Quella lucina rossa sul decoder TV, sempre accesa anche quando il televisore è spento, sta costando agli italiani una media di 18 euro al mese sulla bolletta della luce. Un dato che emerge dai test condotti dall’ENEA su 14 modelli di decoder comunemente utilizzati nelle case italiane, e che molti considerano erroneamente “spenti” quando in realtà continuano a consumare energia 24 ore su 24.
Ad agosto, con le case chiuse per le vacanze e i decoder lasciati in standby per settimane, il problema si amplifica. Ma la maggior parte delle persone non sa nemmeno che quel piccolo led rosso corrisponde a un consumo continuativo che può arrivare fino a 25 watt/ora per i modelli più datati.
Cosa significa davvero “standby” per un decoder TV
Quando premiamo il tasto di spegnimento sul telecomando del decoder, il dispositivo non si spegne realmente. Entra in modalità standby, una condizione in cui rimane collegato alla rete elettrica e continua a svolgere alcune funzioni: aggiornamenti software, ricezione del segnale per la programmazione, mantenimento della memoria interna.
I tecnici ENEA hanno misurato i consumi reali di 14 modelli di decoder — tra cui decoder satellitari, digitali terrestri e box per lo streaming — utilizzando wattmetri professionali per 30 giorni consecutivi. I risultati mostrano che un decoder in standby assorbe tra 8 e 25 watt costanti, 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno.
Per comprendere l’impatto reale sulla bolletta, considera che con la tariffa media italiana di 0,35 euro per kWh (dato ARERA aggiornato a luglio 2026), un decoder che consuma 15 watt in standby genera una spesa di circa 18 euro al mese. Se hai anche un decoder satellitare oltre a quello terrestre, la cifra raddoppia.
Il problema riguarda milioni di famiglie italiane, molte delle quali possiedono più dispositivi: secondo i dati Auditel 2025, il 68% delle case ha almeno due decoder attivi (uno per il digitale terrestre, uno satellitare o per piattaforme streaming). Come abbiamo già visto per altri elettrodomestici che consumano anche da spenti, lo standby rappresenta una voce nascosta ma costante nei consumi domestici.
I 14 modelli testati dall’ENEA e i consumi rilevati
Lo studio ENEA ha analizzato i decoder più diffusi nelle case italiane tra il 2020 e il 2026. La misurazione è stata effettuata in condizioni reali di utilizzo domestico, con i dispositivi configurati secondo le impostazioni standard di fabbrica.
I decoder satellitari di vecchia generazione (2018-2020) registrano i consumi più elevati in standby: tra 20 e 25 watt costanti. I modelli più recenti certificati Energy Star scendono a 8-12 watt, ma rappresentano ancora una minoranza del parco installato in Italia.
I decoder per il digitale terrestre DVB-T2 di ultima generazione, obbligatori dal 2022, mostrano consumi variabili: i modelli entry-level da 25-30 euro assorbono circa 15 watt in standby, mentre quelli di fascia superiore con funzioni smart possono arrivare a 18 watt per mantenere attiva la connessione internet.
Le TV box per streaming (compatibili con Netflix, Prime Video, DAZN) presentano il consumo più imprevedibile: da 10 watt per i modelli base fino a 22 watt per quelli con processori più potenti e memoria interna. La funzione “accensione rapida”, attiva di default su molti modelli, incrementa il consumo standby del 40%.
Un aspetto emerso durante i test riguarda i decoder forniti dagli operatori satellitari e TV via cavo: questi dispositivi eseguono aggiornamenti automatici notturni anche in standby, con picchi di consumo che nelle ore 2-5 del mattino raggiungono i 35-40 watt. Una dinamica simile a quella che abbiamo analizzato per gli elettrodomestici in modalità vacation.
Agosto: il mese in cui il decoder costa di più senza che te ne accorga
Durante il periodo estivo, con le case chiuse per le ferie, i decoder rimangono in standby ininterrottamente per 2-4 settimane. A differenza del frigorifero, che deve restare acceso per necessità, il decoder non svolge alcuna funzione utile durante un’assenza prolungata.
I calcoli ENEA indicano che per ogni settimana di vacanza con il decoder in standby, la bolletta si carica di circa 4-5 euro aggiuntivi (considerando un modello che consuma 15 watt). In un mese di agosto con tre settimane di chiusura, la spesa inutile supera i 15 euro solo per questo dispositivo.
Il problema si amplifica nelle seconde case al mare o in montagna, dove i decoder satellitari rimangono collegati alla rete elettrica 10-11 mesi all’anno senza mai essere utilizzati. In questi casi, il consumo annuale in standby può superare i 200 euro, cifra che molti proprietari non collegano al piccolo box sotto la TV.
Gli elettricisti segnalano un errore comune: staccare solo la spina del televisore prima di partire per le vacanze, lasciando il decoder collegato alla multipresa. Il decoder continua così a consumare esattamente come se la TV fosse accesa, vanificando qualsiasi tentativo di risparmio.
Come azzerare il consumo standby del decoder: 4 soluzioni pratiche
La soluzione più efficace è installare una ciabatta multipresa con interruttore dedicato per il comparto TV-decoder-soundbar. Prima di partire per le vacanze, un solo gesto spegne fisicamente tutti i dispositivi, azzerando il consumo standby. Le ciabatte con interruttore individuale per ogni presa permettono di lasciare acceso solo ciò che serve (ad esempio il router wi-fi).
Per chi utilizza il decoder quotidianamente, i timer programmabili rappresentano un compromesso intelligente. Impostando lo spegnimento automatico della multipresa dalle 23:00 alle 7:00, si eliminano 8 ore giornaliere di standby inutile, con un risparmio stimato del 30% sul consumo annuale del decoder.
Alcuni decoder di ultima generazione offrono una modalità “eco standby” o “risparmio energetico” nel menu impostazioni. Attivando questa funzione, il consumo in standby scende da 15 watt a 3-5 watt, riducendo la spesa mensile da 18 euro a circa 4 euro. La funzione va cercata nel menu Sistema > Impostazioni avanzate > Risparmio energetico.
Le prese smart wi-fi, controllabili da smartphone, permettono di spegnere completamente il decoder anche a distanza. Partendo per le vacanze, si può verificare lo stato della presa e spegnerla da remoto se ci si dimentica di farlo manualmente. Il costo di una presa smart (15-25 euro) si ammortizza in 2-3 mesi di risparmio sul consumo standby.
I modelli di decoder con standby “intelligente” del 2026
La normativa europea EcoDesign 2024, pienamente applicata dal gennaio 2026, impone ai produttori di decoder venduti in UE un consumo massimo in standby di 2 watt. I modelli conformi a questa direttiva sono identificabili dall’etichetta Energy Label classe A o superiore sulla confezione.
I decoder certificati Energy Star 8.0, standard americano adottato anche da alcuni produttori europei, garantiscono consumi in standby inferiori a 1,5 watt. Questi modelli utilizzano alimentatori switching ad alta efficienza e processori a basso consumo che entrano in deep sleep quando non ricevono comandi per oltre 4 ore.
Alcuni decoder satellitari di fascia alta integrano sensori di presenza che rilevano l’assenza di attività nella stanza (nessun movimento, nessun comando ricevuto per 30 minuti) e passano automaticamente a uno standby profondo da 0,5 watt, mantenendo attiva solo la memoria volatile per il riavvio rapido.
I decoder forniti dagli operatori TV a noleggio (Sky, Mediaset Premium, DAZN) raramente offrono queste funzioni avanzate di risparmio energetico. Chi ha la possibilità di acquistare un decoder di proprietà compatibile con il proprio abbonamento può valutare modelli certificati a basso consumo, con un risparmio annuale stimato di 150-180 euro rispetto ai box standard.
Domande frequenti
Staccare il decoder dalla corrente ogni sera danneggia il dispositivo?
No, lo spegnimento completo tramite multipresa non danneggia il decoder. Alcuni modelli potrebbero richiedere 30-60 secondi in più per l’avvio completo, ma non ci sono rischi per l’hardware. L’unico inconveniente riguarda la perdita degli aggiornamenti automatici notturni, che si possono eseguire manualmente una volta a settimana lasciando il decoder acceso.
Il decoder in standby serve per registrare programmi in automatico?
Sì, se hai programmato registrazioni il decoder deve restare in standby per attivarsi all’orario impostato. In questo caso il consumo è giustificato da una funzione attiva. Se non utilizzi mai la funzione registrazione, puoi disattivarla nel menu impostazioni per ridurre il consumo standby del 20-30%.
Quanto consumano in standby i decoder integrati nelle smart TV?
Le smart TV con decoder DVB-T2 integrato consumano in standby tra 0,5 e 2 watt, cifra nettamente inferiore ai decoder esterni. Questo perché utilizzano lo stesso alimentatore del televisore, ottimizzato per lo standby. Chi ha una TV recente può considerare di eliminare il decoder esterno se non strettamente necessario.
Esiste un modo per misurare il consumo reale del mio decoder?
Sì, i wattmetri da presa (reperibili online tra 12 e 25 euro) si inseriscono tra la presa di corrente e la spina del decoder, mostrando sul display il consumo istantaneo in watt e il consumo cumulato in kWh. Dopo 24 ore di misurazione puoi calcolare il costo mensile moltiplicando i kWh per 30 giorni e per 0,35 euro.
Staccare solo la spina del decoder basta o serve spegnere la multipresa?
Staccare la spina del decoder è sufficiente per azzerare il consumo. Spegnere l’intera multipresa è più pratico perché con un solo gesto si spengono TV, decoder, soundbar e console, eliminando tutti i consumi standby del comparto entertainment che insieme possono superare i 40 watt.
I decoder Sky e DAZN consumano più degli altri in standby?
I test ENEA confermano che i decoder forniti da operatori pay-TV tendono a consumare di più in standby (15-20 watt) rispetto ai modelli generici (8-12 watt). Questo perché mantengono connessioni di rete attive per aggiornamenti, controllo abbonamento e funzioni interattive. Non è possibile sostituirli con modelli più efficienti senza perdere l’accesso ai contenuti in abbonamento.
In sintesi
Il consumo in standby del decoder TV rappresenta una delle voci nascoste più onerose sulla bolletta elettrica di agosto, quando le case rimangono chiuse per settimane e quel piccolo led rosso continua a costare 18 euro al mese senza fornire alcun servizio. La soluzione più immediata — una multipresa con interruttore e l’abitudine di spegnerla prima di partire — richiede 5 secondi ma genera un risparmio annuale che può superare i 200 euro in una casa con più decoder. Un gesto che vale la pena ricordare prima di chiudere la porta per le vacanze.




