gatto

Chi ha un gatto tende a pensare sia un animale indipendente, che non soffre troppo quando è solo in casa, ma non è esattamente così. Ecco cosa fare per farlo stare bene. 

Cane o gatto? Questo è un dilemma che divide tanti appassionati di animali, c’è chi ne preferisce uno, chi l’altro, ma anche chi non riesce a decidere e apprezza gli aspetti positivi di entrambi, per questo sceglie di averne almeno uno per tipo. E’ comunque bene non fossilizzarsi troppo sui luoghi comuni, non sempre corrispondono alla verità e possono spingerci a fare delle scelte che potrebbero non fare del bene al nostro amico a quattro zampe.

E’ il caso di una teoria diffusa, quella relativa all’indipendenza del gatto e all’idea che lui non disdegni stare solo, cosa che potrebbe spingerci a non sentirci troppo in colpa se siamo costretti a stare fuori dalle mura domestiche per diverse ore, ma siamo sicuri sia così? Purtroppo la realtà è un’altra.

Gatto in casa: può soffrire se sta troppo da solo?

Le scelte in merito al tipo di animale che decidiamo di avere possono essere legati ai nostri gusti, ma anche alla nostra quotidianità. Chi esce da casa presto la mattina per poi farci ritorno solo all’ora di cena può credere non sia ideale avere un cane, che avrebbe bisogno di uscire per i bisogni nel corso della giornata, ben sapendo come non sia ideale lasciarlo in giardino così a lungo. Proprio per questo si crede che il gatto sia la soluzione migliore, visto che può stare bene all’interno e sopperire a ogni suo bisogno, compresi quelli fisiologici, grazie alla lettiera.

Questo è certamente vero, ma è un errore credere che un micio non senta la necessità e non stia meglio sentendo l’affetto della sua famiglia. Si tratta, è bene precisarlo, di un principio che ha qualche eccezione, i felini sono infatti abitudinari, possono quindi variare il loro modo di fare e di sentire sulla base delle situazioni, ma è importante che sentano il nostro affetto, basta dare loro un tetto sotto cui dormire.

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Il carattere può fare la differenza, ci sono però dei segnali a cui dovremmo prestare attenzione per capire se il nostro amico soffre troppo a causa della solitudine. Occhio a miagolii insistenti e apparentemente immotivati, ai bisogni fuori dalla lettiera, alla perdita di appetito e a una distanza da noi al rientro o, al contrario, un’eccessiva vicinanza. Qualora questo si verificasse, sarebbe bene parlarne con il veterinario per provare a trovare una soluzione che possa garantire benessere, ovviamente compatibile con gli impegni personali.

La tempistica da rispettare

Non esiste una regola valida a priori in merito al tempo che un gatto potrebbe sopportare da solo in casa senza generare sofferenza, ma ci sono alcuni piccoli principi che potremmo tenere presenti per regolarci di conseguenza.

Ci sono dei fattori da considerare:

  • gatto al di sotto dei sei mesi: è ancora un cucciolo, sta conoscendo il momento, e spesso anche la casa, per questo è naturale possa sentirsi smarrito se non vede nessuno attorno a sé. Se possibile, sarebbe bene non superare le 2-3 ore al giorno, aiutandoci magari con una webcam che consente di “controllarlo” a distanza.
  • Gatto adulto e sano: un adulto, quindi dai due anni in su, al pari degli umani potrebbe non avvertire una dipendenza dai suoi familiari, per questo può stare bene da solo anche per 8-9 ore, tipica di una giornata lavorativa. Non si dovrebbe, salvo casi particolari, andare oltre questo limite.
  • Gatto anziano o malato: situazioni differenti richiedono un monitoraggio maggiore, soprattutto se c’è la necessità di somministrare farmaci o si teme possa avere bisogno di aiuto. La prudenza in questo caso è massima, mai andare oltre le 3-4 ore.
  • Razze particolari: alcuni comportamenti possono variare a seconda della razza di appartenenza, ce ne sono alcune che tendono ad attaccarsi maggiormente agli umani, quali il Maine Coon, il Rag Doll o i Persiani, quando i familiari sono a casa arrivano a essere quasi morbosi. Chi ha la possibilità di non lasciarli mai del tutto soli può fare la scelta migliore per loro.
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Cosa serve quando l’animale è solo

E’ comunque bene abituare il gatto a stare da solo almeno per qualche ora della giornata, in caso contrario se ci si alterna sempre facendo in modo che qualcuno sia con lui sempre si corre il rischio di andare incontro a problemi se dovessero esserci situazioni di emergenza. Ci sono comunque delle cose che non dovrebbero mai mancare se vogliamo che l’animale stia bene quando non ci siamo:

  • ciotola per acqua e cibo: sembra scontato ma non lo è, prima di uscire si dovrebbe controllare che siano nelle giuste quantità per soddisfare ogni bisogno.
  • Lettiera: indispensabile per i bisogni, meglio se pulita, altrimenti si corre il rischio che il gatto possa farli altrove perché “schizzinoso”.
  • Luce naturale: se dobbiamo stare lontani tendiamo ovviamente a chiudere tapparelle e persiane, sarebbe bene però lasciare almeno una piccola fessura da cui far entrare la luce, aiuta a non generare nell’amico a quattro zampe l’idea di abbandono.
  • Giochi e stimoli: non dovrebbero mancare mai tiragraffi e giochini, aiutano ad alleviare la solitudine.
  • Controllare i pericoli: l’eventuale accesso a balconi e finestre deve essere in sicurezza, ben sapendo come l’animale sia in grado di sgattaiolare velocemente.
  • Temperatura: è fondamentale sia in estate sia in inverno, anche se è soprattutto il caldo a generare maggiore pericolo, è bene che l’ambiente sia ventilato e fresco per evitare colpi di calore.

Altrettanto utile può essere lasciare televisione e radio accese, non dà all’animale la sensazione di abbandono, anche se può durare solo poche ore.

Il numero di giorni da non superare

A ognuno di noi può capitare di andare in vacanza o di dover partire per motivi di lavoro, in questo caso è bene organizzarsi per far sì che il gatto stia bene. L’animale si chiederà evidentemente dove siamo, ma con alcune piccole accortezze il disagio potrà essere maggiore.

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Lasciare una fontanella d’acqua o una ciotola che ricarica in automatico il cibo può essere una soluzione, ma non è un bene credere che questo possa bastare fino al ritorno. Non si dovrebbe quindi mai andare oltre la giornata, già in questo lasso di tempo la lettiera inizia a essere sporca, condizione che non invoglia il nostro micio a usarla.

Si deve quindi far sì che ci sia qualcuno almeno ogni 6-8 ore in grado di andare a controllarlo, dandogli da mangiare e cambiando l’acqua, oltre a stare con lui per almeno qualche minuto per concedergli qualche carezza. Andare oltre i 3-4 giorni è davvero deleterio, può portarlo ad ammalarsi, in quel caso sarebbe bene pensare a una soluzione alternativa, quali l’affidamento a un parente o un cat sitter o una pensione per animali.

Di Ilaria Macchi

Laureata in Linguaggi dei Media all'Università Cattolica di Milano, sotto il segno della Bilancia, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione a 360 gradi. Mi piace scrivere di tutto, amo lo sport, e il calcio in modo particolare, oltre a moda e Tv.