accensione riscaldamento

Ottobre è arrivato e con lui il dilemma che ogni anno si ripresenta: quando accendere i termosifoni? La tentazione è forte — le prime serate fresche, l’umidità che sale, quella sensazione di freddo che entra dalle finestre. Ma la maggior parte delle persone commette un errore che i professionisti del settore conoscono bene e che può far lievitare la bolletta del gas fino al 30% in più. Non si tratta solo di quando accendere, ma di come farlo. Vediamo cosa consigliano davvero i termotecnici per ottimizzare consumi e comfort.

L’errore più comune (e costoso) di ottobre

Secondo i dati raccolti da associazioni di categoria come Assoclima, la maggior parte delle famiglie italiane accende l’impianto di riscaldamento alla prima vera ondata di freddo, spesso in modo improvviso e con i termostati impostati a temperature elevate per “recuperare” il calore perduto. Questo comportamento genera due problemi: un picco di consumo energetico iniziale molto alto e un funzionamento inefficiente dell’impianto, che lavora a regime forzato.

I termotecnici intervistati per questo articolo — professionisti che seguono la manutenzione di impianti condominiali e privati — sono concordi: accendere il riscaldamento “tutto e subito” è lo spreco numero uno. Il motivo? Gli impianti moderni (sia a caldaia che a pompa di calore) lavorano meglio con accensioni graduali e temperature moderate, mentre quelli tradizionali a radiatori in ghisa necessitano di tempo per raggiungere il regime ottimale senza disperdere calore.

Un’alternativa più efficiente è pianificare l’accensione seguendo logiche simili a quelle adottate per il condizionatore estivo, ovvero con programmazione oraria e temperature moderate. Chi ha già adottato strategie di risparmio energetico in primavera sa che la gradualità paga sempre.

Il metodo dei termotecnici: accensione graduale e temperature controllate

La regola d’oro suggerita dai professionisti è semplice ma poco seguita: iniziare ad accendere il riscaldamento per 2-3 ore al giorno, nelle fasce serali, a partire dai primi giorni di ottobre (compatibilmente con le date di accensione previste dal proprio comune di residenza). Questo permette all’impianto di “attivarsi” progressivamente, evitando shock termici e picchi di consumo.

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La temperatura consigliata per questa fase iniziale è di 18-19°C, da incrementare eventualmente solo se necessario. Molti pensano che alzare il termostato a 22-23°C riscaldi più velocemente: in realtà, la caldaia lavora alla stessa potenza, ma consuma di più per mantenere quella temperatura. Secondo stime di ENEA, ogni grado in più rispetto ai 20°C comporta un aumento del consumo del 5-7%.

Zona climatica e calendario di accensione: cosa dice la legge

In Italia, le date di accensione del riscaldamento sono regolamentate dal DPR 74/2013, che suddivide il territorio in sei zone climatiche (da A a F). Ottobre 2026 vede l’accensione consentita dal 15 ottobre per la maggior parte delle zone del Centro-Nord (zona E, che include città come Milano, Torino, Bologna), mentre per il Sud e le isole (zone B e C) l’accensione è posticipata a novembre o addirittura dicembre.

Tuttavia, la normativa prevede anche margini di flessibilità: molti comuni, in caso di condizioni meteo particolarmente rigide, possono autorizzare accensioni anticipate. È utile verificare sul sito del proprio Comune o contattare l’amministratore di condominio per confermare le date esatte.

Programmazione e cronotermostato: la tecnologia che fa la differenza

Un altro consiglio emerso dalle interviste ai termotecnici riguarda l’uso del cronotermostato programmabile (o meglio ancora, di un termostato smart). Questi dispositivi permettono di impostare fasce orarie di accensione precise, evitando sprechi durante le ore di assenza da casa o durante la notte, quando è sufficiente una temperatura più bassa (16-17°C in camera da letto sono sufficienti per un sonno confortevole, secondo gli studi sul microclima abitativo).

I modelli smart, inoltre, permettono di controllare l’impianto da remoto tramite app, adattando il riscaldamento in base agli imprevisti (rientro anticipato, cambiamenti meteo). Secondo dati del Politecnico di Milano, l’adozione di termostati intelligenti può portare a un risparmio medio del 15-20% annuo sui consumi di gas.

Manutenzione pre-accensione: i controlli da fare ad ottobre

Prima di accendere l’impianto, i termotecnici raccomandano sempre una serie di controlli preventivi, che riducono il rischio di malfunzionamenti e migliorano l’efficienza:

  • Spurgo dei radiatori: eliminare l’aria accumulata durante l’estate permette al calore di diffondersi uniformemente. È un’operazione semplice, che si può fare autonomamente con l’apposita chiavetta.
  • Controllo della pressione della caldaia: la pressione ideale è tra 1 e 1,5 bar a impianto freddo. Se troppo bassa, si può rabboccare l’acqua seguendo le istruzioni del libretto.
  • Verifica dei filtri e delle valvole termostatiche: se presenti, le valvole termostatiche sui radiatori permettono di regolare la temperatura stanza per stanza, evitando sprechi.
  • Revisione annuale della caldaia: è un obbligo di legge (con cadenza variabile in base al tipo di impianto) e garantisce sicurezza ed efficienza.
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Per interventi complessi o dubbi sulla sicurezza dell’impianto, è sempre consigliabile rivolgersi a un tecnico certificato.

Isolamento termico: l’investimento che dimezza i consumi

Anche il miglior metodo di accensione non basta se la casa disperde calore. I termotecnici insistono molto su questo punto: fino al 40% del calore prodotto può andare perso attraverso finestre non isolate, porte, cassonetti delle tapparelle, ponti termici.

Interventi di miglioramento, anche piccoli, possono fare la differenza:

  • Installare guarnizioni adesive su finestre e porte (costo contenuto, effetto immediato).
  • Utilizzare tende pesanti o termiche durante la notte, per ridurre la dispersione attraverso i vetri.
  • Isolare il cassonetto delle tapparelle con pannelli isolanti (molti non sanno che è uno dei punti deboli più comuni).
  • Valutare, per interventi strutturali, il cappotto termico o la sostituzione degli infissi, usufruendo delle detrazioni fiscali ancora disponibili nel 2026.

Riscaldamento alternativo: stufe e pompe di calore come integrazione

In ottobre, quando il freddo non è ancora intenso, molti termotecnici suggeriscono di integrare il riscaldamento centralizzato con soluzioni puntuali a basso consumo, come stufe a pellet, stufette elettriche a basso wattaggio (es. termoventilatori da 400-800 W) o coperte elettriche per la zona notte.

Le pompe di calore aria-aria (i classici split del condizionatore, usati in modalità heating) sono molto efficienti in ottobre, quando le temperature esterne non sono ancora rigide: possono scaldare una stanza con consumi fino a 3-4 volte inferiori rispetto a una stufetta elettrica tradizionale.

Attenzione però: stufe a gas o a combustione diretta (tipo quelle a kerosene) vanno usate solo in ambienti ben areati e per brevi periodi, per evitare accumuli di monossido di carbonio.

Umidità e percezione del freddo: il ruolo dell’igrometro

Un aspetto spesso trascurato è l’umidità relativa dell’aria. In ottobre, con il cambio di stagione, l’umidità interna può salire (specie in case poco ventilate o con ponti termici), aumentando la percezione di freddo anche a temperature accettabili.

I termotecnici consigliano di mantenere l’umidità relativa tra il 40% e il 60%: al di sopra, l’aria sembra più fredda e si favorisce la formazione di muffe; al di sotto, l’aria diventa secca e sgradevole. Un igrometro digitale (costa pochi euro) aiuta a monitorare questo valore. In caso di eccesso di umidità, può essere utile un deumidificatore portatile o semplicemente aerare più spesso, magari nelle ore centrali della giornata.

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Bolletta gas ottobre 2026: quanto si può risparmiare davvero?

Applicando il metodo graduale e le buone pratiche descritte, le stime parlano di un risparmio medio tra il 20% e il 35% rispetto a un’accensione “tradizionale” con temperature alte e orari fissi h24.

Facciamo un esempio concreto: una famiglia in zona climatica E (es. Bologna), con un appartamento di 80 mq e caldaia a condensazione, consuma in media 1.200 mc di gas nella stagione di riscaldamento (ottobre-aprile). Con un costo medio del gas nel 2026 stimato attorno a 1,10-1,20 €/mc (comprensivo di accise e IVA), il risparmio potenziale applicando il metodo dei termotecnici può arrivare a 240-420 euro a stagione.

Ovviamente i numeri variano in base a isolamento, esposizione, abitudini, ma la direzione è chiara: la gradualità e il controllo ripagano.

Errori da evitare assolutamente

Per concludere, ecco una lista di comportamenti che i termotecnici sconsigliano vivamente in ottobre:

  • Accendere i termosifoni con le finestre aperte: sembra ovvio, ma capita più spesso di quanto si pensi, specie in concomitanza con attività domestiche (cucina, stendere il bucato).
  • Coprire i radiatori con tende, mobili o stendibiancheria: la resa cala drasticamente e si rischia di surriscaldare i tessuti.
  • Impostare temperature diverse in ogni stanza senza valvole termostatiche: se l’impianto è centralizzato senza valvole, chiudere manualmente i radiatori in alcune stanze non porta a risparmi, anzi può sbilanciare il sistema.
  • Ignorare i rumori anomali della caldaia: gorgoglii, fischi, spegnimenti improvvisi sono segnali di problemi che peggiorano se trascurati.

Consigli finali per un ottobre confortevole ed economico

Gestire il riscaldamento in ottobre con intelligenza significa trovare il giusto equilibrio tra comfort e sostenibilità economica. La chiave è la gradualità: accensioni brevi, temperature moderate, uso mirato delle risorse.

Investire un po’ di tempo in manutenzione preventiva, controllo dei consumi (molte caldaie moderne hanno display che indicano i mc di gas consumati) e piccoli interventi di isolamento può fare una differenza enorme nei mesi successivi.

E ricordiamo: ogni casa è diversa. Le indicazioni dei termotecnici vanno adattate alla propria situazione abitativa, alle abitudini familiari, al tipo di impianto. Ma il principio resta valido: accendere il riscaldamento senza pensare costa caro. Accenderlo con metodo fa risparmiare, da subito.

Per interventi complessi, dubbi tecnici o installazioni di nuovi sistemi di regolazione, è sempre consigliabile rivolgersi a un professionista qualificato.

Di Ilaria Macchi

Laureata in Linguaggi dei Media all'Università Cattolica di Milano, sotto il segno della Bilancia, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione a 360 gradi. Mi piace scrivere di tutto, amo lo sport, e il calcio in modo particolare, oltre a moda e Tv.