accensione riscaldamento

L’autunno è ormai arrivato, le temperature sono scese come è normale che sia e come accadrà in maniera ancora più drastica a breve, per questo non può che essere naturale correre ai ripari per rendere l’ambiente in cui ci troviamo più piacevole, a casa e al lavoro. E’ arrivato infatti il momento in cui sarà possibile procedere con l’accensione del riscaldamento, anche se con modalità diverse da zona a zona. E’ quindi fondamentale sapere come agire a seconda di dove si vive, così da non incorrere in problemi.

Accensione riscaldamento 2026: le date zona per zona

Zona E (a partire dal 15 ottobre): Comuni di Alessandria, Asti, Aosta, Biella, Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Novara, Padova, Pavia, Sondrio, Torino, Varese, Verbania, Vercelli, Bolzano, Gorizia, Pordenone, Bologna, Ferrara, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Rovigo, Torino Treviso, Trieste, Udine, Verona, Vicenza, Venezia, Arezzo, Perugia, Rieti, Frosinone, L’Aquila, Campobasso, Potenza ed Enna.

Zona D (dal 1° novembre): Comuni di Genova, La Spezia, Savona, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Pisa, Pistoia, Prato, Massa Carrara, Siena, Forlì, Ancona, Ascoli Piceno, Macerata, Pesaro, Roma, Viterbo, Terni, Avellino, Chieti, Pescara, Foggia, Isernia, Matera, Caltanissetta, Nuoro, Teramo e Vibo Valentia.

Zona C (dal 15 novembre): comprende le zone di Imperia, Latina, Benevento, Caserta, Napoli, Salerno, Bari, Lecce, Taranto, Brindisi, Catanzaro, Cosenza, Cagliari, Oristano, Sassari e Ragusa.

Zona B e A (dal 1° dicembre): comprende Reggio Calabria, Crotone, Trapani, Siracusa, Palermo, Messina, Catania e Agrigento e Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle.

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Limiti e orari da rispettare

Le regole da seguire nell’accensione del riscaldamento non riguardano esclusivamente le date, ma anche gli orari, in un’ottica di sostenibilità (e non solo di riduzione dei costi in bolletta) da cui non è possibile prescindere.

La quantità varia ovviamente a seconda della zona geografica, ben sapendo come l’esigenza di stare al caldo possa essere ovviamente maggiore per chi vive al Nord.

Per la zona climatica E è possibile accendere ai termosifoni per un massimo di 14 ore giornaliere che diminuiscono a 12 ore per la zona D, a 10 ore per la zona C, a 8 ore per la zona B e a 6 ore per la zona climatica A. Nessuna limitazione invece negli orari né di date per le aree più fredde dell’Italia che sono in Zona climatica F come Cuneo, Belluno e Trento.

Le proroghe decise dai Comuni

La data del 15 ottobre comprende complessivamente oltre 4 mila Comuni, tutti al Nord, dove il calo delle temperature si sta già facendo sentire da qualche giorno. Alcune amministrazioni hanno però deciso di muoversi in autonomia introducendo una proroga, al fine di ridurre consumi ed emissioni, è bene quindi che i residenti ne siano a conoscenza, in caso contrario si potrebbe infatti andare incontro anche a multe piuttosto ingenti.

Queste le realtà che si sono mosse con specifiche ordinanze:

  • Comune di Monza, accensione posticipata al 22 ottobre;
  • Comune di Brescia, accensione posticipata al 22 ottobre;
  • Comune di Bergamo, accensione posticipata al 22 ottobre;
  • Comuni di Corsico e Buccinasco (in provincia di Milano), accensione posticipata al 22 ottobre;
  • Comune di Bologna, accensione posticipata al 1° novembre;
  • Comune di Venezia, accensione posticipata al 1° novembre solo per edifici pubblici, uffici, negozi e attività commerciali.
  • Zone di pianura dell’Emilia-Romagna, accensione posticipata al 1° novembre.
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Pur essendo un momento ancora lontano, in alcuni di questi casi è stata anticipata anche la data di spegnimento del riscaldamento (in linea teorica prevista il 15 aprile) in periodi compresi tra l’8 e il 12 aprile 2027.

Le temperature da rispettare

Ulteriori limiti riguardano anche le temperature limite da introdurre, gestibili attraverso il termostato presente in ogni realtà (è possibile regolarlo a seconda delle esigenze anche da locale a locale.

Il Decreto del Presidente della Repubblica prevede che nella zona climatica E, i riscaldamenti possano essere utilizzati fino a un massimo di 14 ore giornaliere. All’interno degli edifici residenziali, invece, la temperatura massima consentita è di 20 °C (+2 °C di tolleranza).

La regola diventa più rigida, ad esempio, per chi vive a Milano: dal 15 al 30 ottobre il riscaldamento può funzionare per massimo 8 ore al giorno, tra le 05:00 e le 23:00. Dal 31 ottobre 2026 al 15 aprile 2027, per un massimo di 13 ore al giorno, sempre nella stessa fascia oraria.

In Lombardia, invece, la temperatura massima consentita per gli edifici residenziali è di 19 °C (+2 °C di tolleranza), ridotta di 1 grado rispetto ai 20 °C previsti per legge. Per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e simili il limite rimane invece invariato a 18 °C (+2 °C di tolleranza). Sono esclusi ospedali, cliniche o case di riposo, gli asili nido e le scuole dell’infanzia.

 

Di Ilaria Macchi

Laureata in Linguaggi dei Media all'Università Cattolica di Milano, sotto il segno della Bilancia, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione a 360 gradi. Mi piace scrivere di tutto, amo lo sport, e il calcio in modo particolare, oltre a moda e Tv.