Il tagliere è uno degli accessori che non dovremmo mancare mai, ma solo se scegliamo quello giusto possiamo avere la garanzia di essere in salute, altrimenti si rischia grosso.
La cucina è certamente uno degli ambienti della casa in cui trascorriamo più tempo della nostra giornata, specialmente se l’abitazione è piccola e decidiamo di allestire un tavolo da usare per i pranzi. La presenza degli alimenti impone di dover garantire il massimo dell’igiene, così da evitare che possano esserci contaminazioni che possono essere dannose e all’origine di problemi di salute, quali infezioni allergie o problemi a stomaco e intestino. Questo obiettivo può essere raggiunto certamente scegliendo ingredienti di qualità (occhio ala scadenza e alle modalità di conservazione), ma anche prestando attenzione ai vari accessori che usiamo quotidianamente o quasi.
Tra questi c’è il tagliere, che diventa indispensabile soprattutto se dobbiamo tagliare carne o pesce, ma anche altri cibi, come i salumi e non solo. È sbagliato credere che uno sia uguale all’altro, anzi la scelta del materiale di cui è composto è determinante, alcuni di noi potrebbero quindi avere sempre sbagliato senza saperlo. Se così fosse, è bene cambiare il prima possibile.
Tagliere in legno o in plastica: qual è il più adatto?
Non è ideale pensare di tagliare gli ingredienti che usiamo in cucina sul tavolo o sul piano di lavoro, anche per un’ottica di igiene, oltre che di praticità, è bene avere sempre a portata di mano un tagliere. Anzi, se vorremmo proprio essere precisi sarebbe consigliabile averne più di uno, a seconda del tipo di cibo per cui lo si utilizza così da evitare che i sapori possano confondersi (pur lavandolo ovviamente a ogni utilizzo).
La scelta di questo piccolo accessorio non deve essere però casuale, uno non è uguale all’altro, per questo sarebbe assolutamente raccomandabile non valutare solo la differenza di costo. In genere troviamo quelli in legno o in plastica, entrambi leggerissimi e con prezzi abbordabili, per questo dovremmo sempre preferire quello in legno. A metterci in guardia su questo aspetto ci ha pensato il microbiologo Alessandro Mustazzolu, che ha messo in evidenza alcuni vantaggi. Questi, infatti, risultano essere più malleabili nei confronti delle lame del coltello, oltre a essere più duraturi, ma hanno comunque un aspetto negativo che non può essere sottovalutato, ovvero la possibilità che vengano assorbiti liquidi e odori, cosa che li rende più difficili da pulire (non sempre si riesce a eliminare del tutto una traccia).
Il medico, è bene precisarlo, non demonizza del tutto il tagliere in plastica, pur avendo come difetto quello che risultava un plus per l’altra versione. Si possono infatti tagliare facilmente le superfici, senza possibilità di rimedio, cosa che inevitabilmente porta a trattenere cibo e microorganismi. Se si vuole evitare questo rischio e si punta su un modello simile non resta che mettere in conto di sostituirlo almeno una volta al mese, ovviamente se lo si utilizza tutti i giorni o quasi.
I rischi per la nostra salute
Rinunciare al tagliere solo perché questo può portarci ad andare incontro a problemi di salute legati alle contaminazioni tra i vari cibi è un errore, ma certamente sarebbe bene utilizzarlo con scrupolo così da ridurre questa possibilità. Può però bastare un lavaggio non accurato per vedere trasferire sulle nostre mani, e quindi anche nel resto del corpo, germi e batteri che si depositano sulla sua superficie.
Noi possiamo però provare a tutelarci innanzitutto lavandolo con precisione, oltre a disinfettarlo e sanificarlo ogni volta che lo abbiamo tra le mani prima di rimetterlo nella dispensa.
La modalità di lavaggio migliore
Lavare un tagliere in plastica è certamente più semplice, potrebbe bastare metterlo in lavastoviglie o utilizzare il detersivo per i piatti se invece preferiamo lavare tutto a mano. Alcune accortezze in più sono inevitabilmente richieste per chi sceglie di averne uno in legno, specialmente se presenta già in maniera visibile alcuni solchi che si sono formati con il coltello.
Questa operazione deve essere estremamente precisa, la porosità che caratterizza il legno porta a trattenere i batteri anche dopo questo passaggio, per questo sarebbe bene creare una miscela con acqua calda, detergente e disinfettanti a base di ipoclorito di sodio per ridurre il rischio di contaminazione (e la carica microbica).
Non è invece consigliato il lavaggio in lavastoviglie, essere a contatto con altre stoviglie sporche fa depositare altre sostanze e residui di cibo sul legno, che non potranno mai essere eliminati del tutto.




