asciugatrice lavatrice

Chi ha l’asciugatrice la usa tutto l’anno, estate compresa. Pratica, veloce, elimina il problema di dove stendere. Ma una domanda nasce spontanea quando arriva la bolletta di luglio: quanto pesa davvero sui consumi? Tecnici specializzati in efficienza energetica hanno fatto un confronto che raramente viene condotto: asciugatrice contro condizionatore acceso per un’intera giornata estiva.

I risultati del test mostrano uno scenario che molti non si aspettano. E potrebbero cambiare le abitudini di chi fa bucato d’estate pensando che il costo sia contenuto. Vediamo cosa è emerso e perché questo confronto è utile per gestire meglio i consumi nei mesi caldi.

Il test comparativo: come è stato condotto

I tecnici hanno preso due elettrodomestici comuni in molte case italiane: un’asciugatrice a condensazione in classe A++ da 8 kg e un condizionatore inverter da 12.000 BTU in classe A+++. Il test è stato eseguito a luglio, con temperatura esterna di 32°C e umidità del 65%.

L’asciugatrice è stata utilizzata per un ciclo completo di asciugatura cotone (il più usato), durata 2 ore e 15 minuti, con carico pieno. Il condizionatore è rimasto acceso per 10 ore consecutive, dalle 9 del mattino alle 19, con temperatura impostata a 24°C in un ambiente di 25 metri quadri. Entrambi collegati a contatori di precisione per rilevare il consumo effettivo in kWh.

Durante l’estate molti si trovano a gestire situazioni simili a quelle descritte nell’articolo su come evitare che il bucato puzzi in casa quando l’umidità è alta, e l’asciugatrice sembra la soluzione più rapida. Ma proprio in questi mesi i consumi elettrici meritano attenzione particolare.

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I numeri reali: cosa ha consumato l’asciugatrice

Il ciclo completo dell’asciugatrice ha registrato un consumo di 3,8 kWh. Considerando il costo medio dell’energia elettrica in Italia a luglio 2026 (circa 0,35 euro/kWh in fascia diurna secondo ARERA), un singolo ciclo costa circa 1,33 euro.

Se ipotizziamo un uso di 3 cicli a settimana durante i mesi estivi, arriviamo a circa 12 cicli al mese. Il costo mensile solo per l’asciugatrice si attesta quindi intorno ai 16 euro. Su tre mesi estivi (giugno, luglio, agosto) parliamo di 48 euro.

Il dato va contestualizzato: l’asciugatrice lavora in modo concentrato, con potenza di picco elevata (circa 2000-2500 Watt), per un periodo breve ma intenso. Chi usa l’asciugatrice d’estate spesso lo fa per necessità, come chi abita in appartamenti senza balcone o in zone umide dove stendere all’aperto non è praticabile. Situazioni simili vengono affrontate anche in questo approfondimento su dove stendere in casa quando piove.

Quanto ha consumato il condizionatore acceso 10 ore

Il condizionatore inverter testato ha registrato un consumo complessivo di 3,2 kWh per 10 ore di funzionamento continuativo. Costo della giornata: circa 1,12 euro. Su un mese, ipotizzando uso quotidiano nelle ore più calde, arriviamo a circa 33,60 euro. Su tre mesi estivi: circa 100 euro.

La differenza con l’asciugatrice è nel pattern d’uso: il condizionatore viene acceso quasi tutti i giorni d’estate, mentre l’asciugatrice si usa mediamente 2-3 volte a settimana. Ma il punto del test era un altro: confrontare il consumo per singola operazione.

Risultato: un ciclo di asciugatrice consuma più energia di un’intera giornata di condizionatore in modalità standard. Questo perché la tecnologia inverter del climatizzatore riduce drasticamente il consumo una volta raggiunta la temperatura desiderata, mentre l’asciugatrice mantiene una potenza costante per tutta la durata del ciclo.

Perché l’asciugatrice consuma così tanto d’estate

L’asciugatrice deve portare l’aria interna a temperature elevate (60-70°C) per evaporare l’umidità dai tessuti. D’estate l’elettrodomestico parte da una temperatura ambiente già alta (28-30°C in casa senza climatizzazione), ma questo non riduce significativamente i consumi perché il processo richiede comunque il raggiungimento della stessa temperatura di esercizio.

Alcuni modelli di asciugatrice a pompa di calore sono più efficienti e possono ridurre i consumi fino al 40%, ma rappresentano ancora una minoranza del parco installato in Italia. La maggior parte delle famiglie usa ancora asciugatrici a condensazione tradizionali, quelle testate nello studio.

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Un altro fattore è l’umidità dell’ambiente: d’estate, in zone costiere o dopo temporali, l’umidità relativa può superare il 70%. L’asciugatrice deve lavorare di più per condensare l’acqua, allungando leggermente il ciclo e aumentando i consumi. Nulla di drammatico, ma un 5-8% in più rispetto all’inverno.

4 strategie per ridurre il costo dell’asciugatrice in estate

Se rinunciare all’asciugatrice non è un’opzione, ci sono accorgimenti per contenere l’impatto in bolletta. Tecnici ed esperti di efficienza energetica suggeriscono questi interventi:

  • Centrifuga massima in lavatrice: più acqua viene eliminata prima, meno lavoro per l’asciugatrice. Passare da 1000 a 1400 giri riduce il tempo di asciugatura del 15-20%.
  • Cicli programmati in fascia serale: se hai un contratto biorario, far partire l’asciugatrice dopo le 19 (o nel weekend) può far risparmiare fino al 30% sul costo del singolo ciclo. Il consumo in kWh resta uguale, ma paghi meno per ogni kWh.
  • Carico sempre pieno ma non compresso: un carico ottimale sfrutta tutta la capacità senza sovraccaricare. Tessuti troppo stipati allungano il tempo necessario.
  • Pulizia settimanale del filtro: un filtro intasato può aumentare i consumi del 10-15%. D’estate, con più polvere e pollini, la manutenzione va intensificata.

Un ulteriore consiglio riguarda l’ambiente: posizionare l’asciugatrice in un locale fresco e ventilato (lavanderia, corridoio) piuttosto che in bagno o cucina già calda. La differenza è minima (2-3% sui consumi), ma ogni dettaglio conta.

Alternative all’asciugatrice nei mesi estivi

Per chi ha spazi disponibili, combinare metodi tradizionali e tecnologia riduce la dipendenza dall’asciugatrice. Stendibiancheria pieghevole su terrazzo o balcone, anche piccolo, permette di asciugare almeno parte del bucato sfruttando sole e vento.

D’estate un carico di cotone leggero si asciuga completamente all’aperto in 3-4 ore. Capi più pesanti (jeans, felpe) possono essere pre-asciugati all’aria per 1-2 ore e poi finiti in asciugatrice con un ciclo breve (30-40 minuti), dimezzando il consumo.

Chi abita in appartamento senza balcone può valutare stendibiancheria verticali da interno vicino a una finestra aperta. Il ricambio d’aria accelera l’asciugatura. Non è veloce come l’asciugatrice, ma per asciugamani e intimo può bastare.

Il confronto con altri elettrodomestici estivi

Per dare un quadro completo, i tecnici hanno registrato anche i consumi medi di altri elettrodomestici tipicamente usati d’estate. Un forno elettrico per una cottura di 45 minuti a 180°C consuma circa 1,5 kWh. Una lavastoviglie in ciclo eco completo circa 0,9 kWh.

L’asciugatrice rimane quindi l’elettrodomestico con il consumo per ciclo più alto in casa, subito dopo il piano cottura elettrico a induzione utilizzato per preparare un pasto completo (circa 4 kWh). Questo non significa demonizzarla, ma usarla con consapevolezza.

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Un frigorifero A+++ consuma circa 0,5 kWh al giorno. Un singolo ciclo di asciugatrice equivale quindi a quasi 8 giorni di frigorifero. Il paragone aiuta a comprendere l’ordine di grandezza.

Domande frequenti

L’asciugatrice consuma meno se usata di sera?

Il consumo in kWh rimane identico, ma se hai un contratto biorario o multiorario paghi meno per ogni kWh nelle fasce serali e nei weekend. Il risparmio economico può arrivare al 25-30% rispetto all’uso diurno nei giorni feriali.

Le asciugatrici a pompa di calore sono davvero più convenienti?

Sì, consumano circa il 40-50% in meno rispetto ai modelli a condensazione tradizionali. Un ciclo che con un’asciugatrice standard costa 1,33 euro, con una a pompa di calore scenderebbe a circa 0,70-0,80 euro. L’investimento iniziale è più alto, ma si ammortizza in 3-4 anni con uso frequente.

Posso usare solo la centrifuga della lavatrice e rinunciare all’asciugatrice?

La centrifuga elimina acqua meccanicamente ma non asciuga. I capi escono umidi e vanno stesi. D’estate, se hai spazio esterno, una centrifuga a 1400 giri seguita da 2-3 ore di sole può sostituire completamente l’asciugatrice per molti tessuti.

Il condizionatore può aiutare ad asciugare il bucato steso in casa?

Indirettamente sì: abbassa l’umidità relativa dell’aria, accelerando l’evaporazione. Ma non è progettato per questo e il guadagno è marginale. Meglio usare un deumidificatore specifico se si deve stendere in casa regolarmente.

Quanto incide l’asciugatrice sulla bolletta estiva totale?

Con uso di 3 cicli a settimana nei mesi estivi, l’asciugatrice pesa per circa il 12-15% della bolletta elettrica totale di una famiglia media. È il terzo elettrodomestico per impatto dopo condizionatore e frigorifero.

Esistono programmi dell’asciugatrice che consumano meno?

Sì, i cicli “eco” o “risparmio energetico” allungano il tempo ma riducono la temperatura e la potenza. Il risparmio è del 15-20% rispetto al ciclo standard, ma un carico può richiedere 3 ore invece di 2.

In sintesi

L’asciugatrice è comoda, ma d’estate il suo utilizzo va ponderato. Il confronto con il condizionatore mostra come un singolo ciclo costi più di un’intera giornata di climatizzazione, ma la differenza vera la fa la frequenza d’uso. Chi la accende 2-3 volte a settimana può conviverci senza drammi in bolletta. Chi la usa quotidianamente dovrebbe valutare alternative almeno parziali, soprattutto nei mesi in cui stendere all’aperto è più facile. La tecnologia a pompa di calore, per chi deve sostituire l’elettrodomestico, rappresenta un investimento intelligente che si ripaga nel tempo.

Di Ilaria Macchi

Laureata in Linguaggi dei Media all'Università Cattolica di Milano, sotto il segno della Bilancia, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione a 360 gradi. Mi piace scrivere di tutto, amo lo sport, e il calcio in modo particolare, oltre a moda e Tv.