Tutti noi usiamo la carta stagnola in cucina, probabilmente da un lato che può risultare pericoloso, come ha avuto modo di sottolineare il professor Vincenzo Schettini.
Puntare sull’ordine in cucina è un aspetto determinante per tutti, anche se spesso tendiamo a sottovalutarlo, arrivando a rimandare senza pensare agli effetti negativi che quesot può comportare. Agire in questo modo consente di trovare subito quello di cui abbiamo bisogno, riducendo anche i tempi necessari per preparare i pasti, ma lo è altrettanto fare il possibile per preservarli al meglio, così da ridurre gli sprechi ed evitare di buttarli quando non saranno più buoni.
Particolarmente utile allo scopo può essere la carta stagnola, che tutti noi utilizziamo, sia in casa, sia eventualmente per mantenere alcuni cibi che portiamo con noi in ufficio se consumiamo sul posto il pranzo. Si tratta di un accessorio che però sarebbe bene sfruttare nel modo giusto, non è detto che finora lo abbiamo fatto davvero.
Carta stagnola: conosci le sue caratteristiche?
Molti di noi tendoono a usare gli oggetti che fanno parte della nostra quotidianità sempre allo stesso modo, convinti di agire correttamente se fino a questo momento non si sono verificati problemi. Questo vale anche per l’attività in cucina, anche se in questo modo sarebbe importante avere qualche cautela in più visto che questo è l’ambiente in cui si maneggia quello che finirà poi sulla nostra tavola.
Un’attenzione maggiore deve essere rivolta alla carta stagnola, o foglio di alluminio, utile per preservare gli alimenti così da permettere che possano durare e restare buoni anche a distanza di qualche giorno. Probabilmente, però, fino ad ora non abbiamo osservato troppo le sue caratteristiche, cosa che dovremmo imparare a fare.
Innanzitutto è importante sapere che il suo nome non è casuale, visto che quella che veniva sfruttata fino a qualche decennio fa era composta proprio di stagno, materiale poi sostituito nel corso del XX secolo dall’alluminio, più leggero, economico e sicuro. Si parla di “foglio”in riferimento a quanto sia sottile, anche se questo non impedisce di garantire una conservazione ottimale con diversi cibi.
Si tratta di un accessorio che può essere cruciale perché protegge i cibi da aria, luce e umidità, mantenendo intatti sapore e freschezza, oltre a essere necessario quando dobbiamo cuocere qualcosa al cartoccio, come il pesce. Tanti lo ritengono prezioso perché riesce a coprire teglie, regolare la cottura di dolci o arrosti e trasportare facilmente gli alimenti, anche se forse non tutti sono a cononoscenza dei possibili rischi a cui si può andare incontro in caso di errore, come ha avuto modo di sottolineare il professor Vincenzo Schettini, docente di fisica diventato noto per il suo account Instagram @lafisicachecipiace, che ha dato vita a una trasmissione Tv autonoma, dove spiega come la sua materia possa essere applicata facilmente a quello che facciamo.
Le differenze tra i due lati
Si parla spesso di quale sia il lato corretto della carta stagnola, se quello lucido (shiny) o quello opaco (matte), in genere si crede che il lato lucido rifletta meglio il calore e il lato opaco lo assorba. I professionisti hanno però un’idea diversa, questa differenza è totalmente irrilevante ai fini della cottura o della conservazione.
I due lati esistono semplicemente per un motivo tecnico: la stagnola viene prodotta in grandi fogli che, per non strapparsi, vengono lavorati a coppie tra i rulli. La faccia a contatto con i rulli diventa lucida, mentre quella che sfrega sull’altro foglio rimane opaca. Le loro proprietà termiche sono identiche.
Non ci sono quindi effetti particolari a livello termico a seconda della parte che si decide di mettere in alto, ma c’è un aspetto che dovremmo comunque tenere presente se vogliamo preservare sia gli alimnenti sia la nostra salute.
Un pericolo reale?
Il professor Schettini ha voluto spiegare con la sua consueta accuratezza quale sia la differenza tra i due strati della carta stagnola e quali siano le conseguenze che possono garantire.
I due strati sono diversi perché durante la lavorazione, l’alluminio viene pressato più volte, attraverso dei rulli d’acciaio. Alla fine risulta essere estremamente sottile, con il rischio che possa rompersi, per questo motivo, si fa passare in mezzo al rullo una coppia di fogli, e la parte a contatto con i rulli diventa più liscia e brillante, mentre la parte a contatto con l’altro foglio diventa più opaca. Noi possiamo quindi scegliere quale parte sfrutare senza che questo comporti conseguenze negative.
Su questo il docente ha voluto fare chiarezza, così da tranquillizzare chi fino ad ora aveva temuto di avere problemi effettuando questa azione a più riprese.
Un errore che può costare caro
Al di là del lato della carta stagnola che usiamo, è bene prestare la massima attenzione alle modalità di applicazione.
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L’alluminio è infatti un metallo reattivo, se si avvolgono o coprono cibi ad alta acidità (come pomodori, limone, aceto) o molto salati, in particolare quando riscaldati, l’acido o il sale possono corrodere l’alluminio. Questo processo può portare al rilascio di particelle nel cibo. Per la sicurezza alimentare, è meglio usare contenitori in vetro o ceramica.
Non bisogna però mai sfruttarla nemeno in piccole quantità, nel microonde. Essendo un metallo, l’alluminio riflette le onde elettromagnetiche. Ciò provoca la formazione di archi elettrici che possono danneggiare irreparabilmente l’elettrodomestico e causare incendi.




