Annaffiare il ciclamino da sopra rappresenta un grave errore, anche se forse non tutti lo sanno, agire in questo modo può essere fatale.
E’ quasi naturale affezionarsi a un particolare tipo di fiore e prediligerlo quando dobbiamo scegliere cosa avere in casa o in giardino, è però importante prima di farlo anche capire se le sue caratteristiche possano corrispondere con le nosre abitudini. Se si tratta di qualcosa che richiede una cura quotidiana e abbiamo invece la necessità di spostarci spesso per lavoro ha infatti inevitabilmente poco senso puntare su qualcosa di simile, a meno che non si abbia qualcuno che può occuparsene per noi.
Tra i più amati c’è però certamente il ciclamino, che si adatta in genere piuttosto bene all’esterno, anche se c’è chi ama averlo sul davanzale o per rendere più bello il terrazzo, magari mettendone più di uno vicino così da avere uno scenario colorato che può essere anche bello da ammirare. Attenzione, però, ci sono alcuni piccoli dettagli da cui non si può prescindere, a partire dalla modalità con cui si decide di annaffiarlo.
Il ciclamino e l’errore che può essere fatale
Il ciclamino è uno dei fiori più noti, che si può tenere sia in vaso sia piantare in giardino ed è originario del Mediterraneo orientale e Asia Minore. Si distingue per la sua elevata resistenza, può garantire infatti una fioritura che può durare anche per quattro mesi all’anno, addirittura ci sono delle specie che tollerano gelate fino a -3 °C.
Se si è in possesso di qualcosa di piccolo possiamo tenerlo senza grandi problemi anche in esterno, quelli invece che sono riusciti a crescere di più possono risultare più vulnerabili, per questo sarebbe consigliabile tenerli in un ambiente protetto (casa, veranda, vano scale o altri ambienti freschi e luminosi).
Pur essendo una specie che tanti amano per la capacità di rendere più bello il balcone anche in autunno, si deve mettere in conto la possibilità che possa morire se si commette qualche errore. Fortunatamente non è necessario seguirli costantemente, ma tra i fattori che possono condizionarne la durata c’è la modalità con cui lo si annaffia. Come capita spesso, siamo naturalmente portati a versare l’acqua direttamente sulla terra, bagnando foglie e fiori, ma alla fine si rivela la causa principale del suo declino, anche se ai non addetti ai lavori potrebbe sembrare difficile da credere. Insomma, a fare la differenza non sono tanti luce e temperatura non corretti, ma questo aspetto tutt’altro che irrilevante.
Bagnare correttamente è fondamentale
Non è difficile individuare quale sia la motivazione che può portare a determinare una modalità ben precisa da utilizzare per annaffiare il ciclamino. Tutto può essere collegato alla natura stessa di questa pianta, che cresce da un tubero, una sorta di bulbo appiattito che si trova appena sotto la superficie del terreno, da cui partono direttamente foglie e steli. Questo tubero è sensibile ai ristagni d’acqua e all’umidità persistente, situazioni che dovremmo quindi evitare se vogliamo che possa crescere e resistere a lungo.
Se si procede annaffiando dall’alto l’acqua si accumula proprio al centro della pianta, direttamente sul tubero. Una situazione come questa favorisce però la comparsa di funghi e marciume radicale, che attaccano il cuore della pianta e la portano alla morte in pochi giorni.
Notarlo è piuttosto facile, si vedranno infatti le foglie diventare gialle, mentre gli steli diventeranno molli alla base. Se vogliamo davvero assicurare un beneficio al ciclamino è quindi determinante preferire l’irrigazione dal basso. Basta semplicemente semplicemente riempire il sottovaso con un paio di centimetri d’acqua e lasciare che la pianta la assorba per capillarità per circa 20-30 minuti.
Il terreno prenderà solo l’acqua di cui ha bisogno, senza mai bagnare il tubero, che è estremamente delicato. Trascorso questo tempo, svuota sempre l’acqua in eccesso dal sottovaso.
Come rendere pià duratura la fioritura
Il ciclamino, come detto, è noto anche per un periodo di fioritura particolarmente lungo a differenza di altre specie, anche se questo può essere possibile soprattutto se si seguono alcune piccole accortezze. Si deve innanzitutto tenere presente la necessità di evitare i marciumi, per questo è determinante evitare l’eccesso di acqua, oltre a evitare che arrivi a toccare bulbo e vegetazione.
E’ poi altrettanto fondamentale evitare che l’acqua arrivi nel sottovaso. Si dovrebbe però cercare almeno ogni due settimane di provvedere alla concimazione, preferendo un fertilizzante liquido unito all’acqua di annaffiatura. Particolarmente adatto è un terriccio che contiene una maggiore percentuale di potassio, elemento che favorisce la fioritura, anche a lungo termine.
Non appena fiori e foglie appassiscono è importante provvedere a eliminarli procedendo dal punto di inserzione con il bulbo, altrimenti il marcio può diventare maggiore.




