Quando si decide di allestire una nuova cucina è normale chiedersi se sia meglio avere un piano a induzione o fornelli tradizionali, a risolvere ogni dubbio ci pensa il prof. Vincenzo Schettini.
La cucina è certamente uno degli ambienti della casa in cui trascorriamo il maggior numero di ore, a eccezione forse solo della camera da letto, soprattutto se si fa una vita frenetica che porta a varcare la porta di ingresso solo a sera. A quel punto, infatti, non resta che preparare la cena e mangiare, attività che spesso avvengono proprio nello stesso locale, anche per evitare di ritrovarsi a pulire troppi spazi quando si è ormai stanchi.
Si tratta certamente del punto dell’abitazione che ha il costo maggiore a causa dei numerosi elettrodomestici che si trovano qui, tutti indispensabili, basti pensare a frigorifero e congelatore (gli unici a essere accesi 24 ore su 24), oltre a forno elettrico e a microonde, giusto per citare quelli più utilizzati. Quando si decide come allestirla c’è però una domanda a cui dovremmo ormai rispondere: è meglio ricorrere a un piano a induzione o ai fornelli tradizionali? Non è detto che la soluzione più moderna sia anche la più efficiente, molto può dipendere dalle esigenze di ognuno. Capirne le differenze può aiutare però a risolvere ogni dubbio.
Piano a induzione o fornelli tradizionali: scegliere bene è importante
Ormai da qualche anno quando si tratta di allestire la cucina si è chiamati a scegliere se sia meglio installare un piano a induzione o i fornelli tradizionali, apparentemente differenti, ma entrambi in grado di cucinare quello che finirà poi sulla nostra tavola. Non è detto in linea di massima che una soluzione sia più adatta rispetto all’altra, a fare la differenza sono innanzitutto le abitudini di chi dovrà utilizzarli.
Nonostante il primo stia diventando sempre più apprezzato da chi si trasferisce in una nuova casa, nella maggior parte delle case del nostro Paese ci sono ancora i fornelli a gas che utilizzano spesso metano (ma non solo) come combustibile. Si tratta di qualcosa composto da una serie di “attacchi”, i cosiddetti fuochi, dove andranno a essere collocate le pentole, in genere da quattro a cinque, da cui escono le fiamme. Pur funzionando allo stesso modo, è possibile valutare se si preferisca averli in acciaio, ghisa o alluminio, gestibili attraverso le manopole a essi collegati, che permettono di accenderli e spegnerli, oltre che di regolare l’intensità della fiamma. Il fuoco si avvia attraverso una candela in grado di generare una scintilla, a cui si unisce una termocoppia di sicurezza che interrompe il gas se la fiamma si spegne.
I piani a induzione sono invece una soluzione più contemporanea, con un funzionamento del tutto differente. Il loro funzionamento dipende dall’azione della corrente elettrica: il calore necessario è generato da un campo magnetico prodotto da una bobina in rame posta al di sotto della superficie in vetroceramica del piano cottura. Basta semplicemente mettere una pentola sul punto desiderato quando se ne ha la necessità per permettere che il calore sia indotto dall’interno.
La spiegazione della scienza
Meglio induzione o gas per cucinare? Questa è la domanda che tutti si fanno quando non sanno quale dei due sistemi sia migliore, apparentemente verrebbe da propendere per quello più “moderno”, ritenuto più facile da utilizzare, oltre che più sicuro da parte di chi teme i rischi che possono esserci per un’eventuale fuga di gas. Non solo, c’è chi ritiene sia anche perfetto perché può consentire di risparmiare a livello di consumi, ma è davvero così o si tratta solo di una diceria?
A eliminare ogni dubbio a riguardo ci pensa il prof. Vincenzo Schettini, professore di fisica, che abbiamo visto anche in Tv alla guida del programma “La fisica che ci piace”, denominazione data anche al suo profilo social, dove aiuta a eliminare molte perplessità sulla nostra vita quotidiana con un approccio semplice per tutti. Grazie a lui è possibile comprendere meglio la scienza anche per chi non ha studi nel settore.
L’insegnante ha approfittato del suo account per spiegare meglio le caratteristiche del piano a induzione, considerato un sistema che consente di cucinare in maniera sicura, rapida e controllabile, evitando di disperdere il calore nell’ambiente. Questi motivi non possono che essere importanti e spingerci per questa soluzione, ma a livello di consumi quali sono gli effetti? Schettini ha illustrato anche questo aspetto.

Il piano a induzione fa risparmiare?
Prima di arrivare a una conclusione sulla possibilità di risparmiare o meno attraverso il piano a induzione è importante comprendere meglio il suo funzionamento sulla base delle leggi dell’elettromagnetismo, facili da capire anche per chi non ha basi scientifiche. Sotto il piano di cottura si trovano una serie di bobine dove scorre la corrente alternata, in grado di generare corrente elettrica indotta sul fondo della padella. Parte di questa energia riesce a trasformarsi in calore ed è grazie a questo che si riescono a cuocere i cibi.
Il piano a induzione, come evidenziato da Schettini, si distingue perché in grado di avere un rendimento del 90%, livello che non sempre si raggiunge con i fornelli tradizionali, che possono invece disperdere il calore nell’aria.
@lafisicachecipiace Ma con la cucina a induzione si risparmia davvero? È una questione di fisica #lafisicachecipiace #fisica #lafisicachecipiacekids #scuola #instateacher ♬ suono originale – LaFisicaCheCiPiace
Se si deve quindi valutare se sia meglio il piano a induzione o i fornelli tradizionali la risposta ci fa propendere per il primo, che ha il vantaggio di cucinare i cibi più velocemente, oltre a consumare meno energia. Attenzione, però, il risparmio effettivo potrebbe essere ridotto se si decidono di utilizzare tutti i fuochi disponibili, in questo caso il consumo potrebbe essere maggiore di 3kW.




