disfare albero di Natale

Oggi, 2 febbraio, è il giorno più corretto per togliere l’albero di Natale in casa, anche se forse molti lo hanno già disfatto da tempo. Ecco qual è la motivazione. 

Le feste natalizie sono ormai un ricordo, tutti hanno già ripreso da tempo la propria routine quotidiana, per questo c’è chi pensa già al prossimo momento in cui sarà possibile staccare almeno per qualche giorno dal lavoro. Non si tratta però di una fase così vicina, visto che, a eccezione degli studenti che potranno riposare per Carnevale, sarà necessario attendere Pasqua, che quest’anno ricorre il 5 aprile.

Tutti o quasi hanno quindi già tolto da tempo albero di Natale e addobbi vari, in genere si tende a farlo subito dopo l’Epifania, ricorrenza che chiude quella fase, anche se è un comportamento che non sarebbe così corretto. Esattamente, avete capito bene, questa tradizione che portiamo avanti da tempo dovrebbe essere interrotta per un motivo che potrebbe stupire molte persone.

Devi togliere l’albero di Natale in casa il 2 febbraio: ecco perché

“L’Epifania tutte le feste porta via”, così suona un vecchio detto che ripetiamo ogni anno, in riferimento a quello che accade il 6 gennaio, giorno che porta alla chiusura di un periodo di diverse feste, da Natale e Santo Stefano fino al Capodanno, per chiudere appunto con l’Epifania. Da lì diventa necessario tornare a concentrarsi sui propri impegni quotidiani visto che il prossimo momento in cui si può staccare da lavoro e studio appare ancora piuttosto lontano.

Inevitabilmente, questo ci spinge anche a disfare l’albero di Natale che abbiamo in casa e con esso anche eventuali altri addobbi che abbiamo usato per rendere festosa la nostra abitazione. Addirittura può sembrarci quasi strano pensare che sia trascorso meno di un mese da quel periodo. E invece avremmo fatto bene ad attendere fino a oggi, 2 febbraio, per effettuare questa procedura che a volte ci mette un po’ di tristezza.

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E’ infatti in questa data che si celebra la Candelora, ricorrenza antica che i cristiani celebrano ancora oggi e che segna la fine ufficiale del ciclo di Natale. Non è quindi la “Befana”, o meglio ancora “l’Epifania”, a determinarlo, nonostante fino ad ora tanti lo abbiano pensato. I più nostalgici che hanno quindi evitato di eliminare le decorazioni perché sapevano che questo avrebbe influito in maniera negativa sul proprio stato d’animo possono quindi stare tranquilli, possono agire anche in queste ore senza il rischio di essere considerati dei ritardatari.

Che tipo di ricorrenza è la Candelora

Nonostante sia una ricorrenza nota per i cattolici, non tutti potrebbero essere a conoscenza di cosa sia la Candelora. Questa è prevista ogni anno, indipendentemente dal giorno della settimana in cui cade il 2 febbraio, ed è la festa cristiana della Presentazione di Gesù al Tempio, che cade esattamente quaranta giorni dopo il 25 dicembre, in linea con la tradizione ebraica della purificazione della madre dopo il parto.

Questa prende il nome dal latino “Festum Candelarum”, che significa “Festa delle Candele”, denominazione non casuale in questa giornata si benedicono e si accendono ceri, simbolo di luce e protezione.

Candelora

Ci sono però anche zone del nostro Paese in cui si tengono riti pagani di vario genere, a cui si affianca anche un detto che potremmo avere sentito a più riprese e a cui tanti fanno riferimento. Molti infatti dicono “Se nevica o se plora dell’inverno semo fora, ma se plora e tira vento dell’inverno semo dentro”, che ci spinge quindi a osservare le condizioni meteorologiche che caratterizzano questa giornata per capire cosa potrà accadere in tempi rapidi.

Diverse culture attribuiscono infatti alla Candelora la capacità di prevedere quando potrà esserci la fine dell’inverno, non tanto sul calendario quanto in riferimento alle temperature che ci saranno nelle settimane a venire, esattamente come accade negli Stati Uniti e in Canada con il Giorno della Marmotta. I contadini hanno creduto a lungo a questa teoria, visto che è sulla base di questa che cercavano poi di regolarsi sull’andamento del raccolto. Insomma, se non vediamo che possa arrivare il tepore che caratterizza la primavera dovremmo augurarci che oggi possa nevicare, altrimenti in caso di vento dovremmo ancora pazientare.

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La chiusura del cerchio

Sono tantissime le persone che considerano le festività di fine anno il periodo più bello dell’anno, al punto tale da fare il conto alla rovescia in vista di quando questa fase potrà iniziare e si potrà così rendere ancora più gioiosa la propria casa. Allo stesso tempo, però, sono in diversi a non riuscire ad attendere la fatidica data dell’8 dicembre per farlo ma anzi lo fanno con netto anticipo, incuranti di ogni tradizione che sostiene il contrario.

Questo può portare a rinviare il momento in cui lo disfiamo, incuranti di eventuali ospiti che possono arrivare a casa nostra che potrebbero criticarci per questo. Niente paura, se si è in questa condizione possiamo tranquillamente farlo oggi, anzi c’è chi pensa che questo possa portare energia positiva nella nostra abitazione per affrontare con spirito migliore i mesi a venire, cosa che non può che farci piacere.

Di Ilaria Macchi

Laureata in Linguaggi dei Media all'Università Cattolica di Milano, sotto il segno della Bilancia, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione a 360 gradi. Mi piace scrivere di tutto, amo lo sport, e il calcio in modo particolare, oltre a moda e Tv.