo bassa (sotto 1 bar) costringe la pompa di circolazione a uno sforzo maggiore, con consumi elettrici e termici più alti. Un impianto sovrapressurizzato (oltre 2 bar) rischia perdite dalle valvole di sicurezza. Il range ottimale garantisce efficienza massima.

3. Valvole termostatiche: la regolazione che cambia la bolletta di 30 euro

Dal 2017 le valvole termostatiche sono obbligatorie in condominio, ma molti le lasciano sempre al massimo (posizione 5) pensando che scaldino di più. Non è così. La valvola termostatica regola il flusso di acqua calda in base alla temperatura ambiente: se la imposti su 3 (circa 20°C) e la stanza raggiunge quella temperatura, la valvola chiude automaticamente. Se la tieni su 5, continua a far passare acqua calda anche quando la stanza è già a 23-24°C, sprecando gas.

I professionisti del riscaldamento regolano le valvole stanza per stanza a fine settembre, prima dell’accensione. Zona giorno su 3, camere da letto su 2-2,5, bagno su 3,5. Questa preimpostazione evita consumi inutili nei primi giorni, quando si tende ad aprire tutto al massimo per “scaldare in fretta”. Per chi vive in appartamenti di dimensioni medie (80-100 mq), la differenza in bolletta può arrivare a 25-30 euro al mese, come evidenziato da analisi su sistemi di riscaldamento efficienti.

4. Programmazione del termostato: le fasce orarie che tagliano il 40% dei consumi

Il termostato è il cervello dell’impianto, ma la maggior parte degli utenti lo usa in modalità manuale: lo accende la mattina, lo spegne la sera, oppure lo tiene sempre su ON a temperatura fissa. Entrambe le strategie sono inefficienti.

I termotecnici programmano il termostato a zone orarie già a fine settembre, in base agli orari di presenza in casa. Un esempio standard per chi lavora fuori: accensione alle 6.00 con temperatura 20°C, spegnimento alle 8.00, riaccensione alle 17.30, spegnimento alle 23.00. Durante la notte, temperatura ridotta a 16-17°C (mai spegnimento totale, che costringe la caldaia a ripartire a freddo). Nei weekend, programmazione diversa con accensione posticipata.

Secondo test condotti da società di consulenza energetica, una programmazione corretta può ridurre i consumi di gas del 35-40% rispetto a una gestione manuale. Il risparmio maggiore si ottiene evitando che la caldaia lavori quando non c’è nessuno in casa o quando tutti dormono.

5. Pulizia della caldaia: il filtro che blocca l’efficienza

L’ultimo intervento, spesso trascurato, riguarda il filtro dell’acqua di mandata della caldaia. Nei circuiti di riscaldamento circolano micro-particelle di calcare, ruggine, sedimenti che si depositano nel filtro posto all’ingresso della caldaia. Un filtro intasato riduce il flusso d’acqua, costringe la pompa a lavorare di più, abbassa l’efficienza dello scambiatore di calore.

I termotecnici smontano e puliscono questo filtro a settembre, prima della ripartenza. L’operazione è alla portata di chiunque abbia un minimo di manualità: si chiude il rubinetto di ingresso dell’acqua fredda alla caldaia, si svita il corpo del filtro (di solito a mano o con una chiave inglese), si estrae la retina metallica, si sciacqua sotto acqua corrente, si rimonta. Tempo richiesto: 10 minuti. Beneficio: fino a 15% di efficienza in più nelle prime settimane di utilizzo.

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Il calendario dei 10 giorni decisivi

Ricapitolando, ecco il protocollo che i professionisti applicano tra il 15 e il 25 settembre:

  • Giorno 1-2: spurgo completo di tutti i radiatori, controllo perdite visibili
  • Giorno 3: verifica e regolazione pressione impianto
  • Giorno 4-5: impostazione valvole termostatiche stanza per stanza
  • Giorno 6-7: programmazione termostato con fasce orarie personalizzate
  • Giorno 8: pulizia filtro caldaia e controllo visivo dello scambiatore
  • Giorno 9: test di accensione breve (15 minuti) per verificare funzionamento
  • Giorno 10: controllo temperatura raggiunta e tempi di riscaldamento

Questo percorso permette di arrivare al 15 ottobre (data di accensione ufficiale in zona E) con un impianto efficiente, calibrato, pronto a lavorare al minimo dei consumi. Per chi vive in zone climatiche diverse, le date di riferimento sono: 1° novembre zona D (Centro Italia, Firenze, Roma nord), 1° dicembre zona C (Roma, Napoli), 15 novembre zona D (Torino, Milano, Bologna).

Quanto si risparmia davvero: i numeri concreti

Per un appartamento medio di 90 mq in zona E, con impianto a metano, la bolletta di ottobre 2026 (dal 15 al 31, circa 15 giorni di utilizzo) si stima tra 80 e 120 euro, a seconda dell’efficienza dell’impianto. Un impianto non preparato, con radiatori pieni d’aria, valvole tutte al massimo, termostato manuale e filtro sporco, può arrivare a 150-180 euro per lo stesso periodo.

La differenza, moltiplicata per i sei mesi di stagione termica (ottobre-marzo), porta a un risparmio complessivo stimato tra 180 e 250 euro. Non si tratta di interventi costosi o complessi: quattro dei cinque gesti elencati sono a costo zero e richiedono al massimo due ore di tempo totale. Solo la manutenzione annuale della caldaia (obbligatoria per legge) ha un costo, ma è comunque ammortizzato dal minor consumo di gas.

Errori da evitare assolutamente

Oltre agli interventi consigliati, i termotecnici segnalano tre errori comuni che vanificano ogni tentativo di risparmio:

Non coprire mai i radiatori con panni o mobili. Sembra ovvio, ma molti utenti appoggiano asciugamani, tendaggi o avvicinano divani ai caloriferi. Questo blocca la convezione naturale dell’aria calda, abbassa l’efficienza del 20-30% e costringe la caldaia a temperature più alte.

Non aprire le finestre con il riscaldamento acceso. Cambiare l’aria è importante, ma va fatto a impianto spento o con finestre aperte per 5-7 minuti massimo, non mezz’ora. L’aria fredda che entra abbassa la temperatura percepita dal termostato, che rilancia la caldaia sprecando gas per riscaldare aria che esce subito.

Non impostare temperature superiori a 20°C in zona giorno. Ogni grado in più rispetto ai 20°C comporta un aumento dei consumi di circa il 6-7%. Una casa tenuta a 22°C consuma il 12-14% in più di una casa a 20°C, a parità di isolamento e dimensioni. La percezione di comfort dipende anche dall’umidità relativa: con il 45-50% di umidità, 20°C sono più che confortevoli.

Il test finale: come capire se l’impianto è davvero efficiente

A fine settembre, prima dell’accensione ufficiale, puoi fare un test semplice per verificare lo stato dell’impianto. Accendi la caldaia per 15-20 minuti con termostato a 20°C. Dopo questo tempo:

  • Tutti i radiatori devono essere caldi in modo uniforme, dall’alto in basso. Se la parte alta resta fredda, c’è aria residua.
  • La temperatura ambiente deve salire di 2-3°C in 15 minuti (in un appartamento medio ben isolato). Se sale meno, l’impianto lavora male.
  • La caldaia non deve andare in blocco, non deve fare rumori anomali, la pressione deve restare stabile.
  • Le valvole termostatiche devono chiudersi quando la temperatura impostata viene raggiunta (si sente un click leggero).
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Se tutti questi parametri sono rispettati, l’impianto è pronto. Se anche uno solo presenta anomalie, è meglio intervenire subito, perché il 15 ottobre sarà troppo tardi: troverai code dai tecnici e intanto pagherai bollette salate per un sistema che lavora male.

La differenza tra manutenzione obbligatoria e ottimizzazione volontaria

Va chiarito un punto: la manutenzione annuale della caldaia (controllo fumi, analisi combustione, pulizia bruciatore) è obbligatoria per legge e va fatta da un tecnico abilitato. I cinque interventi descritti in questo articolo sono invece ottimizzazioni volontarie che l’utente può fare autonomamente, senza competenze tecniche particolari, per migliorare l’efficienza del sistema.

La manutenzione obbligatoria certifica che la caldaia funzioni in sicurezza e rispetti i limiti di emissioni. L’ottimizzazione volontaria fa sì che quella caldaia certificata lavori al meglio, consumando il minimo indispensabile. Sono due piani diversi ma complementari: uno garantisce sicurezza e norma, l’altro garantisce risparmio ed efficienza.

Ottobre 2026: le previsioni sui prezzi del gas

Secondo le ultime rilevazioni di ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), il prezzo del gas naturale per il quarto trimestre 2026 dovrebbe attestarsi su valori simili a quelli del 2025, con oscillazioni legate al mercato internazionale. Per un cliente domestico tipo (consumo 1.400 mc/anno), la spesa stimata per la stagione termica ottobre 2026 – marzo 2027 si aggira sui 750-850 euro, IVA inclusa.

Un impianto efficiente può ridurre questa cifra del 20-25%, portando il totale sotto i 650 euro. La differenza di 150-200 euro giustifica ampiamente le due ore di lavoro necessarie per gli interventi di settembre. E se consideri che questi gesti vanno ripetuti una sola volta all’anno, il ritorno sull’investimento di tempo è elevatissimo.

Condomini: chi deve fare cosa

Nei condomini con riscaldamento centralizzato e contabilizzazione del calore, la gestione è più complessa ma i principi restano gli stessi. L’amministratore è responsabile della manutenzione della centrale termica e della distribuzione generale. I singoli condomini sono responsabili dei radiatori, delle valvole termostatiche e dei contabilizzatori installati nel proprio appartamento.

In questo caso, gli interventi di settembre da fare autonomamente sono: spurgo radiatori, regolazione valvole termostatiche, pulizia griglie di ventilazione. Pressione dell’impianto, caldaia condominiale e programmazione generale competono all’amministratore o alla ditta manutentrice. È importante verificare, in assemblea di settembre, che la manutenzione straordinaria pre-stagionale sia stata effettuata. In caso contrario, sollecitare intervento urgente prima del 15 ottobre.

Per interventi di efficientamento più complessi su impianti domestici, come la riorganizzazione degli spazi interni o il miglioramento dell’isolamento termico, è consigliabile rivolgersi a un professionista del settore che possa valutare soluzioni personalizzate e accesso a eventuali incentivi fiscali ancora disponibili.

Di Ilaria Macchi

Laureata in Linguaggi dei Media all'Università Cattolica di Milano, sotto il segno della Bilancia, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione a 360 gradi. Mi piace scrivere di tutto, amo lo sport, e il calcio in modo particolare, oltre a moda e Tv.