La compagnia di cani e gatti in casa può essere davvero preziosa, ci sono però dei vincoli da rispettare in merito al loro numero, dettati dalla legge, lo sapevi?
La passione per gli animali è comune a tantissime persone, molti di noi sono cresciuti avendone almeno uno al proprio fianco e imparando quanto amore possono darci, per questo diventa impensabile non averne almeno uno. Chi ha questa posizione fa ovviamente il possibile affinché stiano bene, cercando di curare al massimo la loro alimentazione, aspetto importante affinché siano in salute, ma anche gestendoli in maniera ottimale, pur sapendo come questo possa avere dei costi non indifferenti da sostenere.
E’ quindi naturale considerarli come parte della propria famiglia, al pari dei parenti più stretti, non a caso c’è chi arriva anche a modificare le proprie abitudini sulla base dei loro bisogni. Ci sono però dei vincoli che tutti noi siamo chiamati a rispettare e che riguardano il numero massimo di cani e gatti che possiamo detenere in casa, anche se questa è di nostra proprietà. A stabilirlo in maniera chiara è la legge, anche se forse non tutti lo sanno.
Cani e gatti in casa: il limite che devi conoscere
Chi ama un animale spesso non sa distinguere tra cani e gatti, per questo ne ha almeno uno per tipologia, ben sapendo come possano avere caratteristiche e bisogni differenti, ma è pronto comunque a dare loro tutto quello di cui hanno bisogno. In molti casi però può bastare anche solo un’immagine o un video di un altro che vediamo in difficoltà o di un cucciolo che ci colpisce particolarmente per essere tentati di prenderlo subito con noi.
Se non si hanno problemi economici particolari è quasi naturale non frenarsi, pensando di fare una buona azione che fa bene a entrambi. La loro gestione potrà essere impegnativa ma, poco importa, si tende a credere che quello che loro ci daranno ci farà dimenticare tutto.
In realtà, un ragionamento del genere non è del tutto corretto, o meglio possiamo farlo tenendo presente un aspetto che forse non avevamo valutato ma che è determinante. Esistono infatti dei limiti in merito al numero di pets che possiamo tenere in un ambiente domestico, cambia poco se possiamo vantare un giardino di ampie dimensioni.
Ci sono dei regolamenti da rispettare, specie se si vive in condominio, a cui si aggiunge una recente sentenza della Corte di Cassazione, che fa quindi giurisprudenza e che non ammette deroghe. Il principio alla base di queste norme non è difficile da comprendere, si punta infatti al loro benessere, ma anche al buon senso, che dovrebbe guidare ogni nostra scelta, a maggior ragione in questo ambito visto che parliamo della custodia di esseri senzienti che meritano di stare bene.
Il limite da non superare
Se vogliamo sapere quale sia il limite massimo di cani e gatti che possiamo tenere in casa dobbiamo fare riferimento all’ordinanza n.1823/2023 della Corte di Cassazione, dove si dice chiaramente che il loro numero non può essere illimitato. Non ci sono deroghe particolari che possono salvarci, nemmeno un eventuale giardino di vaste dimensioni, visto che si ritiene non sia positivo per loro lasciarli perennemente lì senza prendersene particolarmente cura.
Non basta appellarsi all’articolo 1138 c.c., che stabilisce come non sia possibile vietare il possesso di animali se si vive in condominio (ci sono ancora alcuni proprietari che lo fanno), si deve comunque tenere a mente quale sia il il limite da non superare. A livello generale il numero non deve essere incompatibile con la possibilità di gestirli in maniera corretta, come è giusto possa avvenire.
E’ inoltre fondamentale che gli altri residenti possano usufruire delle parti comuni in maniera libera, senza alcun disagio provocato in questi punti dai nostri amici a quattro zampe.
La decisione dei giudici
La Cassazione è arrivata a emettere l’ordinanza in merito al numero di cani e gatti che è possibile avere in casa dopo avere valutato un caso specifico. Alcune persone residenti in un condominio avevano infatti indetto una causa lamentandosi di rumori e cattivi odori da un terreno vicino al palazzo. Si è poi compreso dopo opportuna analisi che questo era provocato da alcuni cani e gatti che qui erano presenti, ritenuti in numero non così basso.
Il primo a esprimersi a riguardo era stato il Tribunale, stabilendo che gli animali potessero essere allontanati, mettendo in evidenza che quelli che potevano restare in quell’aria non potessero essere più di quattro. In appello, però, quella decisione era stata ritenuta nulla, anche se i residenti non si sono arresi e hanno poi presentato un ulteriore ricorso, accolto dal Tribunale, che ha poi portato a sei il numero massimo di animali che poteva essere tenuto in quel punto. La decisione era stata presa sulla base di un principio di ragionevolezza cercando di non danneggiare nessuna delle due parti. A confermare quella sentenza è poi intervenuta la Corte d’Appello.
La tutela degli interessi di tutti
A livello legale, è bene precisarlo, non esiste una legge che impone un limite al numero di cani e gatti che possono essere detenuti in casa. Questo vale però a livello di normative valide a livello nazionale, non si può comunque sempre agire liberamente, visto che si deve poi valutare l’esistenza di eventuali altre regole introdotte a livello locale (Regionale o Comunale), oltre ad altre che possono valere in un condominio ben preciso. In quest’ultimo caso, in modo particolare, non può esserci, come detto, un divieto assoluto, ma è naturale imporre una regolamentazione volta a preservare l’interesse degli animali e quello dei condomini stessi.




