maranta

La Maranta è una pianta che tanti potrebbero apprezzare in casa, è bene però saperla gestire per far sì che possa durare a lungo. 

Avere la possibilità di arricchire la propria casa con piante o fiori piace un po’ a tutti, rendono l’ambiente più vivo e sono in grado di dare colore, anche se sarebbe importante sapere gestire al meglio quelle che si scelgono se si vuole che durino a lungo. Purtroppo, però, non tutti hanno il pollice verde, per questo possono ritrovarsi a commettere errori, anche involontari, che possono essere deleteri e di cui ci si rende conto quando è ormai troppo tardi.

Tra le opzioni più apprezzate c’è la Maranta, specie che forse non tutti conoscono, almeno a livello di nome, ma che può dare un effetto gradevole, soprattutto se collocata in salotto o in un corridoio. Fortunatamente non richiede grande fatica nella cura quotidiana, ma è bene prestare attenzione ad alcuni piccoli dettagli.

Avere la Maranta in casa – Una scelta che piace

Non tutti lo sanno, ma la Maranta è considerata anche la pianta della preghiera, soprannome che si è guadagnata per una sua caratteristica particolare, ovvero quella di seguire il ciclo circadiano ovvero il ciclo delle ore di luce durante il giorno e la notte. Si tratta di un modo di agire ben preciso, che nasce dal bisogno di regolare l’esposizione della lamina fogliare alla luce, non a caso le sue foglie sono spesso piegate come delle mani giunte in preghiera.

Riconoscerla anche per i non intenditori non è difficile, si distingue infatti per la particolare colorazione delle foglie che presentano delle venature in rilievo di color rosso. Anche il suo nome, ovvero Maranta, non è casuale, deriva infatti dal suo scopritore, il botanico italiano Bartolomeo Maranta che identificò per primo questa pianta nel sedicesimo secolo.

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Perché la chiamano “Pianta della Preghiera”? Il segreto è nelle sue foglie

Il soprannome affascinante di questa pianta deriva da una sua caratteristica unica: le sue foglie si muovono seguendo il ciclo di luce del giorno e della notte (il ciclo circadiano). Di sera, le foglie si sollevano e si chiudono verso l’alto, assumendo una posizione che ricorda due mani giunte in preghiera.

Questo movimento non è casuale: è il modo in cui la pianta regola la sua esposizione alla luce. Riconoscerla è semplice: le sue foglie ovali hanno un design spettacolare, con venature in rilievo di un colore rosso o rosa intenso che risaltano sul verde brillante. Il suo nome scientifico, Maranta, è un omaggio al botanico italiano Bartolomeo Maranta, che la scoprì nel XVI secolo

Le posizioni più adatte

La maranta può essere la soluzione ideale per chi ama le piante, ma non ha grande esperienza nella loro gestione, visto che non richiede grandi cure, cosa che la rende adatta anche a chi non ha il pollice verde e teme di fare danni. Si tratta di una specie che ama la luce, ma non deve essere esposta in maniera diretta alla luce del sole, per questo è bene evitare questo rischio soprattutto nelle ore più calde della giornata.

E’ inoltre in grado di adattarsi bene alle zone più buie dell’appartamento, oltre ad apprezzare i punti in mezz’ombra. Le temperature ideali per la crescita della Maranta sono quelle del nostro appartamento tra i 18 e i 25°C, non scendere mai sotto i 15°C.

La frequenza di irrigazione

L’unica accortezza che dovremmo avere nella gestione della Maranta riguarda il suo bisogno di acqua, è infatti fondamentale bagnarla con costanza. Se si vuole che stia bene e cresca al meglio è importante garantirle un terreno umido, ma evitando gli eccessi.

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Occhio inoltre a controllare che il terreno abbia base torbosa e materiale grossolano come pomice o perlite per assicurare un ottimo drenaggio.
Attenzione, è una pianta d’appartamento che non tollera minimamente il ristagno idrico, se questo dovesse verificarsi si rischia che le foglie possano seccarsi e che il tronco diventi marcio.

Come favorire la crescita

Compresa la necessità di bagnare regolarmente, pur senza eccessi la Maranta, è bene capire se ci siano altre attività da compiere per consentire alla pianta di prosperare e crescere. E’ consigliabile effettuare una concimazione almeno una volta al mese, ma prestando attenzione a questo soprattutto durante la primavera, che è il periodo in cui può emettere nuovi fiori. Già questo potrà essere sufficiente per vedere nascere nuove radici, quando però si nota che queste si sono allargate è inevitabile rinvasare sfruttando un vaso di dimensioni più grandi.

Problemi Comuni e Soluzioni Rapide

Seppur di facile manutenzione, possono capitare alcuni piccoli problemi nella gestione di questa pianta. Ecco i segnali a cui prestare attenzione:

  • Foglie ingiallite? Probabilmente stai dando troppa acqua. Riduci la frequenza di irrigazione e controlla che non ci sia ristagno nel sottovaso.
  • Punte delle foglie secche e marroni? L’aria è troppo secca. La Maranta ama l’umidità. Prova a nebulizzare le foglie un paio di volte a settimana o posiziona un umidificatore nelle vicinanze.
  • Le foglie non si “chiudono” di notte? Potrebbe essere un segnale di stress dovuto a troppa luce diretta o a un ambiente troppo freddo. Prova a spostarla in un punto più riparato.

Chi ama la Maranta non deve per forza acquistare nuove piante per potere avere un’altra da tenere in casa, si può quindi procedere, come detto, con la concimazione o, in alternativa, attraverso la talea. Quest’ultima procedura prevede di dover recidere una foglia, per poi metterla in acqua o in un terriccio mantenuto costantemente umido.

Di Ilaria Macchi

Laureata in Linguaggi dei Media all'Università Cattolica di Milano, sotto il segno della Bilancia, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione a 360 gradi. Mi piace scrivere di tutto, amo lo sport, e il calcio in modo particolare, oltre a moda e Tv.