Gettare le foglie nel compost ora che siamo in pieno autunno non è la soluzione adatta, nonostante in tanti lo pensino, ecco cosa è meglio fare.
Autunno è sinonimo di foglie che cadono, situazione che riscontriamo sia quando ci ritroviamo a camminare per strada sia nel nostro giardino. Pur trattandosi di qualcosa di estremamente normale, viene spontaneo cercare di eliminarle, soprattutto se le notiamo in casa pensando che questo possa essere qualcosa di estremamente desolante e che dia l’idea di poca cura.
In genere si tende a pensare che metterle nel compost sia la scelta migliore, ma non è detto lo sia sempre, è bene capire come sia meglio agire per non sbagliare, anche in un’ottica di sostenibilità. Si deve infatti fare una distinzione tra le varie tipologie per evitare errori.
Foglie nel compost – Ecco cosa è giusto fare
Non tutte le foglie sono uguali, è bene tenerlo a mente, anche se può essere difficile da comprendere per i non addetti ai lavori. Alcune possono infatti trasformarsi in trappole per il terreno e le colture della primavera successiva, è bene quindi capire come sia meglio agire per evitare errori che possono essere fatali.
Alcune specie di alberi rilasciano, attraverso le loro foglie, le cosiddette sostanze allelopatiche, vale a dire capaci di inibire la crescita di altre piante. Se abbiamo a che fare con alcune di queste e le mettiamo in un composta ancora attivo o scarsamente equilibrato si può interrompere la fertilità del suolo futuro. Si devono quindi riconoscere quelle che possono essere nocive e distinguerle dalle altre, con alcune è necessario fare in maniera diversa, il compost non è assolutamente il posto adatto.
Le specie che devono stare lontane dal compost
Eucalipto: molto aromatico, le sue foglie contengono oli essenziali e composti antisettici. Questa caratteristica le porta però a rallentare il lavoro dei microorganismi, possono inoltre sbilanciare il processo di compostaggio, specialmente nel compost domestico a basso contenuto di riscaldamento.
Alloro di ciliegia o alloro di palma: hanno foglie spesse e luminose, che rilasciano composti cianogenetici che possono produrre cianuro durante la decomposizione. Questo rappresenta un pericolo per la fauna del compost, ma anche per le colture così gravemente degradate.
Noce: le sue foglie contengono juglone, una molecola nota per rallentare la crescita di molte piante vegetali o ornamentali. Sebbene questa sostanza si degradi nel tempo, è meglio non aggiungere foglie fresche di noce al compost, o in piccole quantità, ben macinate e mescolate.
Attenzione alle foglie malate
Se possibile, sarebbe bene avere una cautela ancora maggiore quando ci troviamo a maneggiare foglie portatrici di malattie, metterle nel compost può essere quasi naturale per il loro stato, e invece è un grave errore.
Alcune spore di funghi o batteri sono resistenti al calore e si trovano nell’humus, per questo può bastare un semplice contatto per arrivare a contaminare le colture successive. Non si devono mai mettere nel compost:
– foglie di alberi da frutto, (mele, pere, prugne) con macchie marroni o perforazioni sospette;
– foglie di rosa con macchie nere o ruggine;
– foglie vegetali dell’orto (pomodori, zucchine…) se sono state colpite da varie malattie fungine.
Anche se queste foglie sono asciutte o apparentemente innocue, è meglio bruciarle, evacuarle in discarica o seppellirle lontano dalle aree di coltivazione.




