bolletta del gas alta

Ritrovarsi con la bolletta del gas più cara del previsto può essere un bel problema, a volte può essere colpa di alcuni spifferi a cui non pensi. 

Riuscire a districarsi tra le varie spese che si devono sostenere per la propria casa non è mai semplice, sono in tanti ad arrivare letteralmente stremati alla fine del mese perchè non sanno come far fronte a tutto. Il costo della vita è ormai aumentato da qualche tempo, su questo ci sono pochi dubbi, mentre lo stesso non possiamo dire di stipendi e pensioni, per questo essere in difficoltà rappresenta un passo quasi obbligato. Pur sapendo come questo sia inevitabile, è normale essere preoccupati per questo, a maggior ragione se le abitudini quotidiane che abbiamo tra le mura domestiche non sono cambiate.

I problemi maggiori possono esserci soprattutto per le utenze di casa, nessuno vorrebbe infatti fare grossi sacrifici per avere la garanzia di spendere, anche se non sempre questo è necessario. Se il disagio riguarda la bolletta del gas la situazione potrebbe essere da addebitare a qualcosa di imprevisto, che dovrebbe spingere a fare un controllo in più ai vari locali. A volte può bastare questo per risolvere.

Bolletta del gas troppo alta: forse è colpa degli spifferi

Cercare di capire quali siano le motivazioni che possono portare a sostenere una spesa più alta rispetto al passato è più che naturale. Un ragionamento simile non può che essere applicato anche per le utenze domestiche, a maggior ragione per la bolletta del gas, che può raggiungere livelli elevati evidentemente in autunno e in inverno a causa dell’accensione del riscaldamento. A volte però l’incremento può esserci al di là delle ore in cui si decide di accendere i caloriferi, per questo fare un’analisi della situazione diventa quasi obbligatoria.

In casi simili si prova a capire se ci sia stato un errore di fatturazione da parte del fornitore, ipotesi da non escludere anche se piuttosto rara. Nella maggior parte delle situazioni questo può essere da addebitare a un fenomeno che riguarda tante case, la dispersione elettrica, che può incidere anche senza che ce ne accorgiamo sui consumi.

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Il problema si verifica quando parte dell’energia fornita viene “persa” a causa di impianti obsoleti, fili danneggiati o apparecchi difettosi che assorbono corrente anche quando sembrano spenti. Secondo le ultime stime fino al 25-40% del calore generato in un’abitazione venga perso attraverso spifferi e ponti termici non adeguatamente isolati. Identificare e sigillare questi “ladri di calore” non è solo una mossa intelligente, ma un intervento decisivo. Un fenomeno come questo non deve quindi essere sottovalutato, bastano solo alcuni piccoli accorgimenti per rimediare e risollevare il proprio conto corrente.

Il nemico numero uno: il cassonetto delle tapparelle

Garantire il giusto livello di isolamento in casa è determinante per evitare di ritrovare un importo eccessivo nella bolletta del gas. Il cassonetto delle tapparelle rappresenta il punto debole per eccellenza, a cui nn guardiamo quasi mai, ma è in diretta comunicazione con l’esterno, per questo un cassonetto non coibentato agisce come un vero e proprio “buco” energetico.

Diversi studi di settore, come quelli realizzati in ambito di certificazione energetica, dimostrano che l’isolamento del solo cassonetto può ridurre le perdite energetiche del vano finestra fino al 66%. Non si tratta di un miglioramento marginale, ma di uno degli interventi con il più alto rapporto costo/beneficio che si possano fare. E’ possibile correre ai ripari acquistando gli specifici kit di isolamento flessibili, facili da installare anche con il fai da te, che è possibile acquistare al costo di pochi euro. Sono pannelli adesivi che si applicano all’interno del cassonetto, creando una barriera ermetica contro l’aria fredda. L’intervento richiede meno di un’ora e il risultato in termini di comfort e risparmio è percepibile da subito.

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La fessura invisibile: lo spazio sotto il davanzale

Spesso ci sono delle piccole fessure a cui non facciamo caso tra il davanzale interno della finestra e la parete sottostante, sono quasi invisibili ma bastano a generare una dispersione di calore. Secondo la norma UNI 11673-1 sulla posa in opera dei serramenti, la sigillatura dei giunti è fondamentale per garantire le prestazioni termiche certificate di una finestra. Uno spiffero in questo punto vanifica l’efficacia anche di un infisso a doppio o triplo vetro.

Verificare se ci sia un problema in questo punto è semplice, basta passare una mano o la fiamma di una candela lungo il bordo inferiore del davanzale, se si sente aria fredda o si vede la fiamma tremare evidentemente c’è uno spiffero. E’ sufficiente correre ai ripari applicando un sottile strato di sigillante acrilico (verniciabile) o di silicone lungo tutta la fessura, garantendo una chiusura ermetica.

L’usura silenziosa: le guarnizioni di porte e finestre

Alcuni effetti negativi possono essere generati anche dal tempo che passa, le guarnizioni in gomma degli infissi finiscono per perdere elasticità in maniera naturale, si seccano e si comprimono, non garantendo più una chiusura ermetica.

E’ sufficiente osservare lo stato delle guarnizioni, se appaiono secche, crepate o visibilmente schiacciate, è il momento di sostituirle. Esistono guarnizioni adesive in EPDM (un tipo di gomma molto resistente) disponibili in vari profili e spessori. Si deve la vecchia guarnizione, pulire a fondo la sede e applicare quella nuova. È un piccolo investimento che ripristina la piena funzionalità isolante degli infissi.

Di Ilaria Macchi

Laureata in Linguaggi dei Media all'Università Cattolica di Milano, sotto il segno della Bilancia, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione a 360 gradi. Mi piace scrivere di tutto, amo lo sport, e il calcio in modo particolare, oltre a moda e Tv.